Violenza minorile, la questora Burdese: “Reati aumentati figli del disagio e dell’abuso di alcol”
- Postato il 10 aprile 2026
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- Di Genova24
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Genova. Davanti all’aumento dei reati commessi da minori in città c’è bisogno di un’intesa attività di prevenzione, e non solo di repressione. Lo ha sottolineato la questora di Genova, Silvia Burdese, a margine della cerimonia per il 174esimo anniversario della fondazione del corpo di Polizia.
“’L’obiettivo è evitare la commissione di nuovi reati – ha detto Burdese – ne registriamo un aumento in determinate fasce di età, e in determinati quadranti e aree cittadine. Sulla violenza minorile bisogna operare anche dal punto di vista educativo, formativo e non solo con una risposta securitaria”. Impossibile non andare con il pensiero alle recenti aggressioni, alcune molto gravi e con l’uso di coltelli, che hanno coinvolto giovanissimi, in un caso addirittura un tredicenne.
“’È ovvio che ci sia una risposta immediata in termini di repressione, lo abbiamo visto con le numerose aggressioni che abbiamo registrato nelle ultime settimane spesso per mano di minori – dice ancora la questura – In alcuni casi i ragazzi erano appena maggiorenni. È un uso della violenza che necessita di un intervento specifico, avvicinando i ragazzi che si sentono un po’ più soli e che rischiano di trasformare il in devianza e infine in violenza”.
Burdese si è soffermata anche sul centro storico, zona particolarmente problematica e su cui negli ultimi mesi si sono concentrati gli sforzi delle forze dell’ordine, di concerto con il Comune: “La risposta sul centro storico è forte, è continua ed è interforze. È una presa in carico davvero significativa, che ci ha consentito di raggiungere risultati importanti. È logico che il tema si sia stratificato nel tempo e che sia figlio di una situazione attuale con presenze nuove su cui stiamo intervenendo”.
Numeri alla mano, le espulsioni sono aumentate, così come le prese in carico di persone che vivono in situazioni di disagio per cui la risposta di polizia non è sufficiente: 11 i rimpatri disposti dall’autorità giudiziaria, 141 i provvedimenti eseguiti, oltre 170 gli ordini del questore, mentre le richieste di protezione internazionale sono state 2.185. In molti casi si tratta di minori.
“Parliamo di giovani, o anche meno giovani, che abusano di sostanze facilmente e che hanno agiti violenti dovuti ad alterazioni da uso di alcol. In questi casi spesso non riescono nemmeno a mettere in sicurezza se stessi, talvolta non sono in grado di ricostruire l’evento di cui sono state vittime – conclude Burdese – quindi bisogna lavorare alle radici del problema, sul disagio e sul motivo per cui queste persone si devono dissociare dalla realtà con un uso così importante di stupefacente o evadere abusando di alcolici, soprattutto tra i giovanissimi”.