Vacanze 2026, la lista nera dei viaggi: purtroppo anche Venezia è da evitare

  • Postato il 7 gennaio 2026
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  • Di Blitz
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Con l’inizio del nuovo anno, cresce l’interesse per la pianificazione delle vacanze estive, ma attenzione alle destinazioni da evitare.

Tra queste, alcune mete europee storiche come Montmartre a Parigi e persino Venezia si confermano tra i luoghi in cui la pressione turistica ha raggiunto livelli insostenibili per residenti e visitatori.

Il quartiere di Montmartre, noto per le sue stradine pittoresche e i celebri cabaret, continua ad attrarre milioni di turisti ogni anno. Con oltre 11 milioni di visitatori che ogni anno affollano la basilica del Sacro Cuore, la zona ha superato persino la Torre Eiffel in termini di affluenza. Questo afflusso incessante ha trasformato il quartiere, storicamente periferico e tranquillo, in un luogo quasi irriconoscibile, dove si susseguono negozi di souvenir e ristoranti che hanno preso il sopravvento sulle esigenze della comunità locale.

Il tessuto urbano di Montmartre, unico nel suo genere per la mancata ristrutturazione durante la trasformazione di Parigi nel XIX secolo, oggi si trova a dover fare i conti con un turismo che ha alterato profondamente la qualità della vita di circa 30mila abitanti. L’aumento dei prezzi degli immobili, saliti del 35% nell’ultimo anno secondo i dati della società immobiliare di lusso BARNES, rende sempre più difficile per i residenti mantenere il proprio legame con il quartiere.

Anne Renaudie, presidente dell’associazione “Vivre à Montmartre”, sottolinea come l’afflusso turistico abbia reso la vita quotidiana invivibile per molti abitanti. L’associazione si impegna a proteggere i residenti dal sovraffollamento, ma le misure adottate dall’amministrazione locale, pur mirate a contenere l’impatto del turismo, sembrano ancora insufficienti. Jean-Philippe Daviaud, delegato del municipio del 18° arrondissement, ha dichiarato che si stanno mantenendo aperte le scuole pubbliche per incentivare le famiglie a restare, ma la realtà percepita da molti abitanti è diversa.

Elisabeth, residente da 40 anni e attivista di “Vivre à Montmartre”, denuncia la contraddizione tra le parole dell’amministrazione e le azioni concrete: «Si fa tutto per agevolare bar, ristoranti e attività commerciali legate al turismo, ma nulla per i residenti». Questa situazione è emblematica del conflitto tra sviluppo turistico e tutela della comunità locale, un tema che si ripresenta anche in altre città europee.

Venezia nella lista nera delle destinazioni da evitare

Anche Venezia, simbolo mondiale del turismo culturale, si conferma nella lista nera delle mete da evitare nel 2026 a causa dell’overtourism. Nonostante gli sforzi per regolamentare l’afflusso turistico, la città lagunare continua a soffrire per l’eccessivo numero di visitatori giornalieri, che mette a dura prova infrastrutture, ambiente e la stessa identità urbana.

Anche Venezia, simbolo mondiale del turismo culturale, si conferma nella lista nera delle mete da evitare nel 2026
Venezia nella lista nera (www.blitzquotidiano.it)

Il fenomeno del turismo di massa ha portato a un aumento dei prezzi e a una progressiva espulsione dei residenti, con conseguenze sociali e culturali rilevanti. Le politiche adottate negli ultimi anni, tra cui il divieto di alcune tipologie di crociere e limiti agli accessi giornalieri, sono state solo parzialmente efficaci e Venezia continua a lanciare segnali di allarme sul rischio di perdere quel delicato equilibrio tra accoglienza turistica e vita quotidiana.

Il ruolo delle amministrazioni locali e la sostenibilità del turismo

Le amministrazioni locali sono ora chiamate a un impegno concreto per trovare soluzioni efficaci che permettano di conciliare le esigenze economiche legate al turismo con la tutela delle comunità residenti e dell’ambiente urbano. La sfida principale rimane quella di gestire un turismo più responsabile e sostenibile, che possa garantire esperienze autentiche ai visitatori senza compromettere la qualità della vita degli abitanti.

In questo contesto, cresce l’interesse per destinazioni meno conosciute e per forme di turismo alternative, come quello rurale o esperienziale, che favoriscono un impatto più contenuto e una redistribuzione più equa dei flussi turistici. Tuttavia, è fondamentale che questa transizione venga supportata da politiche pubbliche attente e da una sensibilizzazione diffusa tra operatori e viaggiatori.

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Autore
Blitz

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