Università privata di Medicina a Savona, il prorettore del Campus Testa: “Qui lo escludo categoricamente”

  • Postato il 10 febbraio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Marco Testa direttore campus savona

Savona. “Lo escludo categoricamente, nel modo più assoluto. Non vedo come il Campus di Savona possa ospitare i corsi di medicina di un ateneo privato all’interno dei propri spazi. Non siamo stati neanche interpellati e io non ho parlato con nessuno”. Con queste parole il prorettore del Campus savonese, a Legino, Marco Testa chiude qualsiasi porta alla possibilità che l’università privata Link Campus, con sede centrale a Roma, metta piede all’interno del polo universitario.

La Regione Liguria, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe espresso un assenso preliminare all’apertura della facoltà privata di medicina, odontoiatria e fisioterapia di un ateneo privato nel territorio savonese. Tra le sedi ipotizzate oltre il Campus di Legino, l’ospedale San Paolo di Savona e l’ospedale Santa Corona di Pietra Ligure. “Del Campus di Legino il proprietario è Unige, dunque se non ci sono accordi tra queste due parti non esiste alcuna possibilità che Link Campus ottenga la possibilità di insediarsi qui da noi – aggiunge il pro rettore – e ripeto non c’è stato alcun contatto tra questi due soggetti”.

Al momento l’unica certezza è che a settembre 2025 è stata firmata una convenzione tra Regione Liguria e Link Campus con l’impegno da parte della Regione di sostenere e aiutare l’università romana nell’insediamento nel territorio savonese. Le spese saranno a carico di Link Campus, ma con l’articolo 13 della convenzione la Regione si impegna “a far accedere la facoltà ai fondi destinati all’attività di ricerca da parte del Ministero della salute e da istituzioni pubbliche e privati al pari delle altre università“.

“A mio parere il fatto che la Regione abbia deciso di firmare questa convenzione è una scelta discutibile – aggiunge – ovviamente tutto va in base ai punti di vista ma trovo alquanto strano che la Regione Liguria si impegni a dare finanziamenti, legati al campo della ricerca, ad un’università che ha la principale sede nel Lazio. Mi lascia tutto perplesso, probabilmente perché non ne comprendo appieno i dettagli”.

“Probabilmente il fatto che il Campus ospiti aziende esterne all’interno di alcune palazzine gestiste da Spes ha tratto in inganno, a conclusioni affrettate – afferma Testa – ma queste aziende collaborano con l’università di Genova. Uno dei requisiti al fatto che l’azienda usufruisca si questi spazi è che stabilisca rapporti di collaborazione, sia nel campo della ricerca che in quello dello sviluppo, con Unige”.

Quel che c’è invece di concreto, per quanto concerne il Campus di Legino è la crescita dell’offerta formativa. Il Campus si espande sia a livello di strutture, grazie all’avvio della costruzione e del restyling di nuovi impianti sportivi e per la ricerca, sia per il numero delle iscrizioni: “Siamo arrivati ad avere circa 2000 studenti“, fa sapere Testa.

“Il Campus verrà rinnovato poichè ha bisogno di alcuni interventi di manutenzione dato che ha più di 35 anni. A metà anno posso dire che partiranno i lavori di rinnovo di tutto il tech – sottolinea – sarà un grosso lavoro che impegnerà il Campus per circa un anno”.

“Siamo anche in fase di assegnazione di incarico per la realizzazione della copertura del campo da calcio, diventerà  così una palestra polivalente dove si potrà giocare anche a pallavolo, a pallamano  e a basket oltre che calcio a 5. Sarà un fiore all’occhiello per l’ateneo per la facoltà di Scienze motorie ma anche per la città. La copertura si potrà aprire lateralmente in modo tale da poter utilizzare il campo sia in inverno che in estate. Sarà una struttura che dedicheremo al territorio, si potranno ospitare diverse manifestazioni sportive”.

Anche la Palazzina Delfino sarà soggetto di restyling: “Al primo piano verrà installato un secondo centro dati dell’università che sarà messo a disposizione del dipartimento ma anche delle aziende – aggiunge – mentre al primo piano verranno riorganizzati gli spazi per creare due temporary office per gli insegnanti che vengono da Genova, così da poter dedicargli un posto dove lavorare. Ci sarà poi una sala meeting e due sale studio. Probabilmente costruiremo anche nuovi spazi studio all’esterno delle aree che già esistono, metteremo dei divanetti per dare la possibilità di lavorare in gruppi. Tutto questo vorrei realizzarlo entro la fine del 2026”.

Ma i desideri e le speranze del pro rettore non si fermano qui: “Se riusciamo a reperire altri fondi vorrei risistemare il campo da tennis e farci anche quello per la pallavolo”, conclude Testa.

Nel frattempo sulla questione si è già espressa sia la politica locale e regionale.

Autore
Il Vostro Giornale

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