Vienna, il grande orecchio del Cremlino nel cuore d’Europa
- Postato il 18 marzo 2026
- James Bond
- Di Formiche
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A quattro anni dall’invasione dell’Ucraina, la capitale austriaca è tornata a svolgere una funzione centrale e già nota ai tempi della guerra fredda, quella di una piattaforma privilegiata per la raccolta di segnali (Sigint) del Cremlino.
Le antenne installate sui tetti delle sedi russe a Vienna non sono orientate verso est, cioè verso Mosca, come ci si aspetterebbe per comunicazioni diplomatiche standard. Puntano invece verso ovest e, secondo fonti diplomatiche europee citate dal Financial Times, queste infrastrutture sarebbero utilizzate per intercettare comunicazioni governative e militari dei Paesi Nato, con attività di ascolto che si estenderebbero fino al Medio Oriente e all’Africa.
“Russencity”. Il cuore dell’apparato
Il fulcro di questa architettura è un complesso di circa nove ettari sulla riva orientale del Danubio, soprannominato “Russencity”. Costruito nel 1983 su impulso di Yuri Andropov, allora capo del Kgb, il sito ospita la missione permanente russa presso le Nazioni Unite. Secondo un’analisi del Financial Times basata su immagini e fonti tecniche, sul tetto dell’edificio principale si concentra una rete di parabole monitorata negli ultimi due anni dal gruppo viennese NomenNescio, composto da ingegneri e appassionati di telecomunicazioni.
Le antenne risultano allineate con quattro satelliti geostazionari (Eutelsat 3B, Eutelsat 10B, SES-5 e Rascom QAF1) utilizzati per le comunicazioni tra Europa e Africa. Le immagini analizzate mostrano inoltre l’installazione di lenti speciali sui ricevitori, capaci di ampliare lo spettro dei segnali intercettabili.
Fonti di intelligence occidentali riferiscono al FT che, negli ultimi due anni, sono state installate nuove apparecchiature e che le parabole vengono frequentemente riposizionate. Segno, secondo le ricostruzioni, di un utilizzo operativo attivo. Ipotesi rafforzata da quanto accaduto durante la Conferenza sulla sicurezza di Monaco, quando, secondo le ricostruzioni, una delle antenne principali sarebbe stata riallineata alla vigilia dell’evento, per poi tornare alla posizione originaria subito dopo la sua conclusione.
Perchè Vienna
Da sempre epicentro dello spionaggio europeo, Vienna è resa particolarmente attrattiva per l’intelligence russa da diversi fattori. A differenza della maggior parte dei Paesi europei, l’Austria, neutrale e non membro della Nato, non ha espulso in massa diplomatici russi dopo il 2022. Secondo valutazioni del Financial Times, circa 500 funzionari russi sarebbero attualmente presenti in città e fino a un terzo opererebbe sotto copertura come agente di intelligence. Inoltre, la Direzione per la sicurezza dello Stato e l’intelligence austriaca (Dsn) hanno recentemente osservato nei relativi report annuali, come le capacità tecniche e la flessibilità operativa delle stazioni Sigint russe a Vienna rappresentino un “rischio significativo” sul piano del controspionaggio.
In questo contesto, prevale una strategia di contenimento discreto. “A volte è meglio osservare che agire”, sintetizza un funzionario della sicurezza austriaca al Financial Times. Vienna condivide informazioni con i partner europei, contribuendo al monitoraggio delle attività russe. Ma la città resta, di fatto, uno dei principali punti di raccolta dell’intelligence del Cremlino in Occidente.