Ucraina, in settimana i nuovi negoziati ad Abu Dhabi

  • Postato il 3 febbraio 2026
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  • Di Agi.it
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Ucraina, in settimana i nuovi negoziati ad Abu Dhabi

AGI - Ucraina, Stati Uniti e Russia si incontreranno ad Abu Dhabi il 4 e 5 febbraio per un nuovo round di colloqui nell'ambito degli sforzi in corso per negoziare un accordo di pace. La conferma è arrivata sia da Kiev che da Mosca dopo l'annuncio del posticipo dei negoziati trilaterali che avrebbero dovuto tenersi ieri sempre nella capitale degli Emirati Arabi Uniti.

La spiegazione del ritardo è stata differente: secondo Volodymyr Zelensky il posticipo è stato imposto dalle tensioni tra Washington e Teheran, mentre per il Cremlino si è trattato solo di un problema di agenda. Non c'è totale chiarezza sul formato dei colloqui: se bilaterali o trilaterali. Il ben informato sito Axios riporta che ad Abu Dhabi, mercoledì e giovedì, ci sarà anche l'inviato americano, Steve Witkoff, atteso domani in Israele per un incontro con il premier Benjamin Netanyahu.

Su cosa si lavorerà ad Abu Dhabi

Il 31 gennaio, l'inviato russo Kirill Dmitriev, invece, aveva incontrato a Miami alcuni funzionari statunitensi, tra cui proprio Witkoff. I precedenti colloqui di due giorni tra Kiev, Washington e Mosca si sono conclusi ad Abu Dhabi il 24 gennaio, in un clima definito "costruttivo". Peskov ha ammesso che i negoziati hanno contribuito ad avvicinare le posizioni su alcune questioni, ma non su altre, poiché "si tratta di un processo complesso".

Ad Abu Dhabi le delegazioni dovranno continuare a lavorare su un potenziale cessate il fuoco che interessi le infrastrutture energetiche e sul controllo della regione ucraina del Donbass. La Russia chiede da tempo all'Ucraina di cedere l'intera area di Donetsk e Lugansk, compresi i territori ancora sotto il controllo di Kiev, come precondizione per qualsiasi accordo di pace. Una richiesta puntualmente respinta da Zelensky, forte anche di sondaggi come quello recente dell'Istituto Internazionale di Sociologia di Kiev, secondo cui il 52% degli ucraini ritiene categoricamente inaccettabile il passaggio dell'intero Donbass sotto il controllo russo in cambio di garanzie di sicurezza da parte di Stati Uniti ed Europa.

La "tregua del gelo" e gli attacchi russi

Mentre la Russia colpiva da settimane il sistema energetico ucraino, lasciando senza luce e riscaldamento migliaia di persone con temperature ben al di sotto dello zero, lo scorso 29 gennaio il presidente degli Stati Uniti Trump ha annunciato di aver chiesto all'omologo russo, Vladimir Putin, di interrompere i bombardamenti sulle città ucraine per una settimana. Il giorno successivo, Mosca ha dichiarato la sospensione si applicava solo a Kiev e sarebbe durata fino al 1 febbraio, vale a dire ieri. Negli ultimi giorni, la Russia ha continuato ad attaccare le infrastrutture civili in altre città ucraine, concentrandosi su obiettivi logistici come le ferrovie. Kiev è stata effettivamente risparmiata, ma i media ucraini parlano di una tregua "mai esistita". Il ministro dell'Energia, Artem Nekrasov, ha dichiarato che la "tregua energetica" è terminata oggi. "A causa degli attacchi nemici alle infrastrutture energetiche, i residenti delle regioni di Kharkiv, Sumy, Dnipropetrovsk e Cherkasy sono rimasti senza elettricità", ha fatto sapere il ministro, aggiungendo che sono in corso i lavori di ripristino degli impianti danneggiati. La cosiddetta "tregua del gelo" doveva contribuire a creare condizioni favorevoli al negoziato. I precedenti tentativi di cessate il fuoco sul settore energetico, tra cui una moratoria di 30 giorni negoziata da Trump nella primavera del 2025 e la proposta di Zelensky del dicembre 2025, non sono riusciti a produrre risultati duraturi: il Cremlino continua a ripetere di cercare una "pace stabile, garantita e a lungo termine" e di non essere quindi disposto ad adottare misure temporanee per fermare le ostilità.

Il ruolo dell'Europa e le sanzioni

In vista dei colloqui di Abu Dhabi, a cui l'Europa non è chiamata a partecipare, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sentito Zelensky. "Stiamo avanzando verso un quadro di prosperità unico e comune con l'Ucraina e i nostri partner statunitensi", ha sottolineato von der Leyen su X, ribadendo inoltre la volontà dell'UE di presentare "presto il 20esimo pacchetto di sanzioni".

L'avanzata russa sul terreno

Intanto, sul terreno le truppe di Mosca hanno accelerato la loro avanzata a gennaio, conquistando quasi il doppio del territorio rispetto al mese precedente, secondo un'analisi dei dati dell'Institute for the Study of War (ISW), che collabora con il Critical Threats Project, due think tank americani. La Russia ha conquistato 481 chilometri quadrati a gennaio, rispetto ai 244 chilometri quadrati di dicembre 2025, rappresentando uno dei maggiori guadagni registrati in un mese invernale dall'inizio dell'invasione russa nel 2022.

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Agi.it

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