Wengen, magico Franzoni! Nel Super G sul Lauberhorn arriva la prima vittoria in carriera. Paris, che rischio

  • Postato il 16 gennaio 2026
  • Di Virgilio.it
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Era solo questione di tempo: che Giovanni Franzoni non fosse una meteora nel firmamento dello sci italiano lo avevano capito anche le cavallette, ma quanto fatto a Wengen nel supergigante che ha aperto ufficialmente il week-end sulle nevi elvetiche è servito per rimuovere ogni dubbio a riguardo. Perché dopo aver dominato le due prove cronometrate di discesa, il 24enne bresciano ha deciso di calare il jolly e conquistare con autorità la prima vittoria in Coppa del Mondo. Che ha un valore enorme, perché conquistata a casa dei dominatori della velocità. Con Odermatt e von Allmen costretti a inchinarsi e passare la mano.

Anche Odermatt s’inchina: “Franzo oggi è stato il numero 1”

Sceso col pettorale numero 1, Franzoni ha saputo interpretare nel modo migliore un tracciato esigente, ma reso un po’ più “umano” dal bel sole che ha rischiarato la giornata. Ha trovato una pista completamente tirata a lucido, senza segni sulla neve, sfruttando le doti di scorrevolezza con le quali aveva già messo dietro tutta la carovana nei giorni scorsi. “Ho visto la tua discesa al monitor, sei il numero 1 e meriti questa vittoria”: sono le parole che Marco Odermatt ha rivolto allo sciatore bresciano dopo aver completato la sua discesa, congratulandosi per un successo che magari per qualcuno poteva apparire anche scontato dopo le prove dei giorni scorsi, ma che scontato non lo è stato affatto.

Perché i big stavolta non si sono nascosti: Babinsky ha beffato gli svizzeri e s’è messo alle spalle di Franzoni a 35 centesimi, von Allmen ha chiuso sul podio, appena due centesimi dietro l’austriaco. Odermatt ha pagato 53 centesimi di ritardo e s’è dovuto accontentare del quarto posto, magari mettendo nel mirino la discesa di domani, la gara sulla quale tutti vorrebbero salire sul gradino più alto del podio. Ma con questo Franzoni, il rischio è quel “posto” sia già stato prenotato.

Tre anni dopo, Wengen si fa “perdonare” da Franzo

Per Giovanni è una sorta di credito riscosso col destino: tre anni fa a Wengen fu portato via con l’elisoccorso dopo una rovinosa caduta che gli procurò la rottura del tendine d’Achille. La chiusura del cerchio è arrivata su una pista esigente come poco, e davanti a 22mila spettatori che hanno applaudito l’impresa dello sciatore lombardo, capace di tenere dietro tutto il meglio della velocità mondiale.

“Se a inizio stagione mi avessero detto che avrei vinto a Wengen e fatto podio sulla Saslong non c’avrei mai creduto, perché erano le piste dove avevo fatto sempre fatica. Ma dopo l’incidente di tre anni fa qualcosa è cambiato che nel modo col quale approccio le gare: mi dico che devo godermela e basta, di spingere a tutta senza fare calcoli. Tutto questo è frutto del lavoro fatto negli ultimi anni, perché non si diventa forti all’improvviso.

Vincere a Wengen è un sogno, condividere il podio con von Allmen che ha la mia stessa età è bellissimo: l’ho sempre visto dal basso verso l’alto, ammirandolo per la sua capacità di andare forte, oggi mi godo questo momento. Il presente è bellissimo, il futuro è da scrivere: già domani in discesa cercherò di ripetermi, anche se so che in tanti si sono nascosti e sarà tutta un’altra storia. Ma la felicità che sto provando è qualcosa di unico”.

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Paris rischia grosso, ma evita guai. Casse ottimo ottavo

La prova di Franzoni ha rischiarato soprattutto la giornata degli italiani, che altrimenti sarebbe da considerare decisamente rivedibile. Con Guglielmo Bosca e Dominik Paris che non hanno portato a termine la loro prova: addirittura Bosca ha inforcato una porta, sbagliando la traiettoria dopo un cambio di pendenza.

Paris se l’è vista brutta: dopo aver lamentato un fastidio alla caviglia nelle prove di giovedì, il carabiniere di Merano, nel primo settore ha toccato lo sci con uno scarpone ma con un virtuosismo da fuoriclasse è riuscito a rimanere in piedi, evitando guai peggiori (una caduta avrebbe potuto comportare conseguenze piuttosto serie). Pericolo scampato e testa alla discesa per Domme, che al traguardo ha voluto rendere omaggio all’amico Franzoni, che già sulla Saslong (sempre in supergigante) aveva dimostrato di essersi ormai assiso al rango dei migliori della disciplina.

A completare il quadro, l’ottavo posto di Mattia Casse: partito subito dopo Franzoni, l’atleta di Moncalieri ha commesso un errore prima della Kernen-S e poi anche nel tratto conclusivo, accumulando un secondo di ritardo e scivolando un po’ a distanza dai migliori, anche se ha ottenuto la prima top ten stagionale in supergigante (in discesa aveva fatto settimo e ottavo nelle due gare di Selva Val Gardena). Innerhofer fuori dai primi 15 ma a punti.

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Virgilio.it

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