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Ultraleggero precipitato a Isola del Cantone, la procura chiede di archiviare: “Fu catena di errori umani”

  • Postato il 3 aprile 2026
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  • Di Genova24
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Ultraleggero precipitato a Isola del Cantone, la procura chiede di archiviare: “Fu catena di errori umani”

Genova. E’ stata una catena di errori compiuti dalle stesse vittime e dovuti alla scarsa visibilità a causare la morte del sovrintendente di polizia Riccardo Muci e dell’istruttore di volo Giuseppe Gabbi, precipitati a Isola del Cantone il 2 aprile 2025 mentre viaggiavano a bordo di un ultraleggero, dopo essere partiti da Mazzè (Torino) alla volta di Sutri (Viterbo).

Per questo la procura chiede di archiviare l’inchiesta sulla tragedia. “Le indagini svolte – scrive la pm Paola Calleri nella richiesta di archiviazione che dovrà essere ora vagliata dal gip – hanno consentito d i accertare che l’incidente è attribuibile ad una serie di errori compiuti dalle due vittime”.

In primo luogo secondo la Procura, che ha basato la sua decisione sulla consulenza medico legale di Camilla Tettamanti e da quella cinematica di Marco Borri, professore di Meccanica del volo al Politecnico di Milano, “le condizioni meteorologiche avverse, che limitavano fortemente la visibilità, avrebbero imposto la riprogrammazione del volo in altra data”. Poi l’errore nella traiettoria, dovuto probabilmente alla scarsa visibilità: li velivolo su cui  viaggiavano Muci e Gabbi aveva imboccato “anziché la Valle Scrivia come avrebbe dovuto fare per seguire la corretta traiettoria, la Valle Spinti, valle molto stretta e senza sbocco, per giunta a quota molto bassa, verosimilmente per rimanere al di sotto della coltre di nuvole”. Quando il pilota se ne era accorto infine aveva tentato una “strettissima virata per invertire la rotta” ma la manovra non era riuscita e l’ultraleggero era finito sul crinale sud dell’abitato di Montessoro.

Le perizie non hanno consentito di capire chi tra Muci e il suo istruttore Gabbi stesse pilotando il velivolo in quel momento, visto che i corpi erano stati trovati all’esterno dell’aereo, ma nessuno dei due aveva assunto droghe, né alcool, né sarebbe stato colpito da un malore. E nessun malfunzionamento è stato riscontrato sul motore del velivolo.

Il sovrintendente Muci, a 31 anni, il 7 agosto 2018 bloccò il traffico sul raccordo di Bologna per un incendio divampato dopo l’esplosione di un tir e salvò, così, la vita a decine di automobilisti, rimanendo ferito e ustionato alla schiena. Per quel gesto eroico, il presidente Sergio Mattarella lo aveva nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

La richiesta di archiviazione, che esclude la responsabilità di terzi, è stata notificata agli avvocati dei familiari delle vittime (i legali Gino Salvatori e Gianluca Cracas per i parenti di Muci, Bruno Ciccarelli e Michele Artese per Gabbi). Se non ci saranno opposizioni, il gip chiuderà a breve definitivamente l’inchiesta.

Autore
Genova24

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