Zendra Systems si rilancia dopo il passaggio da Continental a Mutares: nel 2026 investimenti per 6 milioni di euro

  • Postato il 10 febbraio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Zendra Systems Cairo Montenotte

Cairo Montenotte. Un piano di rilancio industriale da 5-6 milioni di euro di investimenti previsti nel 2026, tra ricerca e sviluppo, nuove attrezzature e ammodernamento delle linee produttive: è da qui che riparte Zendra Systems, la realtà nata a Cairo Montenotte dopo il passaggio da Continental alla private equity Mutares, con l’obiettivo dichiarato di tornare a produrre utili e consolidare il ruolo dello stabilimento valbormidese, leader mondiale nel settore automotive per i freni a tamburo.

I primi 100 giorni di Zendra Systems

A poco più di tre mesi dall’avvio del nuovo corso, il CEO Luca Billia traccia il bilancio di una fase strategica: “Sono stati 100 giorni sicuramente molto intensi – spiega – in cui abbiamo lavorato riportare l’azienda su un percorso di profittabilità”. Negli ultimi anni infatti, complice anche l’appartenenza a una Continental concentrata soprattutto sugli pneumatici, lo stabilimento di Cairo ha visto progressivamente peggiorare il proprio bilancio.

Per tornare in attivo l’azienda sta lavorando su vari fronti: revisione di prezzi e volumi di vendita, riduzione degli scarti, contenimento dei costi dei materiali, revisione di alcuni accordi e miglioramenti operativi coinvolgendo sindacati e istituzioni.

Da Continental a Mutares: cambiano le logiche

Secondo Billia, il cambio di proprietà ha consentito di superare alcune rigidità tipiche delle grandi multinazionali e di recuperare autonomia nelle scelte industriali: “Le logiche di corporate sono molto diverse da quelle che guidano un’impresa più ‘padronale’. Oggi l’azienda può gestire direttamente forniture, sviluppo prodotti e strategie di mercato“. È insomma interamente artefice del proprio futuro, a cominciare dagli investimenti: quelli già annunciati per il 2026 – stimati tra i 5 e i 6 milioni di euro – saranno destinati in particolare a ricerca e sviluppo, ottimizzazione delle linee produttive e nuovi stampi e attrezzature per sostenere l’evoluzione dei prodotti realizzati nello stabilimento di Cairo Montenotte.

Zendra Systems Cairo Montenotte
La sede di Zendra Systems a Cairo Montenotte

Il nuovo percorso punta anche a rafforzare l’impatto industriale e occupazionale sul territorio, dal quale Zendra Systems non intende spostarsi: “Per noi essere in questa parte dell’Italia e della Liguria è un vantaggio – chiarisce Billia – grazie alla vicinanza ai principali mercati europei e al porto, con potenziali sbocchi anche verso il Nord Africa”.

La forza di Zendra Systems: il freno a tamburo migliore al mondo

Il core business dell’impianto è la produzione di freni a tamburo, che, secondo il responsabile del reparto ricerca e sviluppo Giulio Brezza, torneranno a essere centrali sul mercato: “La chiave per essere profittevole è avere un prodotto ricercato dai clienti. L’elettrificazione dei veicoli e normative ambientali come Euro 7 stanno favorendo un ritorno di questa tecnologia soprattutto nei veicoli di fascia bassa e commerciali, con richieste in crescita da parte dei clienti”.

Ad agevolare il cammino della neonata Zendra Systems il fatto che, sul mercato automotive, il freno a tamburo “made in Cairo” è considerato ad oggi il migliore al mondo. Merito, secondo Brezza, di tutto il team: “La ricerca e sviluppo è fatta da persone e know-how, ci vogliono passione e professionalità. Il nostro è un gruppo molto affiatato, siamo sicuri di poter essere vincenti sul mercato”.

Il tema occupazionale

Il tema occupazionale resta quindi centrale nel piano di rilancio, non solo per quanto riguarda ricerca e sviluppo ma anche nel ramo produttivo: “Per noi crescere insieme vuol dire anche cercare di salvaguardare il più possibile l’occupazione delle nostre persone” spiega Billia. E le azioni intraprese in questi tre mesi di “turnaround” dell’azienda mirano anche a salvaguardare il lavoro: un approccio che il direttore risorse umane Massimo Cenini descrive parlando di “confronto costante” con le organizzazioni sindacali e con le associazioni di categoria per individuare soluzioni condivise.

La tutela occupazionale per noi è fondamentale sia per il territorio che per l’impianto” spiega, indicando come obiettivo la definizione di un accordo entro la primavera, senza penalizzare i lavoratori. Anche se, ammette, sarà necessario rivedere alcuni accordi di secondo livello, “figli” dell’appartenenza a una multinazionale che oggi non c’è più: “Una misura che genera un malumore comprensibile, dato che si parla di soldi, ma è necessario uno sforzo collettivo. Tutti insieme stiamo cercando di lavorare per ottenere questo obiettivo, coinvolgendo tutte le figure aziendali, da quelle apicali a quelle dello stabilimento”.

Autore
Il Vostro Giornale

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