Un nuovo restauro rimuove la patina dal Giudizio Universale

  • Postato il 24 febbraio 2026
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  • Di Agi.it
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Un nuovo restauro rimuove la patina dal Giudizio Universale

AGI - Una patina bianca, invisibile a occhio nudo ma capace di alterare nel tempo i rapporti cromatici, è all'origine del nuovo intervento di manutenzione straordinaria sul Giudizio universale di Michelangelo Buonarroti nella Cappella Sistina.

I lavori, annunciati dal direttore dei Musei Vaticani Barbara Jatta, sono iniziati in questi giorni e si concluderanno entro la Settimana Santa, senza interrompere l'accesso di fedeli e visitatori. L'intervento mira a rimuovere la velatura biancastra di natura esogena che attenua i valori chiaroscurali dell'affresco.

La pulitura viene effettuata con applicazioni controllate di acqua deionizzata e carta giapponese, nel pieno rispetto della pellicola pittorica originale. A circa trent'anni dall'ultimo restauro concluso nel 1994, l'operazione consentirà di restituire ai colori michelangioleschi la loro originaria luminosità.

La ricchezza delle cromie coperta da una patina 

Tutte le fasi saranno documentate dal Laboratorio Fotografico dei Musei Vaticani. La diffusa patina biancastra che nel tempo ha alterato la leggibilità cromatica dell'affresco. Le analisi scientifiche hanno identificato la sostanza come lattato di calcio, un deposito superficiale facilmente solubile in acqua e rimovibile senza rischi per i pigmenti sottostanti. Il restauro, eseguito dal Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei, si svolge a Cappella Sistina aperta grazie a uno speciale ponteggio schermato. L'intervento rientra nel più ampio piano di tutela e manutenzione avviato dai Musei Vaticani e prosegue una tradizione di cura che affonda le sue radici nel XVI secolo. L'obiettivo è duplice: preservare il capolavoro e permettere al pubblico di riscoprire la piena ricchezza delle cromie e della visione michelangiolesca.

Nel 1543, durante il pontificato di Paolo III, era stato istituzionalizzato il ruolo del mundator (figura preposta a periodiche spolverature finalizzate alla preservazione delle decorazioni della Cappella Sistina), e l'attuale Direzione dei Musei Vaticani ha voluto recuperare tale tradizione avviando in modo organico e nell'ambito dei piani di manutenzione, da due anni a questa parte, una ricognizione del Giudizio universale, a trent'anni dalla conclusione dell'ultimo restauro. L'indagine ha consentito di rilevare la presenza di un velo bianco di sostanza di natura esogena, in grado, nel tempo, di alterare la percezione dei rapporti cromatici dell'affresco. Oggi, dopo un anno e mezzo di studi e analisi approfondite, l'allestimento di uno speciale ponteggio a ridosso della parete del Giudizio permetterà ai restauratori di intervenire sull'intera superficie dipinta con un'operazione di manutenzione straordinaria, condotta in piena sicurezza e a Cappella Sistina aperta al pubblico.

Il velo bianco sarà rimosso, o meglio "sollevato", consentendo non solo di restituire la piena leggibilità dell'opera, ma anche di acquisire preziose informazioni sulla sua origine, utili a contrastare in futuro i meccanismi di formazione di tali depositi. Soprattutto, sarà possibile apprezzare nuovamente tutta la ricchezza delle cromie michelangiolesche. La pulitura avviene mediante l'applicazione controllata di acqua deionizzata a pennello, interposta da un doppio strato di carta giapponese: un gesto minimo, calibrato, che "solleva" la patina e restituisce alla luce la pellicola pittorica michelangiolesca nel pieno rispetto del suo autentico stato conservativo. Ogni fase è preceduta da indagini scientifiche, documentazione fotografica ad alta definizione e da un accurato rilievo dello stato di conservazione.

Il restauro del 1994 e le nuove analisi scientifiche

L'intervento arriva a circa trent'anni dal grande restauro concluso nel 1994, sotto la supervisione di Carlo Pietrangeli ed eseguito da Gianluigi Colalucci, responsabile del gabinetto dei restauri dei Musei Vaticani, oggi sostituito da Paolo Violini, che ha sottolineato come anche la nuova ripulitura sarà realizzata con un approccio globale e un lavoro corale di diverse professionalità che quotidianamente operano al servizio della Santa Sede, con l'obiettivo di garantire la conservazione delle opere in un'ottica di sempre maggiore conoscenza, comunicazione e condivisione. "Torniamo a sfiorare e osservare da vicino - spiega Fabio Morresi, Responsabile del Gabinetto di Ricerche Scientifiche - l'opera di Michelangelo. In questi anni il monitoraggio della pellicola pittorica è stato costante e ha permesso di individuare, oltre a una lieve deposizione di particolato, alcuni fenomeni localizzati di sbiancamento. Tali fenomeni sono stati prontamente analizzati per definirne con precisione la natura e le cause. Le analisi scientifiche condotte hanno consentito di identificarli come lattato di calcio, un sale stratificato esclusivamente sulla superficie più esterna della pittura e altamente solubile in acqua. Questa caratteristica chimico-fisica ne rende possibile una rimozione agevole, garantendo la minima interazione con i pigmenti sottostanti". Il Gabinetto di Ricerche Scientifiche dei Musei Vaticani seguirà costantemente tutte le fasi dell'intervento, effettuando una serie di misurazioni chimiche e fisiche a supporto del lavoro dei restauratori. I dati raccolti costituiranno inoltre una base fondamentale per il monitoraggio, nel tempo, dello stato di conservazione dell'opera".

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Autore
Agi.it

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