Vingegaard parla del suo ritiro: "Non voglio continuare nel ciclismo. Mi affascina la falegnameria"
- Postato il 29 novembre 2025
- Di Virgilio.it
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Jonas Vingegaard, come altri ciclisti, ha conosciuto bene da vicino il mondo del lavoro fatto di fatica e alzatacce. Il che lo ha aiutato ad ambientarsi con la vita da corridore professionista, fatto di fatica e alzatacce. Con la differenza che prima sfacchinava in una fabbrica di pesce surgelato, con turni massacranti di mattina a cui seguivano gli allenamenti in bici. Avere a che fare con il lavoro manuale potrebbe però tornare ad essere l’occupazione del danese del team Visma-Lease a Bike, con una maggiore rilassatezza però.
- Vingegaard e il desiderio di avere più tempo con la famiglia
- Futuro nella falegnameria per Vingegaard?
- I corridori che sono invece rimasti nel ciclismo dopo il ritiro
Vingegaard e il desiderio di avere più tempo con la famiglia
Come riporta CyclingNews, il danese si è raccontato in un documentario trasmesso sul canale tv Midtvest, in cui il già due volte vincitore della maglia gialla al Tour de France ha ammesso che, quando sarà il momento di appendere la bici al chiodo (e sembra non ci sia da aspettare molti anni) il 28enne non pensa che resterà nel rutilante mondo del ciclismo. Tutt’altro.
Il suo obiettivo, comprensibilmente, è quello di passare del tempo a casa con la famiglia: d’altronde, chi fa questo sport a livello professionistico, passa larga parte dell’anno (se vogliamo da gennaio a ottobre, se non novembre, considerando anche i ritiri per preparare la stagione) con la valigia sul letto quella di un lungo viaggio, sempre lontano dai proprio affetti domestici. Uno tra i più forti (anche se non espressosi completamente) velocisti della sua generazione, Marcel Kittel, nell’annunciare il ritiro dal ciclismo a 31 anni spiegò di non voler vedere crescere suo figlio via Skype (quando ancora esisteva).
Tra l’altro Trine Hansen, compagna di Vingegaard, quest’anno ha fatto esplodere un quarantotto dichiarando urbi et orbi che la squadra stava “spremendo come un limone” suo marito, tenendolo lontano dalla famiglia. Il tutto mentre lo scalatore era impegnato al Tour, suo terreno di conquista preferito (e in effetti bisogna dire una cosa: Vingegaard non timbra assiduamente il cartellino in larga parte delle corse che si svolgono in una stagione, nonostante la polemica che era nata questa estate).
Futuro nella falegnameria per Vingegaard?
Tornando alle dichiarazioni sul suo futuro, il danese ha anche spiegato che non ha un’idea precisa di cosa farà dopo il ritiro e dopo essersi goduto la famiglia. In gioventù avrebbe voluto lavorare nel mondo dei numeri dove è sempre stato bravo a suo dire, “magari qualcosa nel mondo bancario”. Ma c’è un’altra passione che coltiva la maglia gialla, ovvero il bricolage. Sino al punto che potrebbe essere il settore dove impegnarsi in futuro: “Sono molto affascinato dalla falegnameria. Col tempo si vedrà”.
I corridori che sono invece rimasti nel ciclismo dopo il ritiro
Lo scalatore va controcorrente rispetto a diversi suoi colleghi che, finita la carriera agonistica, sono rimasti nel ciclismo con altri ruoli. Solo per fare esempi recenti, pensiamo ad Enrico Gasparotto direttore sportivo della Bahrain Victorious. O guardiamo alla ristrutturazione dirigenziale che sta portando avanti la Ineos Grenadiers, che ha ingaggiato il fresco di ritiro Elia Viviani come nuovo ds, assieme all’altro ex corridore Daryl Impey e al nuovo direttore di corsa Geraint Thomas, che con Vingegaard condivide l’aver vinto il Tour.
E a proposito di grandi giri, si vocifera che il danese nel 2026 possa preferire il Giro d’Italia alla Grande Boucle, unica tra le corse di 21 giorni che manca al suo palmarès (che annovera anche una Vuelta). La Corsa Rosa che, stando in tema di ritiri, saluterà a febbraio il suo deus ex machina Mauro Vegni. A scanso di equivoci, uno tra i più grandi direttori del Giro nonché abile disegnatore di tappe. “Lascerò RCS Sport e il ciclismo senza rimpianti, sapendo di aver sempre cercato di fare del mio meglio per il bene del ciclismo”, ha spiegato a CyclingNews Vegni.