Viggiano, annullato sfratto Protezione Civile

Il Quotidiano del Sud
Viggiano, annullato sfratto Protezione Civile

Sì del Tar al ricorso dell’Associazione volontaria di Protezione Civile di Viggiano contro il provvedimento del Comune di sfratto. Amministrazione bacchettata per il mancato contraddittorio coi volontari


POTENZA – Il Tar Basilicata ha annullato i due atti di sgombero della storica sede dell’Associazione volontaria di protezione civile di Viggiano.
I giudici amministrativi a dicembre dell’anno scorso avevano già sospeso, in via cautelare, anche l’ultimo provvedimento del Comune di Viggiano, intervenendo d’urgenza, per la terza volta, sullo sfratto dei volontari avviato a febbraio 2025 dall’amministrazione guidata dal sindaco Amedeo Cicala (FdI). Al culmine dello scontro interno al Gruppo lucano di protezione civile, di cui l’associazione di Viggiano è emanazione, tra la “vecchia guardia” guidata da Giuseppe Priore, già presidente del Parco dell’appennino lucano in quota M5s e di note simpatie di centrosinistra, e il nuovo corso dell’ex vicesindaco di Laurenzana, Pierluigi Martoccia.

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I giudici amministrativi avevano sospeso, in particolare, l’efficacia della revoca della locazione a uso gratuito dell’immobile in contrada Santa Lucia, e di un primo ordine di sgombero intimando al Comune di Viggiano di riesaminare le ragioni a fondamento della sua decisione.
L’amministrazione valdagrina per tutta risposta avrebbe avviato, sì, il riesame richiesto, ma non ne avrebbe aspettato l’esito per spiccare una seconda ordinanza di sgombero.
Di qui l’ulteriore richiesta di sospensiva da parte dell’Associazione volontaria di protezione civile Viggiano e l’ordinanza di sospensione dei suoi effetti.
Secondo il Tar, infatti, non era possibile rintracciare «alcun elemento di novità» nell’operato del Comune. Tanto più che non avrebbe ancora esaminato il «contributo partecipativo» degli sfrattati. La loro versione dei fatti insomma.
Decidendo nel merito, nei giorni scorsi, il Tar ha confermato le censure per l’«omissione della fase di confronto procedimentale».

LA DECISIONE DEL TAR BASILICATA


«In alcuna sua parte la contestata deliberazione numero 22 del 2025 richiama, esplicitamente o implicitamente, ragioni di urgenza idonee a derogare a tale essenziale obbligo partecipativo», scrive il collegio presieduto da Stefania Santoleri.
«Alcuna valenza partecipativa va ascritta alla nota del Comune di Viggiano del 29 gennaio 2025 che è indirizzata ad altra associazione, distinto soggetto giuridico, e non a parte ricorrente». Prosegue il Tar. «Tale nota, peraltro, non reca riferimento alcuno all’intendimento di adottare un provvedimento di revoca della concessione, non assegna termine per la presentazione di osservazioni. A ben vedere, all’opposto, tale nota disvela l’attribuzione da parte del Comune ad altro soggetto (Associazione regionale protezione civile Gruppo Lucano) della responsabilità per l’utilizzo improprio e per lo stato di degrado delle strutture comunali qui in rilievo».
I giudici bacchettano il Comune , che «non ha dato esecuzione al riesame disposto con ordinanza di questo Tribunale amministrativo».
«La condotta dell’ente civico si connota per l’evidente fraintendimento del tenore del provvedimento di questo Tribunale», insistono i giudici amministrativi. «Inoltre, tale sorprendente fraintendimento è persistito nonostante nelle successive due ordinanze cautelari questo Tribunale»

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Di qui la condanna alle spese dell’amministrazione, che dovrà pagare 4mila euro all’Associazione.
Nei mesi scorsi, durante il braccio di ferro tra i volontari e l’amministrazione di Viggiano, non erano mancati momenti di tensione.
Come quando il Comune ha deciso il distacco della corrente elettrica e Priore ha avviato per protesta uno sciopero della fame durato quasi un mese.
A maggio Martoccia, succeduto a Priore alla guida del Gruppo Lucano di protezione civile di cui l’associazione di Viggiano è espressione, aveva segnalato l’impossibilità di procedere con lo sgombero dei locali. Avendo trovato le porte chiuse e non avendo la disponibilità delle chiavi.
In precedenza i nuovi referenti del Gruppo lucano di Protezione civile avevano accusato Priore di aver occupato abusivamente la struttura, impedendone l’uso per le «normali attività» agli altri volontari.
I sostenitori del gruppo storico, quindi, avevano negato tutto accusando i primi di aver arrecato «danni irreparabili alla comunità viggianese ed all’intera protezione civile».

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