Van der Poel o Pogacar, chi "canta" a Sanremo? L'Italia spera in Ganna: "Dopo due secondi posti la meriterei"
- Postato il 20 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Se non ci fosse la Milano-Sanremo, allora dovrebbero inventarla. Una corsa che sfugge spesso a ogni logica, magari meno al pronostico, di sicuro avvezza come poche a rimescolare le carte nel breve volgere di una… folata di vento. Che è esattamente quello che potrebbe accadere domani nella 117esima edizione della Classicissima di primavera, che a vedere il meteo di primavera avrà ben poco, ma che a detta di molti non dovrebbe uscire dalle grazie del binomio candidato a portarsela via e metterla nella bacheca di casa. Per Mathieu van der Poel sarebbe la terza negli ultimi 4 anni. Per Tadej Pogacar, la prima di sempre. Quella che dovrebbe proiettarlo un altro gradino sopra l’aura da leggenda che già gli circonda la testa.
- Due favoriti d’obbligo, un terzo incomodo e qualche outsider
- Pogacar ci crede: “La Sanremo è sempre una bella sfida”
- Van der Poel per il tris, Ganna per fare la storia
Due favoriti d’obbligo, un terzo incomodo e qualche outsider
Van der Poel e Pogacar, e poi? Sulla carta, quasi nessuno può infastidire i due grandi favoriti per la vittoria finale. L’Italia spera in Pippo Ganna, che nelle due vittorie di van der Poel ha sempre fatto secondo. E magari sogna di vedere un Giulio Pellizzari in grado di piazzare l’acuto a sorpresa, anche se per un passista scalatore come il giovane marchigiano il terreno sembra troppo morbido (e soprattutto la concorrenza troppo nutrita).
L’Olanda un’altra carta importante da calare l’avrebbe eccome se si dovesse arrivare in volata, il pane quotidiano di Jasper Philipsen, che due anni fa vinse in via Roma sfruttando anche l’ottimo (decisivo) lavoro di van der Poel e che peraltro non avrebbe neppure il pensiero di doversi liberare di Jonathan Milan, che ha dato forfait a causa di un malanno di stagione dopo una tribolata Tirreno Adriatico.
Altri potenziali vincitori? Wout Van Aert se dovessero allinearsi tutti i pianeti (ma non basterebbe il sistema solare…), Tom Pidcock se dovesse ripetere l’exploit di Superga di mercoledì scorso, Isaac Del Toro (nome caldo) se però Pogacar, il suo capitano, dovesse rinunciare a giocarsela per qualsivoglia motivo (caduta, improvviso malanno o giornata no). Mads Pedersen avrebbe tutto per giocarsi una Sanremo in uno sprint ristretto, ma non doveva correrla e forse lo farà più per onor di firma che per altro.
Pogacar ci crede: “La Sanremo è sempre una bella sfida”
Insomma, un vincitore diverso da van der Poel e Pogacar farebbe certamente notizia. Tutti però si dicono sicuri che questo potrebbe essere l’anno buono per lo sloveno. Che a furia di fare ricognizioni su Cipressa e Poggio ha imparato a memoria ogni singolo pezzetto di asfalto. “Tutti sanno che questa è una corsa alla quale tengo parecchio e che voglio vincere. La ritengo una corsa adatta alle mie caratteristiche, ma si addice bene anche ad altri corridori di primissimo piano e questo rende le cose un po’ più complicate.
Di sicuro ogni anno è una bella sfida e le ricognizioni che ho fatto negli ultimi chilometri, specialmente sul Poggio, mi danno la sensazione di essere pronto a tutto. La squadra alla Strade Bianche è stata fantastica, se dovessimo ripetere quel tipo di performance sarebbe tutto più semplice. Spero soprattutto che indipendentemente dall’esito della corsa chi la guarderà possa divertirsi e regalarsi un bello spettacolo”.
Chi vede Pogacar ancora giù dal gradino più alto del podio avanza anche una possibile ragione: il vento contrario previsto negli ultimi 30 km, tale da rendere improba qualsiasi azione di “disintegrazione” del gruppo. Vera o presunta, una tesi che testimonia quanto ci sia avvicinati ormai a giocarsi tutto sui dettagli più piccoli.
Van der Poel per il tris, Ganna per fare la storia
Van der Poel nelle ultime tre edizioni è stata la pedina di riferimento, con due vittorie e un lancio perfetto per la volata di Philipsen nel 2024. Domani tornerà a giocarsi una corsa che gli si addice a meraviglia. “E mi sento anche meglio degli altri anni, per quanto la cosa possa valere. Pogacar e la UAE negli ultimi anno hanno cambiato la Sanremo, rendendola dura e spettacolare: prima erano 6 ore e 50 minuti di sostanziale immobilismo e poi 5 minuti di bagarre dal Poggio in poi.
Adesso per 6 ore non cambia nulla, ma dalla Cipressa in poi la corsa è destinata a saltare e se ripenso allo scorso anno ho ancora i brividi. Avevano il vento favorevole, magari quest’anno sarà contrario, ma può comunque succedere di tutto. E se dovessi essere anche un 1% sotto la condizione ottimale mi staccherei all’istante”.
Pippo Ganna, il terzo incomodo, spera che ciò non accada: “Se dovesse staccarsi van der Poel sulla Cipressa vuol dire che Pogacar lo rivedremmo tutti dopo l’arrivo. La Sanremo è una corsa bellissima, l’ho sfiorata due volte, ora spero di prendermela. In uno sprint ristretto so di potermela giocare, su una volata di gruppo no e dovrei anticipare, ma l’importante sarà non andare fuori soglia e restare lucido fino al traguardo”. Facile a dirsi, dannatamente complicato a farsi.