Valpolcevera, i cittadini tornano in piazza: “Devastati da cantieri e allagamenti, non ne possiamo più”
- Postato il 16 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. Torna a esplodere la rabbia dei cittadini di Certosa, Rivarolo e Fegino: da un lato i cantieri che assediano da anni le zone abitate, dall’altro i disagi causati dal maltempo, con allagamenti continui (anche con piogge non eccezionali) e in parte imputabili proprio ai lavori in corso. Una serie di problemi irrisolti che sfoceranno in un nuovo presidio di protesta, convocato a Palazzo Tursi martedì 17 marzo alle 13.45, in occasione del consiglio comunale.
“Basta, non ne possiamo più – scrive il Comitato Liberi Cittadini di Certosa -. Siamo devastati, colonizzati dai cantieri delle ferrovie giorno e notte. Aprono, chiudono strade, ponti, intasano le fogne con i detriti, interrompono sorgenti sotterranee, siamo presi in giro sulle richieste danni e la rigenerazione non deve diventare l’ennesima promessa mancata”.
Ma non solo: “Ora siamo diventati l’Arcipelago Certosa, un quartiere lagunare, abbiamo bisogno delle barche per muoverci, fra il tunnel di Brin perennemente allagato, nonostante l’impegno positivo dell’assessore Massimo Ferrante, della stessa sindaca Salis, più volte venuta sul territorio, e del nostro Municipio, piazzale Palli con i suoi laghi e via Rossini percorribile solo in barca. Il tutto condito da scuole all’interno dei cantieri, dalla carenza di sicurezza urbana, dall’aumento di episodi di disagio giovanile in forte crescita, dall’aumento di casi di malattie alle vie respiratorie e di allergie”.
“Cosa dobbiamo ancora sopportare? Dalla disgrazia del ponte Morandi viviamo così – ricordano i residenti -. Basta, siamo cittadini come tutti gli altri. Vogliamo vivere decentemente, vogliamo vedere dei fatti, vogliamo certezze nel futuro del territorio, per combattere il disagio dei nostri ragazzi, per le attività commerciali, per non lasciare il quartiere nel degrado delle droghe, delle bande giovanili, degli speculatori. Perché noi vogliamo vivere ancora a Certosa, Rivarolo, Fegino. Non ci basta sopravvivere: lottiamo solo per vivere“.
Allagamenti in via Rossini, sotto accusa i lavori delle Ferrovie
Nel weekend, oltre al “solito” sottopasso di via Brin, si è allagata nuovamente via Rossini a Rivarolo. Il presidente del Municipio Michele Versace ha denunciato ancora ola situazione, sempre uguale nonostante la segnalazione già fatta a novembre: “Quel tratto di strada, che mai si era allagato negli anni, diventa impraticabile ogni volta che piove, rendendo impossibile il transito, determinando anche la chiusura e tagliando di fatto in due la delegazione”.
All’origine del fenomeno, secondo Versace, ci sono i lavori per la sostituzione dell’impalcato di via Pisoni: “Ritengo che la ditta debba prioritariamente risolvere questo delicatissimo problema, affinché non si replichi una situazione identica e forse ancora più grave di Brin. Ridurre i disagi patiti dalla cittadinanza e non lasciare situazioni che, una volta terminati i lavori, dovrà risolvere il Comune è ancora più strategico di quanto non lo siano le grandi cantierizzazioni”.
Per l’annoso problema del sottopasso di via Brin era stato annunciato un intervento straordinario per rimuovere detriti e sedimenti dal sottosuolo. Il Comune ha concordato con Rfi e Cociv un intervento da un milione di euro per togliere tonnellate di materiale che si è accumulato da decenni nelle condotte. Proprio oggi era prevista una simulazione di allagamento per verificare la risposta idraulica. Ma il problema va risolto a monte con la messa in sicurezza del rio Zella, la cui competenza spetta ad Autostrada.
Il nodo degli indennizzi
La protesta era stata preventivata da Enrico D’Agostino, fondatore e portavoce del Comitato Liberi Cittadini di Certosa, durante la commissione consiliare della settimana scorsa sui cantieri legati all’ultimo miglio del Terzo Valico, tra riattivazione della linea merci del Campasso e il piano di rigenerazione dei quartieri attraversati. “Siamo pronti a scendere in piazza”, aveva detto in aula.
Sul tavolo, in quell’occasione, soprattutto il tema degli indennizzi per i cantieri e degli espropri per i condomini esposti al passaggio dei treni, con cifre ancora tutte da quantificare. I primi saranno gestiti da Rfi, mentre i secondi direttamente dal Comune di Genova. La partita è delicata, visto che queste cifre potrebbero erodere i fondi destinati al Masterplan, riducendo le risorse per le opere compensative.
Da anni i cittadini di Certosa devono convivere anche coi cantieri per il prolungamento della metropolitana, per mesi fermi al palo a causa delle difficoltà della ditta Manelli e ora in fase di riavvio con altre ditte del consorzio Conpat, con l’obiettivo di terminare entro giugno 2027. I punti critici sono piazzale Palli, destinato a ospitare la futura stazione Canepari, oggi praticamente un lago a cielo aperto, e i dintorni della stazione Brin. Nel frattempo è partito il cantiere per la messa in sicurezza del rio Maltempo con transito di mezzi su via Piombelli.