Verso Sampdoria-Padova, Gregucci: “Arbitri molto attenti alla nostra panchina? Non voglio crederci”
- Postato il 13 febbraio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Il pareggio di martedì col Palermo ha portato alla Sampdoria un duplice sentimento: soddisfazione per la consapevolezza di essere cresciuta a livello di competitività, anche grazie agli innesti di gennaio, insieme al rammarico di non aver retto fino alla fine per conquistare l’intera posta.
Mister Gregucci ha parlato in conferenza stampa alla vigilia della partita contro il Padova, un altro importante apppuntamento per i bluerchiati che devono continuare ad allontanarsi sempre più dalle acque pericolose. Poi un passaggio anche sui tanti cartellini sventolati ai componenti dello staff nell’arco della stagione. L’ultimo è il rosso a Foti, uscito dal campo particolarmente sorpreso, che dovrà scontare un turno di squalifica.
Sulla gestione della terza partita in una settimana
Le valutazioni sulle scelte di formazione saranno tecniche, ma basate su analisi importanti e il più possibile precise. Siamo alla terza partita in pochi giorni e quindi cercheremo di mettere dentro tutte le componenti: ciò che emerge dalle valutazioni, dagli allenamenti, da ciò che si può osservare quotidianamente. Paradossalmente, però, la ricerca principale in questo momento è il recupero fisico. Bisognerà valutare molto bene come abbiamo recuperato, senza usare questo come alibi, perché quello che vale per noi vale anche per gli altri, visto che siamo tutti alla terza partita ravvicinata.
La reazione dopo il 3-3 con il Palermo
Dal punto di vista mentale, la delusione deve essere necessariamente trasformata in rabbia agonistica da portare in campo domani. Si tratta di uno scontro diretto vero e proprio. Tuttavia, questa rabbia va incanalata nel modo giusto: bisogna arrivare alla partita puliti, senza recrudescenze, affrontandola con grande lucidità, con atteggiamenti e comportamenti corretti sotto ogni aspetto.
I miglioramenti della squadra
Mi sembra evidente che nelle ultime partite, soprattutto a Modena e contro il Palermo, la squadra abbia mostrato un cambiamento di mentalità. Nei momenti di difficoltà è uscita la voglia, la rabbia agonistica, la determinazione a fare bene. Bejic, in questo senso, rappresenta molto bene questo spirito: ha incitato i compagni, ha fatto gol, ha trascinato l’ambiente. Ma questo atteggiamento non deve appartenere solo a lui: deve essere condiviso da tutte le componenti che scendono in campo.
Che cos’è cambiato
Per cambiare mentalità non basta una sola cosa, bisogna cambiare tante cose. Il singolo deve iniziare a lavorare per mettere il proprio talento al servizio della squadra. Non è soltanto una questione mentale, secondo me entra in gioco anche la qualità. Ci sono tante componenti che permettono a una squadra di lavorare meglio. La ricerca è quotidiana: non si inventa nulla la domenica, perché quello che vedi fare durante la settimana in allenamento, spesso lo rivedi anche in partita.
Contro il Padova sarà un altro importante appuntamento per migliorare ancora di più la classifica
Bisogna rimanere sempre sul pezzo, consapevoli che ogni domenica ci giochiamo tantissimo. È inutile che io intervenga a dire che la partita è delicata o importante: questa è la mentalità del calcio, stare sempre con la spina attaccata, non mollare mai, soprattutto a livello psicologico e mentale. La condizione fisica puoi allenarla e migliorarla, ma la testa deve rimanere sempre accesa. Anzi, quando non sei al massimo della condizione, è proprio l’elaborazione mentale che ti permette di leggere prima le situazioni e arrivare prima sulle giocate.
Che avversario è il Padova?
Temibile, da rispettare per ciò che ha mostrato durante tutto il campionato. È una squadra che combatte in ogni angolo del campo, che quando ha il pallone sa costruire buone trame di gioco e che, in fase di non possesso, sa difendersi con grande attenzione. È una squadra arcigna, che ha vinto molte partite fuori casa, che vende cara la pelle e che arriva sempre alla fine delle gare senza rimpianti, perché spende tutto sul campo.
Valutazioni sul lavoro del centrocampo
Francesco Conti è un ragazzo che porta determinati contenuti, Matteo Ricci ha caratteristiche diverse. In base alla lettura della partita, se vuoi palleggiare di più utilizzi un profilo, se la gara richiede altro utilizzi un altro giocatore. Conti sta facendo molto bene il suo lavoro e sta dando un contributo importante alla squadra. In generale, però, l’allenamento resta un elemento decisivo: se qualcuno, per atteggiamenti e comportamenti, ti cattura l’occhio, non puoi non tenerlo in considerazione.
La mentalità che la Samp deve avere secondo Gregucci
Non dobbiamo assolutamente cullarci sui risultati o sulla classifica. Non abbiamo fatto niente. Questo è un campionato complicatissimo: quando pensi di essere al sicuro, basta un attimo per prendere una mazzata e ritrovarti in difficoltà. Dobbiamo raschiare il barile, lavorare con scrupolo, non lasciare nulla al caso, perché i risultati spesso sono anche figli degli episodi e vanno gestiti con grande attenzione. Io non vivo di proiezioni future, vivo di domani. Domani c’è una partita da giocare con grande rispetto per l’avversario e per ciò che mette in campo. Poi, domani sera, resetteremo tutto e ci prepareremo per la gara successiva. Ogni partita deve essere affrontata come una finale di Coppa del Mondo. Solo affrontandole così possiamo provare a tirarci fuori dalla situazione, partita dopo partita, senza fare film o programmi a lungo termine.
Sulla possibilità di far tornare Abildgaard in mezzo dopo il recupero di Esposito
Non mi sono mai imprigionato nei numeri o nei sistemi di gioco. Ho sempre parlato di squadra e di comportamento di squadra. Tutto è possibile, perché le valutazioni sono continue. In questa settimana, ad esempio, abbiamo lavorato più sul recupero che sul campo, perché giocare tre partite in pochi giorni significa dover gestire calciatori che non erano abituati a fare 90 minuti consecutivi. La terza partita ti chiama inevitabilmente a fare delle valutazioni diverse.
Sui tanti cartellini e la gestione arbitrale della panchina blucerchiata nell’arco della gestione Gregucci-Foti
Non voglio credere che non ci sia un’attenzione particolare. Quando escono in tanti dalla panchina, qualcuno viene sanzionato. Il quarto uomo spesso ha una visuale diversa e può intervenire. A me, come professionista, interessa essere una persona corretta e leale. Se ho a che fare con persone corrette e leali, tutte le decisioni sono rispettabili: la valutazione finale spetta sempre agli altri.