U.S. Palmese, il film contagia lo stadio Lopresti
- Postato il 31 marzo 2025
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Il Quotidiano del Sud
U.S. Palmese, il film contagia lo stadio Lopresti
Dopo l’uscita nelle sale del film dei Manetti Bros, U.S. Palmese, a Palmi, anche la locale squadra vive una nuova stagione, tra l’orgoglio dei giocatori, la gioia del presidente e i tifosi chiedono Ancelotti
PALMI – Se il clima a Palmi, da un punto di vista strettamente meteorologico, non è dei migliori ormai da giorni, causa forti piogge, venti e mareggiate, c’è anche un altro lato della medaglia. Una faccia che racconta di tanto calore e di un entusiasmo coinvolgente visto poche volte negli ultimi anni.
U.S. PALMESE, DAL FILM ALLO STADIO
Tutto grazie a U.S. Palmese, il film dei fratelli Manetti, che riempie i principali cinema italiani ed è diventato ormai un fenomeno mediatico a livello nazionale, con servizi televisivi e pagine intere dedicate alla squadra neroverde.
LA PARTITA VINTA CON IL CASTROVILLARI
Tutto questo nella partita di ieri, domenica 30 marzo 2025, col Castrovillari (prima casalinga dall’uscita del film e vinta per 3 a 1) si avvertiva e si respirava nell’aria. Persino sui social, dove tra stories di Instagram e post su Facebook i palmesi hanno rivendicato con orgoglio e fierezza l’essere “parmisani” citando la pellicola U.S. Palmese; o al bar, dove tra un caffè e un pasticcino alla crema si ascoltavano con curiosità le recensioni dei vari “critici cinematografici” di paese. C’era un po’ di tutto in questo clima: un profumo diverso, che sa di rivalsa, di notorietà, per uno dei club storici del calcio calabrese abituato sì a belle imprese, ma che probabilmente non si sarebbe mai aspettato di finire così alla ribalta.
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L’ENTUSIASMO IN CAMPO E SUI SOCIAL
Come spiega poco prima del fischio d’inizio uno dei leader del tifo organizzato neroverde: «Non immaginavo questo successo, ma è bello soprattutto per noi ultras, che ci mettiamo ogni domenica passione e amore per la maglia. Diversi hanno partecipato alle riprese – aggiunge – ma alcuni non hanno preso nemmeno un euro per fare le comparse, perché non ci interessano i soldi e la fama, ma solo il bene della Palmese».
Dagli spalti del “Giuseppe Lopresti”, al manto in erba sintetica su cui è stata girata l’opera dei Manetti con le giocate del protagonista Etienne Morville, fino agli spogliatoi e la sede societaria, molti hanno mostrato l’emozione e la felicità di essere finiti al cinema.

IL PRESIDENTE DELLA PALMESE: «SI RESPIRA UN BEL CLIMA»
Tra loro il presidente della Palmese, che nell’immediato post partita parla di «un bel clima, una bella immagine che ha favorito la prestazione della squadra e ha restituito a tutta Italia un Sud “diverso”, che non è solo disagi e ‘ndrangheta, ma che cresce grazie al calcio. Ho visto più volte il film per ovvi motivi – sottolinea – e ho notato un attaccamento speciale alla squadra e alla città, che comunque storicamente c’è sempre stato da queste parti».
Ed ecco il commento di uno dei protagonisti della vittoria contro il Castrovillari, Christian Lavecchia, “palmese doc” e capitano della squadra neroverde, che ha partecipato anche alle riprese per la pellicola dei Manetti: «Sicuramente ognuno di noi è orgoglioso per quello che si sta vivendo attorno alla squadra. Il fatto di essere finiti nei cinema di tutta Italia deve essere, a maggior ragione, uno stimolo per concludere la stagione nel migliore dei modi».
U.S. PALMESE, IL PERSONAGGIO DI MORVILLE COME ISPIRAZIONE
Il pensiero va al protagonista del film dei Manetti, Etienne Morville, personaggio sì di fantasia, ma che ha senso, a quanto pare, anche nella realtà: «Ci ha ispirato, il tema della crescita e della rinascita grazie al calcio, la sua forza di reagire, il lottare insieme per un unico obiettivo, tutti elementi che si sono rivelati positivi per il gruppo».
Le massime del giorno, però, sono quelle di chi sui gradoni del “Lopresti”, praticamente, ha passato una vita intera, come Ciccio, che prima di entrare in gradinata scherza con un amico: «Ma se nel film prendono l’attaccante, perché noi non andiamo a Madrid per convincere Carlo Ancelotti a farci da allenatore?».
NINO IL TIFOSO 92ENNE
O ancora, la riflessione di Nino, classe 1933, allo stadio quasi ogni domenica da quando era un bambino. Uno che ha vissuto promozioni, retrocessioni e fallimenti. Adesso, a 92 anni, con tanto di stampella e cappellino si dice emozionato: «Secondo te potevo mai immaginare di vedere Palmi e la Palmese al cinema? E perché, di Spalletti e Capello con la maglia neroverde in mano ne vogliamo parlare?». Poi, si fa serio e conclude facendo riferimento a un tema ricorrente nel film: «Certo, la questione dell’ospedale di Palmi chiuso mi ha creato un profondo disagio, pensa che l’altra volta sono dovuto andare a Gioia Tauro per una visita…»
Questa, però, lo sappiamo, è tutta un’altra storia e, come si evidenzia in vari momenti del film, troppo spesso passa in secondo piano. Purtroppo per Palmi e i “parmisani”.
Il Quotidiano del Sud.
U.S. Palmese, il film contagia lo stadio Lopresti