Viene contattato dall’ospedale per l’operazione: ma è morto nel 2024. Era in lista d’attesa da due anni

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Ha ricevuto una telefonata nei giorni scorsi nella quale i sanitari la avvisavano che c’era la possibilità di operare il marito, in lista d’attesa per un intervento da circa due anni. Ma l’uomo, ammalato di tumore al duodeno ed ex operaio dell’Ilva di Taranto, era morto a 45 anni nel 2024. Una telefonata talmente surreale che la donna, appena ha risposto, ha pensato subito ad uno scherzo. “Ma quale intervento?”, ha chiesto. E dall’ospedale le hanno risposto: “Quello per il signor Antonio. Avete risolto?”. “Sì, certo. Mio marito è morto nel 2024”, ha replicato Cristina che ha raccontato la storia a Taranto Today.

La Asl di Taranto, dopo aver sentito la donna, spiega che “la convocazione a un anno di distanza” dal decesso per l’intervento “non è stata effettuata da Asl Taranto, ma da altra azienda sanitaria dove (Antonio, ndr) era stato preso in carico prima della Ematologia del Moscati di Taranto”. Quindi, declina ogni responsabilità. La vedova accusa anche che il marito, prima di rivolgersi alle strutture sanitarie pubbliche, era stato curato dal medico di base con i fermenti lattici per lenire i forti dolori addominali. Da quel momento comincia la loro odissea.

Nel marzo del 2023 il paziente fa un’ecografia addominale, poi una Tac, poi si rivolge ad un ematologo che conferma che si tratta di un linfoma. Il medico spiega che bisogna eseguire una biopsia, quindi serve un radiologo interventista. A quel punto la coppia – che ha già speso circa duemila euro per le visite e gli accertamenti specialistici – raggiunge un medico a Taranto (“l’unico che non ci ha chiesto soldi”) che dice che avrebbe ricoverato l’uomo. Antonio viene ricoverato al Santissima Annunziata e sottoposto a un intervento chirurgico per una biopsia. Dopo due mesi arriva la diagnosi di linfoma non Hodgkin a cellule T. Antonio comincia la chemioterapia, ma dopo un anno muore. per un intervento che aveva già fatto privatamente, a pagamento. L’uomo, si legge su Taranto Today, “era stato messo in lista per un intervento che aveva già fatto privatamente, a pagamento”. E la moglie, rimasta sola con due figli piccoli, commenta: “La cosa assurda è che il medico che ci aveva detto che non poteva fare nulla è lo stesso che poi lo ha messo in lista. Dopo due anni. Se avessimo aspettato il servizio sanitario, mio marito non avrebbe mai avuto una diagnosi in tempo”.

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