Williams riscrive il blu: FW48, manifesto di una rinascita che profuma di leggenda
- Postato il 4 febbraio 2026
- Formula 1
- Di Virgilio.it
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A Grove, non si è semplicemente tolto un telo. Si è tolto un peso. Un esercito silenzioso di oltre mille uomini e donne hanno lavorato notti, analizzato gallerie del vento, condiviso caffè e speranze per costruire la Williams della nuova era. Quando Alex Albon, Carlos Sainz e James Vowles hanno fatto scivolare via il drappo dalla FW48, l’applauso non era di circostanza, era liberatorio. Perché la Williams 2026 è più corta, più stretta, più aggressiva e soprattutto più Williams che mai.
Blu elettrico, anima storica
Il colpo d’occhio è subito cromatico. Un blu lucido, vibrante, quasi elettrico, che non prova a piacere ma pretende attenzione. È il colore della nuova era firmata Atlassian, title partner che non vuole essere solo un logo appiccicato ma una bandiera issata sul cofano motore. La software house australiana ha investito tanto in questa partnership strategica. Poi arriva il nero fluido, che scivola dai fianchi al posteriore come un’ombra da predatore. E lì, a incorniciare tutto, la firma calligrafica della nostalgia, la keyline bianca e rossa. Un richiamo neanche troppo sottile alle Williams che dominavano il mondo mentre altri si limitavano a partecipare. FW14B, Nigel Mansell 1992: dominio assoluto. FW18, Damon Hill metà anni ’90: perfezione tecnica. Proprio in questo 2026 , tra l’altro, ricorre il trentesimo anniversario di quella FW18. Coincidenze? In F1 non esistono.
La vera sorpresa, però, è il bianco che invade i sidepod, l’ala anteriore e quella posteriore. Porta luce, velocità percepita, dinamismo. Amplifica gli sponsor, Barclays appena entrata ringrazia, insieme a Anthropic, BNY, Wilkinson Sword e Nuveen. Ma soprattutto trasmette un’idea chiara, Williams non vuole più mimetizzarsi. Vuole farsi vedere.
Non è solo una livrea
La presentazione arriva a poche ore dall’annuncio della partnership globale con Barclays. Non casuale. È una strategia. Negli ultimi quindici giorni Grove ha acceso più insegne di Las Vegas Strip. Nuovi sponsor, nuovi investimenti, nuovi dirigenti, nuove infrastrutture. Williams sta facendo quello che in F1 è l’unica moneta spendibile per tornare grandi, mettere soldi, cervelli e strumenti sul tavolo. James Vowles lo ha dichiarato senza girarci troppo attorno:
“Sappiamo cosa serve per vincere i campionati. Non siamo ancora lì, ma ci stiamo muovendo nella direzione giusta”.
Tradotto, il romanticismo non paga più. Qui si parla di simulazione avanzata, di Driver in Loop di ultima generazione, operativo solo da fine 2025. Di software che non si limita a dire cosa funziona oggi, ma suggerisce dove può arrivare la macchina domani. È la F1 moderna, quella meno istinto, più dati. Ma Williams, che ha dominato questo sport negli anni ’90, vuole dimostrare di saperlo padroneggiare meglio degli altri.
La rivoluzione 2026: più corte, più nervose
La FW48 nasce già figlia di una rivoluzione. I regolamenti 2026 promettono vetture più compatte, ali completamente riviste, aerodinamica ripensata per favorire i sorpassi e, dettaglio non banale, una gestione dell’energia elettrica molto più complessa. Il carico di lavoro dei piloti aumenterà e qui Vowles sorride:
“Premierà team come noi. Alex e Carlos hanno una guida istintiva, naturale, e la capacità mentale per gestire energia, gomme, sistemi e pista insieme”.
È un messaggio neanche troppo cifrato al paddock, Williams ha scelto una coppia da prima linea. Albon, ormai colonna portante del progetto, è l’uomo che ha tenuto in piedi la squadra nei momenti più bui. Sainz, invece, è l’innesto che cambia la percezione esterna: esperienza, podi, mentalità da top team. Carlos non si nasconde:
“Questa livrea è una dichiarazione di intenti. Celebra il nostro patrimonio e guarda avanti. Non vedo l’ora di correre con questi colori”.
Parole che pesano. Perché Sainz non è uno che regala slogan, se sceglie una squadra, è perché vede qualcosa.
Nuova partnership
Williams è uno dei primi tre team di F1 di maggior successo di tutti i tempi con 114 vittorie, 9 campionati del mondo Costruttori e 7 campionati mondiali Piloti nei suoi 48 anni di storia. Un curriculum che attrae e Barclays, la banca di fama mondiale fondata più di 325 anni fa con decine di milioni di clienti in più di 40 paesi, non ha resistito. Barclays è Official Banking Partner di Williams con l’obiettivo di supportare la trasformazione del team, aprire le porte a mercati chiave e collegare Barclays con la prossima generazione di fan, il 43% dei quali è under 35 e il 42% donne. Il marchio Barclays presente in primo piano sulla FW48 e sui caschi e tute dei piloti, la partnership segna una rinnovata alleanza per Barclays e Williams, il cui leggendario fondatore Sir Frank Williams è stato un cliente della banca che ha anche fornito al team servizi bancari per molti anni.
Dai podi al sogno proibito
Williams arriva al 2026 con la miglior stagione degli ultimi nove anni sulle spalle. Quinta nel Mondiale Costruttori, 137 punti, podi a Baku e in Qatar, primo podio Sprint ad Austin. Non è ancora la Williams che faceva tremare Senna e Schumacher. Ma non è più nemmeno la comparsa che lottava per la Q2. È una squadra in mezzo al guado. Ed è proprio lì che si decide se tornerai grande, o resterai incompiuto. Vowles parla di investimenti nel sito, nelle persone, nei leader. Di partnership che faranno un’enorme differenza nei prossimi 12-24 mesi. Di una trasformazione che non si misura in settimane, ma in stagioni.
La FW48, in questo senso, è il primo poster affisso sul muro della nuova Williams. E questa livrea funziona già dalla prima uscita. Funziona perché non è timida, perché non sembra disegnata da un algoritmo che ha paura di offendere qualcuno, perché pesca dal glorioso passato senza sembrare un museo. Il blu conquista, la keyline rossa e bianca riporta a quando Williams era sinonimo di vittoria, il bianco moderno conferma che non ci sono solo ricordi. È una monoposto che, già da ferma, racconta una storia. E in F1, dove nel pre stagione l’immagine conta quasi quanto i decimi, non è un dettaglio.
FW48, il manifesto di Grove
La sensazione dopo aver visto la nuova Williams è che a Grove abbiano capito una cosa fondamentale, non basta migliorare in pista. Devi farlo sapere al mondo. Sponsor in fila, piloti di livllo, tecnologie nuove e una livrea iconica.
È marketing ma è anche sostanza. La FW48 è il manifesto politico di una Williams che non chiede più tempo, lo sta desiderando. Il Mondiale 2026 si avvicina, nessuno sa davvero chi avrà interpretato meglio il nuovo regolamento. Red Bull, Ferrari, Mercedes osservano. McLaren scalpita, Audi sogna. E Williams? Sorride, scopre il blu e rilancia. Se tornerà a vincere, lo dirà la pista. Ma una cosa è certa: in Inghilterra, non hanno presentato solo una livrea, hanno acceso un nuovo faro. E nel circus della F1, quando Williams vuole illuminarsi conviene sempre guardare due volte.