“Voti in cambio di like e visualizzazioni? Era un modo per dire ‘fate i compiti’. Esiste la libertà di insegnamento”: il professor Schettini rimbalza le accuse

  • Postato il 3 marzo 2026
  • Trending News
  • Di Il Fatto Quotidiano
  • 2 Visualizzazioni

Vincenzo Schettini, reduce dalla partecipazione all’ultimo Festival di Sanremo 2026, ancora nell’occhio del ciclone. Il docente pugliese, youtuber e divulgatore scientifico, diventato famoso per il suo progetto di lezioni online “La Fisica che ci piace”, respinge al mittente l’accusa di pretendere dagli studenti visualizzazioni, in cambio di voti più alti. Su di lui, del resto, nessuna segnalazione risulta arrivata al momento all’ufficio scolastico regionale.

“Sono stato frainteso, credo che siano stati travisati un termine e il tono, quando ho detto che ‘costringevò i miei studenti a seguire le mie live: non ho mai costretto nessuno, il tono era ironico, suppongo che probabilmente quello sia stato frainteso” dice Schettini, che collega gli attacchi social, arrivati da anonimi ex studenti, alle dichiarazioni rilasciate qualche settimana fa al podcast BSMT di Gianluca Gazzoli.

“Se io avessi veramente costretto i miei studenti, – dice – specialmente con l’attenzione che i genitori hanno nei confronti della scuola, sarebbe arrivata una lamentela, una segnalazione. A scuola in questi anni non è arrivato su di me mai niente, se non lodi e, anche in questi giorni, ho ricevuto solo attestazioni di solidarietà, manifestazioni di affetto bellissime. Quando sono uscito ieri da scuola, i ragazzi erano tutti lì ad applaudirmi”.

Schettini ha rilasciato un’intervista a Le Iene dopo l’ondata di polemiche che lo ha visto protagonista. “Erano dei compiti a casa, che loro dovevano fare, però non c’era nessuna forma di costrizione – ha affermato – Cioè, era un modo per dire ‘fate i compiti’. Come far lavorare il ragazzo? Esiste la libertà di insegnamento. Un video, per andare virale, ha bisogno di decine, centinaia di migliaia di interazioni. Ma questo io lo so oggi. In quel momento era uno sperimentare“.

Schettini ha poi spiegato che l’idea di creare un canale YouTube è nata seguendo le lezioni di un’insegnante americana: “Io ho fondato il canale YouTube nel 2015. Ma questa cosa viene fuori da quello che io ho osservato in rete: una teacher americana, il canale si chiama Speak english with Vanessa, che faceva queste lezioni, faceva le live. Mi sono innamorato di questo modo di fare. E nel frattempo a scuola mi ero accorto che i ragazzi erano in rete. Io sono entrato là e ho portato le lezioni di fisica. L’incentivo, il premio, era voluto affinché loro studiassero. Era fare un dopo scuola ai miei ragazzi senza chiedere una lira di dopo scuola. Ma che c’è di sbagliato in questo?”.

E ancora: “Io ero e sono orgoglioso, entusiasta di aver dato il là a un nuovo modo di raccontare la lezione, anche attraverso la classe. Un docente a scuola non è un docente di materia, è un prof che ti deve anche far venire il desiderio di dire: e se io un domani dovessi diventare un content creator di contenuti di cultura e non di fesserie? In quegli anni io o non monetizzavo o monetizzavo una cifra ridicola“.

Il giornalista de Le Iene Daniele Bonistalli ha analizzato i dati del canale YouTube: “Nel 2016, quasi 4mila visualizzazioni, zero euro; nel 2017, con 30mila visualizzazioni, 8,41 euro; nel 2018, con 181mila visualizzazioni, 174,81 euro”.

Ma 104 video sono scomparsi dal canale YouTube: “Mi sono fatto prendere dal panico . Hai presente quando c’è il vigile che alza la paletta e tu, anche se hai tutto apposto, ti prende un colpo? Mi è successo quello. Ho pensato che ci potesse essere modo per spegnere una parte della polemica. E sono proprio stato ingenuo, perché dovevo capirlo che un’ora dopo qualcuno se ne sarebbe accorto. Che sofferenza è stata togliere quei video, perché sono i video più belli della mia didattica, del mio metodo, per far capire a chi guardava quei video che la scuola è bella. Fortunatamente li ho tutti salvati e li ripubblicherò. Invito a giudicarmi dopo averli visti. Guardateli, guastatevi queste lezioni. E mettete like”.

L'articolo “Voti in cambio di like e visualizzazioni? Era un modo per dire ‘fate i compiti’. Esiste la libertà di insegnamento”: il professor Schettini rimbalza le accuse proviene da Il Fatto Quotidiano.

Autore
Il Fatto Quotidiano

Potrebbero anche piacerti