Vertice Italia-Germania: Meloni, "ho chiesto a Trump di rivedere il Board of peace"
- Postato il 23 gennaio 2026
- Politica
- Di Agi.it
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Vertice Italia-Germania: Meloni, "ho chiesto a Trump di rivedere il Board of peace"
AGI - Sul Board of Peace per Gaza "ho detto a Donald Trump che per noi ci sono oggettivamente dei problemi di carattere costituzionale per come l'iniziativa è stata configurata. Ho chiesto anche la disponibilità a riaprire questa configurazione per andare incontro alle necessità non solo dell'Italia ma anche di altri Paesi europei". Così la premier Giorgia Meloni, rispondendo alle domande al termine del vertice intergovernativo Italia-Germania.
"Noi dobbiamo tentare di fare questo lavoro. La presenza di Paesi come i nostri può fare la differenza. Questa è la nostra posizione, poi si vedrà quali sono i margini per trovare posizioni condivise", ha concluso.
"Donald Trump è il presidente eletto degli Stati Uniti. Questi stessi discorsi li ho sentiti fare su Joe Biden prima di lui. Li ho sentiti fare addirittura su di me quando a un certo punto mi sono dovuta assentare per 5 giorni perché non stavo bene. Sarà in grado Giorgia Meloni di guidare il suo Paese?" ha replicato poi a una domanda sull'affidabilità di Donald Trump.
"Credo che occorra fare i conti con la democrazia e con leader che sono eletti e scelti dai propri cittadini con i quali noi ci interfacciamo perché non siamo noi ringraziando Dio a scegliere chi governa le altre nazioni".
"Per Trump auspico il Nobel per la pace"
"Spero che un giorno potremo dare il Nobel per la pace" al presidente americano Donald Trump", ha aggiunto Meloni.
"L'Europa scelga se essere protagonista del suo destino"
"L'Europa deve scegliere se intende essere protagonista del suo destino o subirlo. Serve coraggio e responsabilità e trasformare le crisi in opportunità", ha dichiarato la premier italiana. "Serve un'Europa autorevole, consapevole del proprio ruolo", dice la premier.
“Io personalmente sono convinta che in questo tornante della storia Italia e Germania abbiano una responsabilità particolare, chiaramente per storia, per peso, per leadership”, ha aggiunto.
"Italia e Germania sono più vicine che mai"
"Italia e Germania sono più vicine che mai", ha sottolineato ancora Meloni osservando poi che Roma e Berlino "si muovono nella stessa direzione" e hanno "obiettivi comuni", sottolinea la premier. "Abbiamo deciso di rafforzare la nostra cooperazione".
"Due anni fa - ha premesso la premier - a Berlino abbiamo sottoscritto un piano d'azione che aveva l'obiettivo di innalzare la nostra cooperazione bilaterale a un livello più alto ed esplorare nuovi ambiti di crescita comune. È esattamente quello che abbiamo fatto in questi anni, in questi mesi, come dimostrano i molti esempi di collaborazione che abbiamo costruito. Con il vertice di oggi noi abbiamo deciso di proseguire in questa strada di continuare a investire con convinzione nella nostra cooperazione rafforzata ponendoci obiettivi ancora più ambiziosi.
"Oggi - ha aggiunto - credo di poter dire che Italia e Germania sono più vicine che mai, e io penso che questo rappresenti una buona notizia non solo per i nostri popoli ma anche per l'Europa nel suo complesso. Perché se due nazioni importanti, amiche, alleate, solide, sia dal punto di vista economico che industriale, come sono Italia e Germania, si muovono nella stessa direzione, portando ciascuna il proprio valore aggiunto, allora ci sono le condizioni per ottenere ottimi e importanti risultati per le nostre imprese, per i nostri lavoratori, per i nostri cittadini e le loro complesso".
"Con gli Stati Uniti relazioni salde. Serve un approccio pragmatico"
"La nostra volontà di cooperazione con gli Stati Uniti rimane salda. Italia e Germania storicamente intrattengono relazioni privilegiate con gli Stati Uniti", ha quindi rivendicato la premier italiana rispondendo alle domande dei cronisti sulle reazioni di Donald Trump contro l'Europa.
Roma e Berlino "lo possono fare - ha continuato Meloni - soprattutto se lavorano insieme, anche grazie a un approccio pragmatico e non istintivo", ma "il dibattito principale in Europa deve essere su cosa noi possiamo fare per noi stessi".
"Sul Mercosur rivendico l'accordo più equilibrato"
"Rivendico il lavoro fatto per rendere l'accordo più equilibrato". Così la premier Giorgia Meloni parlando dell'accordo tra l'Unione europea e i Paesi del Mercosur. "Abbiamo portato a casa alcune risposte molto importante per tranquillizzare e difendere un assett importante che è quello dell'agricoltura".
"Sulla Groenlandia serve approfondimento della Nato"
Sulla Groenlandia "ripeto di credere che con i loro metodi, sicuramente discutibili e assertivi, gli Stati Uniti pongono una questione che esiste. E riguarda l'Artico, uno dei grandi domini strategici del XXI secolo. Questa questione si deve affrontare all'interno dell'alleanza atlantica". Così la premier Giorgia Meloni, rispondendo alle domande dei cronisti al termine del vertice.
"Serve un approfondimento serio" della Nato, "capiamo tutti l'importanza del dossier" non solo gli Stati Uniti, "occorre ricondurre tutti sulla questione reale. Il territorio rimane strategico", ha concluso la premier.
Merz, "sui dazi ci difenderemo con ogni mezzo"
Nel corso del punto stampa è stato anche affrontato il tema dazi. In particolare "per quanto riguarda la politica commerciale, noi ci difenderemo con tutti gli strumenti possibili se ci dovesse essere qualcosa che ci pregiudica", ha sottolineato il cancelliere tedesco, Friedrich Merz.
"Noi siamo contrari ai dazi da tutti i Paesi e siamo pronti a difenderci. L'abbiamo dimostrato questa settimana, convocando anche un Consiglio straordinario. Penso che l'azione che abbiamo adottato questa settimana sia una valida dimostrazione di ciò che possiamo fare, quello che era stato minacciato da parte del presidente americano poi non è stato fatto. Dobbiamo essere uniti e reagire velocemente, in tempo reale", ha aggiunto.
E sul Board of Peace, Merz ribadisce la posizione di Berlino: "Io già qualche settimana fa ho detto al presidente Trump che personalmente sarei disposto a entrare a fare parte del consiglio di pace se è un organismo che accompagna il processo di pace di Gaza ma com'è fatto adesso, anche per la struttura di governance, non possiamo accettarlo per motivi di Costituzione, ma siamo pronti a confrontarci" sulle strutture.
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