Voli privati, evasione record: compagnie estere non versano la tassa ambientale per oltre 2 milioni
- Postato il 27 novembre 2025
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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Un’evasione fiscale da oltre due milioni di euro nel settore dei voli privati è stata scoperta dai militari della Guardia di finanza di Bologna e Milano, grazie a un’indagine che ha messo sotto la lente il traffico degli aerotaxi operati da compagnie straniere. Si tratta della mancata applicazione dell’imposta ambientale dovuta per ogni passeggero imbarcato su voli privati on demand, una tassa introdotta nel 2011 per compensare l’impatto ecologico degli aerei di lusso e destinare fondi alla tutela ambientale.
L’inchiesta è partita dal monitoraggio dei movimenti all’aeroporto Marconi di Bologna tra il 2021 e il 2024. I finanzieri hanno analizzato i voli di 200 compagnie estere, incrociando i dati sugli atterraggi e decolli con le informazioni fiscali disponibili nelle banche dati del Corpo. Ne è emerso un quadro chiaro: oltre 12.700 passeggeri su 2.600 voli avrebbero versato l’imposta alle società, che però non l’hanno poi trasferita allo Stato. L’importo varia da 10 a 200 euro a persona, a seconda della lunghezza della tratta.
Un’analisi parallela, condotta dal Gruppo di Linate (Milano), ha rilevato un fenomeno identico anche sui voli monitorati nell’area milanese. Qui i controlli si sono concentrati su circa 100 compagnie straniere e su più di 5.150 voli utilizzati da oltre 16 mila viaggiatori solo nel 2025. Anche in questo caso l’imposta, pur incassata dai passeggeri, non è stata versata all’erario.
Dai riscontri delle Fiamme Gialle emerge che molte delle società coinvolte hanno sede nei Balcani, in particolare in Croazia, ma compaiono anche compagnie registrate in Austria, Germania e Malta. Proprio una società maltese risulta tra le più attive: avrebbe effettuato oltre 170 voli nel solo triennio analizzato e accumulato le sanzioni più alte. Per garantirsi il recupero del credito fiscale, l’Agenzia delle Entrate ha avviato il sequestro di uno dei suoi velivoli. In totale, tra imposta evasa e sanzioni, il conto supera i due milioni di euro. L’indagine prosegue per verificare eventuali responsabilità penali e per estendere i controlli ad altri aeroporti italiani.
Foto di archivio
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