Ue, Pd cerca equilibrio con doppio voto ma ancora si discute

  • Postato il 2 aprile 2025
  • Feed Content
  • Di Quotidiano del Sud
  • 1 Visualizzazioni

Il Quotidiano del Sud
Ue, Pd cerca equilibrio con doppio voto ma ancora si discute

Share

Roma, 2 apr. (askanews) – Alla fine la spaccatura di tre
settimane fa viene scongiurata, il Pd riesce a mantenere una
sostanziale unità nel voto, anche se poi ognuno racconta una
versione diversa di cosa si è votato. Al Parlamento europeo i
democratici trovano una soluzione ‘double-face’, che può essere
presentata in due modi opposti all’opinione pubblica e che
permette alla segretaria valutare con più serenità le modalità
con cui andare alla manifestazione M5s.

Nicola Zingaretti, di prima mattina, detta la linea agli
eurodeputati dem: no all’emendamento che “accoglie con favore il
piano ‘Rearm Europe'”, ma sì alla ‘Relazione sulla difesa e la
sicurezza’ in cui quella frase è stata però inserita lo stesso,
perché l’emendamento è comunque passato. Un altro equilibrismo,
che appunto viene raccontato in maniera diametralmente opposta
dalle varie anime del partito e che conferma quanto sia
complicata la sintesi tra i dem su questo argomento.

La maggioranza Pd enfatizza il no all’emendamento sul riarmo,
sorvolando sul fatto che poi a quella frase è stato comunque
detto sì al momento del voto sull’intero documento. La minoranza
cerca di inchiodare il vertice Pd al voto finale, rimarcando il
‘sì’ anche al piano von der Leyen. In realtà ci sono anche alcuni
dissidenti, i tre ‘riformisti’ che votano sì anche
all’emendamento (Pina Picierno, Giorgio Gori e Elisabetta
Gualmini) e i due indipendenti Marco Tarquinio e Cecilia Strada
che votano no anche alla ‘Relazione’ nel suo complesso. Ma, è il
ritornello del Nazareno, sono solo “posizioni personali”, la
linea del Pd non cambia.

Il problema è capire se la linea Pd è quella del no
all’emendamento – che peraltro riprende il giudizio
“radicalmente” critico fissato nella mozione presentata a Camera
e Senato e votata da tutti – o quella del ‘sì’ finale alla
‘Relazione’, che invece i riformisti festeggiano come una
vittoria, considerando che tre settimane fa l’indicazione del
partito fu per l’astensione in una situazione simile.
Giuseppe Provenzano è perentorio: “Le singole distinzioni sul no
al ‘Rearm Eu’, e le dichiarazioni successive che le rivendicano,
non cambiano e non appannano una linea che oggi è stata
riaffermata anche dalla stragrande maggioranza della delegazione.
Sulla linea di contrarietà ai riarmi nazionali proposti da von
der Leyen e di impegno per una vera difesa europea abbiamo
raggiunto l’unanimità in direzione e nel Parlamento italiano”. E
appunto Marco Sarracino, Alfredo D’Attorre, Marina Sereni e tanti
altri rimarcano il “no” del Pd al riarmo.

La Picierno ribatte: “Noto anche oggi una certa tendenza a
confondere le acque del dibattito pubblico. Pazienza e chiarezza:
nel testo finale votato dalla delegazione del Pd e da tutto il
gruppo dei socialisti e democratico c’è ‘Rearm Europe’, ed è
motivo di grande soddisfazione per la responsabilità dimostrata
da parte di tutti”. Ma di “responsabilità” parla anche
Provenzano, per chiedere a tutti di evitare polemiche: “Nel
momento in cui le divisioni delle forze di maggioranza mettono a
rischio la credibilità dell’Italia sarebbe responsabilità di
tutti non alimentare confusione”.

Di fatto rimane la fotografia di un equilibrio precario, che
verrà messo alla prova altre volte. A cominciare da sabato,
quando si terrà la piazza M5s. La segretaria potrebbe andare di
persona, oppure mandare una delegazione. Ma di sicuro la
minoranza è pronta a farsi sentire, se – come molto probabile –
da quel palco dovessero arrivare frasi su difesa e Europa
irricevibili per i riformisti Pd.

Share

Il Quotidiano del Sud.
Ue, Pd cerca equilibrio con doppio voto ma ancora si discute

Autore
Quotidiano del Sud

Potrebbero anche piacerti