Vonn come Bode Miller, Ronaldo, Klay Thompson e quegli atleti che sono tornati e si sono fatti male ancora più seriamente
- Postato il 8 febbraio 2026
- Di Virgilio.it
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È finita nella maniera peggiore possibile, come neppure negli incubi più temuti e nefasti: il braccio destro che s’aggancia nella porta, la rotazione innaturale del busto e gli sci che non si staccano, così da poggiare tutto il peso sulle povere ginocchia di Lindsey Vonn. Che le olimpiadi di Milano-Cortina non le aveva certo immaginate così: la caduta di Crans Montana aveva già reso il compito improbo, la caduta all’inizio della discesa ha fatto sprofondare nello sgomento milioni di telespettatori. Tanto che la festa di Breezy Johnson è stata mutilata dalle urla di Vonn, che in attesa del responso degli accertamenti può dire con ogni probabilità di aver disputato la sua ultima gara in carriera. Perché tornare dopo quel che è successo (e a 41 anni suonati) appare oggettivamente una missione quasi impossibile.
- Il paragone con Brignone: stessa dinamica della caduta
- Bode Miller, l'altro americano che è tornato (ma è andato ko.)
- Ronaldo "specialista" dei nuovi infortuni. E pure Pantani...
Il paragone con Brignone: stessa dinamica della caduta
Lindsey era tornata a sciare a 40 anni, con tanto di protesi al ginocchio destro, solo per godersi le gare olimpiche sulle Tofane. Ironia della sorte, al salto che costeggia l’iconica montagna ampezzana non c’è neppure arrivata: la sua discesa s’è chiusa dopo una manciata di secondi appena, stroncando sul nascere qualsiasi velleità di vittoria.
Le olimpiadi avrebbero dovuto essere la chiusura del cerchio, ma non in questo modo: avrebbe voluto lasciare il segno e mettersi al collo una medaglia che avrebbe avuto un significato storico e leggendario, 16 anni dopo la prima vinta in discesa a Vancouver (allora, oro). Invece si sono chiuse dopo pochi secondi e, stando alle parole del tecnico Hodlemoser, con una probabile frattura di una gamba (“Al momento non ne sappiamo molto, ma questo ci è stato riferito”, ha detto al media svizzero SFR.
Il grande ritorno sulle scene s’è andato a scontrare con una realtà durissima, peraltro con una caduta simile nella forma (e chissà nella sostanza) a quella nella quale è incappata Federica Brignone lo scorso 3 aprile sulla Mediolanum dell’Alpe di Lusia, col braccio che s’insacca nella porta e il corpo ribaltato letteralmente dall’impatto. Fede 10 mesi dopo è tornata a correre in discesa e ha chiuso decima, che è tanta, tantissima roba, pensando a quello che ha passato. Lindsey forse questa prospettiva sa di non avercela.
Bode Miller, l’altro americano che è tornato (ma è andato ko.)
Gli infortuni del resto fanno parte della vita degli sportivi, e spesso capitano proprio a quegli atleti che a loro volta ne avevano subiti di gravi nel corso della loro carriera. Gli sciatori statunitensi avevano già pagato dazio 11 anni fa con Bode Miller: tornato alle competizioni dopo mesi di inattività, a 37 anni nel supergigante mondiale di Vail cadde procurandosi una lesione al tendine d’Achille, che di fatto segnò la fine della sua avventura agonistica (sarebbero voluto tornare due anni dopo, ma desistette proprio per l’impossibilità di essere nuovamente competitivo).
In una misura simile, anche Marcel Hirscher ha pagato dazio all’età quando, nel dicembre del 2024, s’è rotto il crociato in allenamento, dopo solo due apparizioni in Coppa del Mondo a distanza di 6 anni dal ritiro (nelle intenzioni avrebbe dovuto correre anche quest’anno, ma visti i tempi poco indicativi effettuati in allenamento ha preferito rinunciare, lasciando aperta la porta per la stagione che verrà).
Ronaldo “specialista” dei nuovi infortuni. E pure Pantani…
Allargando l’orizzonte al mondo dello sport, di episodi di atleti tornati a competere ma ricaduti in gravi problemi fisici ne è piena la storia. Impossibile non pensare a Ronaldo (Luis Nazario da Lima) che nell’aprile del 2000 ritrova il campo dopo mesi di inattività e si rompe nuovamente il crociato. Un terzo infortunio simile lo subirà nel febbraio del 2008 al Milan, dopo mesi di stop per un problema muscolare, col quale metterà il punto finale della sua carriera ad alto livello.
Chi da un infortunio grave (rottura del crociato) è passato a un’altra altrettanto grave (rottura del tendine d’Achille) è stato Klay Thompson, all’epoca dei fatti giocatore dei Golden State Warriors: nelle Finals 2019 si rompe il crociato e un anno e mezzo dopo, quando sta per rientrare in campo, in allenamento si rompe il tendine d’Achille, costretto a starsene fuori per un’altra stagione (vincerà un altro titolo nel 2022, ma meno decisivo rispetto a quanto lo era prima).
C’è poi un precedente nel ciclismo, diverso nella forma (e pure nella sostanza), ma evocativo per tanti motivi: nell’ottobre del 1995 Marco Pantani viene travolto da un’auto durante la Milano-Torino e salta l’intera stagione 1996. Quando rientra, nella primavera del 1997, va al Giro e cade perché un gatto gli attraversa la strada. Da quell’ennesimo affronto del destino il Pirata saprà rialzarsi più forte che mai, conquistando Giro e Tour l’anno successivo. Ma aveva 28 anni, un’età che la Vonn ha passato da più di un lustro.