Viaggio in Israele pagato dalla lobby Elnet: La Russa invitato alla Knesset tergiversa, nel frattempo blocca gli altri parlamentari
- Postato il 12 febbraio 2026
- Politica
- Di Il Fatto Quotidiano
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Ignazio La Russa, presidente del Senato, è stato invitato ad andare alla Knesset. Ma prima del suo viaggio, nessun senatore può andare in missione ufficiale. Ivan Scalfarotto, senatore di Italia viva, scalpita per rappresentare l’istituzione in Israele. Luigi Marattin, deputato, fondatore del partito Liberaldemocratico, un centrino tra i centrini, che da Israele è appena tornato, dice che dovremmo “essere tutti sionisti”. È pieno di risvolti il viaggio organizzato in Israele dall’1 al 4 febbraio e finanziato da Elnet Italia, branca italiana dell’European leadership network, fondato da ebrei statunitensi ed europei nel 2007 “quando l’Europa – si legge sul sito di Elnet-Us – sembrava volgersi contro Israele”.
La Russa è stato invitato dal presidente della Knesset e dal ministro degli Esteri, quindi per ora “non è carino” mandare un parlamentare in missione per conto del Senato in Israele. Usano proprio l’espressione “non è carino” dallo staff del Presidente di Palazzo Madama per spiegare perché La Russa non abbia autorizzato Scalfarotto a partecipare al viaggio organizzato da Elnet in missione ufficiale. Ma a domanda diretta su quando La Russa accetterà l’invito, nessuna risposta. Perché poi il tema per lui è delicato: nel 2023 scelse di andare in Israele come primo viaggio ufficiale da seconda carica dello Stato, ma quando al Muro del Pianto gli chiesero se il fascismo fosse “il male assoluto” (come lo aveva definito Gianfranco Fini) glissò. Un bel conflitto quello tra le proprie radici e quelle di Israele.
Fatto sta che con Elnet sono andati tre senatori: Elena Testor della Lega e Matteo Gelmetti e Bartolomeo Amidei di Fratelli d’Italia. Tutti però in visita privata, per così dire, non in missione per conto del Senato. D’altra parte, un parlamentare in missione è assente giustificato, ma da assente non giustificato quel che gli può succedere è solo che gli venga decurtata la diaria se non vota.
“Il 7 ottobre ha cambiato la storia. Per questo è importante la diplomazia parlamentare”, dice Gelmetti al Fatto. Eppure, non ha neanche chiesto l’autorizzazione per partire in missione. “Non avevo titolo, non sono in Commissione Esteri, né in un gruppo di amicizia Italia-Israele”. Però, “mi interessa anche per la mia attività di imprenditore”, che non fa una piega ma non c’entra con una missione pubblica. Chi ha una posizione decisamente meno dubbiosa è proprio Scalfarotto. Che all’ultimo viaggio non ha partecipato, ma “non per paura” tiene a precisare. Voleva andare in missione per il Senato. È responsabile Esteri di Italia viva e questo sarebbe dovuto bastare come titolo. La Russa ha detto no e Scalfarotto non è partito. Non è andato neanche Luciano Nobili, consigliere regionale di Iv, che voleva andare con lui. Di certo, Scalfarotto non aveva un interesse secondario nel giro, visto che è nel Board di Elnet. L’ultima visita con l’organizzazione risale a qualche mese fa, quando lui stesso rivendicò il legame, dopo che Francesca Albanese l’aveva attaccato su X (era il 23 agosto): “Possibile che le posizioni del sen. @ivanscalfarotto siano influenzate dai suoi legami con Elnet, l’organizzazione ‘pro-Israele’ più influente d’Europa? Mesi fa, quando Israele aveva già sterminato 17mila+ bambini a Gaza e bloccava gli aiuti, lui cenava con Elnet a Gerusalemme”. E Scalfarotto: “Ho l’onore di sedere nel board di Elnet, insieme a fior di altre personalità peraltro ben più eminenti di me, in ragione delle mie posizioni. E le dirò, sono pure orgogliosamente parte di @SinistraXIsrael.”
Sarà anche di sinistra Scalfarotto, qualsiasi cosa voglia dire, ma Elnet interloquisce pubblicamente anche con i più estremisti dell’establishment israeliano. Dal ministro degli Esteri Gideon Saar a Ohad Tal, membro di rilievo del Partito sionista religioso del ministro delle Finanze Bezalel Smotrich, il più accanito sostenitore della colonizzazione che avanza in Cisgiordania, uno che non si è mai fatto scrupoli sulla necessità di togliere acqua ed elettricità alla popolazione di Gaza, tanto poi sostiene che “il popolo palestinese non esiste”.
Scalfarotto è l’autore di uno dei disegni di legge sull’antisemitismo in Senato, testi da cui deve uscire una legge molto richiesta dalle Comunità ebraiche, specie quella romana. Nel testo di Scalfarotto si adotta la definizione operativa di antisemitismo formulata dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) che, secondo alcune interpretazioni, consente di censurare o di limitare fortemente le critiche a Israele. E poi all’articolo 3 estende “il diniego all’autorizzazione di una riunione o manifestazione pubblica” anche “in caso di valutazione di grave rischio potenziale per l’utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque altro atto antisemita ai sensi della definizione operativa di antisemitismo adottata dalla presente legge”.
Intanto sui social, dopo il viaggio in Israele, Marattin è sempre più scatenato, continua a insistere che i morti a Gaza non sono gli oltre 70 mila dichiarati dalle autorità locali di Hamas, mai smentiti neanche da Israele e anzi ora confermati in un briefing delle Israeli defense forces. Come se poi fossero pochi anche la metà. Se passa altro po’ di tempo lì finirà per parlare come Smotrich.
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