UniCal, congresso della FGU Gilda Unams per un’università inclusiva e innovativa

  • Postato il 28 febbraio 2026
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Il Quotidiano del Sud
UniCal, congresso della FGU Gilda Unams per un’università inclusiva e innovativa

All’UniCal il secondo congresso della FGU Gilda Unams, al centro un’università sempre più inclusiva e innovativa


RENDE – Si è svolto ieri, venerdì 27 febbraio 2026, allo University Club dell’Università della Calabria, il secondo congresso della FGU Gilda Unams del dipartimento Università della Calabria. Un appuntamento, quello organizzato dal sindacato che rappresenta i docenti e il personale delle università, che ha superato la dimensione statutaria per configurarsi come uno spazio pubblico di riflessione sul destino dell’università e, più in generale, sul futuro del Paese. Il titolo scelto – “Sapere, Lavoro, Futuro. L’Università che verrà” – ha orientato l’intera giornata congressuale, ponendo al centro il rapporto tra conoscenza, lavoro e responsabilità democratica.

NESSO TRA SAPERE E SVILUPPO


L’organizzazione sindacale oggi più radicata nel maggiore Ateneo calabrese, sia per numero di aderenti sia per consenso, ha scelto di misurarsi con una questione decisiva: il nesso strutturale tra produzione del sapere, qualità del lavoro universitario e sviluppo civile dei territori.
I lavori sono stati presieduti da Francesco Lavorato, presidente nazionale di FGU Gilda UNAMS – Dipartimento Università. Gli interventi si sono aperti con i saluti istituzionali del rettore Gianluigi Greco, del direttore generale Candeloro Bellantoni, del segretario generale Michele Poliseno, del presidente del Consiglio degli Studenti Dario Castrovillari, oltre che delle organizzazioni sindacali presenti in Ateneo.

DIALOGO TRA SAPERI

Nel suo intervento introduttivo, il rettore Greco ha offerto la cornice culturale dell’intera giornata, soffermandosi sul significato del sapere come parola plurale. Ha ricordato come i saperi, quando dialogano tra loro, diventino una forza di traino per la regione e una leva concreta di futuro. Il sapere, ha sottolineato, non è mai neutro né autoreferenziale, ma orientato alla capacità di immaginare ciò che ancora non esiste. «Il futuro – ha ricordato – appartiene a chi ha il coraggio di immaginare qualcosa di inimmaginabile».

UNIVERSITÀ ECOSISTEMA DELL’INNOVAZIONE


In questa prospettiva, Greco ha descritto l’università come un ecosistema dell’innovazione, chiamato a tenere insieme persone e futuro, ribadendo che il futuro appartiene a chi ha il coraggio di immaginare l’inimmaginabile senza perdere il riferimento all’umano.
Il tema del lavoro è stato affrontato come nodo identitario e non solo contrattuale. Guardare al lavoro in modo introspettivo, è emerso, significa interrogarsi su chi trasforma il lavoro in futuro e con quali condizioni. Su questo terreno si sono innestati gli interventi sindacali e istituzionali che hanno animato il cuore del congresso.

LA STORIA DELLA FGU


Sono intervenuti Emiliano Pandolfi, Enzo Giacco, Paola Dodaro, Teresa Granato e Giancarlo Costabile, docente dell’Università della Calabria. Pandolfi, componente della segreteria nazionale della forza sindacale, ha ripercorso la storia della FGU Gilda Unams – UniCal come una storia di responsabilità collettiva fondata su coerenza, trasparenza e competenza tecnica. Ha ricordato come, in una fase iniziale segnata da risorse limitate, il sindacato abbia costruito la propria credibilità sulla chiarezza e sulla capacità di mantenere una linea riconoscibile. Oggi, ha evidenziato, la Gilda rappresenta la prima forza sindacale dell’Ateneo, con una presenza determinante nelle Rsu, nel Senato accademico e nel Consiglio di amministrazione. Non numeri da esibire, ma responsabilità da onorare, traducendo il consenso in risultati concreti, dal rafforzamento del welfare alle misure di conciliazione vita-lavoro.

PRIMATO SINDACALE DI FGU


A dare profondità istituzionale al dibattito è stato poi l’intervento di Paola Dodaro, che ha parlato insieme da iscritta alla Gilda e da senatrice accademica in quota Ptab. Dodaro ha definito il congresso come un tempo di consapevolezza, sottolineando come il primato sindacale rappresenti prima di tutto un riconoscimento di fiducia, costruito nel tempo attraverso una interlocuzione competente con la governance. Un dialogo capace di incidere non solo sulle condizioni materiali, ma anche sul linguaggio con cui si parla del lavoro in Ateneo: non più “risorse umane”, ma persone; non solo efficienza, ma qualità del contesto lavorativo; non esclusivamente performance, ma sostenibilità organizzativa.

UNIVERSITÀ FUTURO DEL PAESE


Su un piano più ampio, l’intervento del segretario Michele Poliseno che ha collocato il congresso in una dimensione nazionale. Poliseno ha ricordato come parlare di università significhi parlare del futuro del Paese, evidenziando che il sistema universitario italiano rappresenta una grande infrastruttura pubblica della conoscenza, fondata sul lavoro quotidiano di oltre 149.000 persone. Ha posto l’accento sulle trasformazioni profonde del lavoro universitario e sulla persistente fragilità retributiva del comparto, sollevando una questione politica chiara: è possibile immaginare l’università del futuro senza un pieno riconoscimento del lavoro che la sostiene?

UNIVERSITÀ INCLUSIVA E INNOVATIVA

Il Congresso ha rappresentato anche un’occasione di analisi della realtà dell’Università della Calabria, e delle sue potenzialità, nel comune intento di contribuire alla costruzione di un’Accademia sempre più solida, inclusiva e proiettata verso il futuro. Una parte significativa dei lavori è stata dedicata agli adempimenti congressuali, con il rinnovo delle cariche sindacali previste dallo statuto. Nel loro insieme, i lavori hanno restituito un messaggio chiaro: il futuro non è un dato, ma una scelta collettiva. Tenere insieme sapere plurale, lavoro dignitoso e centralità della persona è apparso come l’orizzonte condiviso entro cui l’Università della Calabria e la FGU Gilda UNAMS intendono collocare il proprio impegno. Un equilibrio che indica una possibile direzione non solo per l’Ateneo calabrese, ma per l’intero sistema universitario italiano.

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