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Inaugurate le casa della comunità di Savona e Vado, in via Collodi medico h24: “Più vicini al territorio”

  • Posted on April 8, 2026
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  • By Il Vostro Giornale
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Inaugurate le casa della comunità di Savona e Vado, in via Collodi medico h24: “Più vicini al territorio”

Savona. Sono state inaugurate questa mattina le casa di comunità di Savona (struttura hub), in via Collodi e di Vado Ligure (struttura spoke), in via alla Costa. Presenti, tra gli altri, l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò, il sindaco di Savona Marco Russo, il direttore di Azienda Tutela Salute Marco Damonte Prioli, la coordinatrice di area2 (ex Asl2) Monica Cirone.

L’intervento di adeguamento della struttura di via Collodi ha interessato il primo, secondo e parte del terzo piano dell’edificio, per una superficie complessiva di 1460 metri quadrati (su quasi 6mila totali), con un investimento pari a 1,28 milioni di euro finanziato con le risorse del Pnrr.

La casa di comunità di Savona è aperta 24 ore du 24, sette giorni su sette e ospita numero servizi: punto unico di accesso (pua), medici di medicina generale, ambulatori specialistici (otorinolaringoiatria, ortopedia, oculistica, neurologia, pneumologia, ginecologia, urologia, allergologia), servizi infermieristici con infermiere di famiglia e comunità, servizio di assistenza domiciliare (adi), ambulatorio vaccinazioni, consultorio, assistente sociale, associazioni di volontariato.

“Oggi siamo qui per inaugurare ufficialmente la casa di comunità di Savona. La vera novità è la presenza del medico h24, sette giorni su 7. Questa struttura non è una scatola vuota, ormai credo che abbiamo imparato a capirlo – evidenzia l’assessore regionale alla Sanità, Massimo Nicolò -. Abbiamo passato lo stress test delle vacanze: solo durante i giorni delle festività pasquali abbiamo registrato 1200 accessi in tutta la regione”.

“Il cittadino si può rivolgere alla casa di comunità per problemi di bassa complessità – spiega Nicolò -. Faccio un esempio: se io oggi ho mal di pancia e chiamo il mio medico ma non mi può visitare, posso venire qui senza appuntamento in qualunque momento e troverò un medico affiancato da un infermiere che mi può visitare. Alcune volte serve una visita, altre volte una richiesta, molto spesso basta un colloquio”.

“Per quanto riguarda il personale siamo messi bene – rassicura l’assessore -, non abbiamo la coda ma riusciamo a coprire i servizi e i turni necessari. I coordinatori di area stanno facendo un grande lavoro perchè quotidianamentte sono al telefono con medici e infermieri per assicurarsi che i turni siano coperti. Siamo molto avanti anche rispetto ad altre regioni dove hanno più difficoltà”.

Nicolò ha anche ricordato che il 18 e 19 aprile si terrà l’open day di tutte le case di comunità liguri con visite e prestazioni gratuite.

Il sindaco di Savona, Marco Russo, aggiunge: “E’ una giornata molto importante ed è una struttura di grande rilevanza per tutta la città. Ne parlavamo con Prioli quando era ancora direttore generale e oggi finalmente vede la luce. E’ un’opportunità ma anche una grande sfida, innanzitutto perchè bisogna che venga tenuta aperta offrendo i servizi previsti ed è anche una grande occasione di interazione tra Comune e Asl per quanto riguarda l’interdipendenza tra sociale e sanitario. Servirà anche a valorizzare ulteriormente l’ospedale San Paolo, punto di riferimento per la sanità non solo cittadina”.

Il direttore generale di Azienta Tutela Salute, Marco Damonte Prioli: “Sia questa casa di comunità che quella di Vado sono due punti importanti che serviranno a portare avanti il disegno della nuova sanità ligure. Stiamo procedendo con l’attuazione del decreto ministeriale 77 dove la sanità territoriale vuole diventare punto di riferimento. In Liguria abbiamo 32 case della comunità e già in questo fine settimana abbiamo avuto più di 1200 accessi. Deve rappresentare la risposta appropriata a un bisogno di bassa complessità: un dolore, un fastidio. Fino all’anno scorso si accedeva al pronto soccorso. Questa è una vera rivoluzione”.

La coordinatrice di Area2, Monica Cirone fa il punto della situazione in provincia: “Oggi è una giornata importante, terminiamo di mettere a terra il sistema dei modelli organizzativi delle case di comunità. E con oggi abbiamo aperto tutte le case di comunità savonesi. Quella di Savona è hub, vuol dire che il cittadino può trovare servizi h24, anche di notte, quella di Vado è spoke con apertuta dal lunedì al sabato. Abbiamo testato questi servizi durante le feste pasquali e abbiamo avuto circa 100 accessi, siamo contenti che il sistema funzioni e i cittadini capiscano il valore di queste strutture”.

Sull’ipotesi, poi abbandonata, di spostare il consultorio di via Zara spiega: “A volte gli spostamenti sono propedeutici a dare un servizio migliore, la nostra idea è quella di dare un servizio di prossimità ma quando ci sono servizi specialistici si chiede un piccolo sacrificio in termini di spostamenti ma si dà un grande beneficio in termini di accesso”.

All’interno della stessa rete distretturale opera la casa di comunità di Vado. La spesa complessica per l’adeguamento dei piani -1, piano terra e primo (670 metri quadrati totali) ammonta a 1,15 milioni di euro finanziati con le risorse Pnrr.

Questa struttura è aperta dal lunedì al sabato dalle 8 alle 20 e al suo interno sono garantiti i seguenti servizi: punto unico di accesso (pua), medico di medicina generale, ambulatori specialistici di diabetologia e dermatologia, servizi infermieristici tra cui ambulatorio infermieristico, infermiere di famiglia e di comunità e infermieri stomaterapisti, servizio di assistenza domiciliare, assistente sociale, associazioni di volontariato.

Il vicesindaco di Vado Ligure, Mirella Oliveri commenta: “Questa apertura è molto importante per il territorio e per i cittadini. La casa della comunità è ancora poco conosciuta ma comunque era molto attesa dall’amministrazione e non solo. Sicuramente nel tempo diventerà un polo importante per la cura dei cittadini e un punto di riferimento per residenti e non”.

Con queste inaugurazioni si completa il piano operativo della rete territoriale per la fragilità e la cronicità, in Asl2 dove sono attive sei case di comunità (Albenga, Pietra Ligure, Savona, Vado Ligure, Cairo Montenotte) e due ospedali di comunità (Albenga e Cairo Montenotte), affiancati dagli ambulatori di prossimità già operativi nei piccoli Comuni dell’entroterra.

All’interno delle strutture operano equipe multidisciplinari composte da professionisti della salute, che prenderanno in carico i pazienti con patologie croniche attraverso percorsi strutturati. I professionisti della case di comunità lavoreranno in sinergia con i Comunni e con la rete delle farmacie per garantire l’aderenza terapeutica nella gestione del paziente cronico.

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Il Vostro Giornale