Ucraina, fonti Nato: “A Rubio verranno posti limiti voluti dall’Ue nei negoziati”. Ma Kiev “ha perso quasi tutto il Kursk”
- Postato il 1 aprile 2025
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- Di Il Fatto Quotidiano
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L’Alleanza atlantica si fa portavoce del “disagio” di Bruxelles nei confronti di Washington sul dossier Ucraina. Il segretario di Stato americano Marco Rubio , ha fatto sapere un’alta fonte diplomatica occidentale , riceverà “molti messaggi” dagli alleati europei nel corso della ministeriale Esteri della Nato di giovedì e venerdì poiché “c’è un sentimento di disagio” sui negoziati in corso con la Russia sulla guerra in Ucraina “dato che non siamo al tavolo delle trattative“. “Non le chiamerei linee rosse, forse, ma senz’altro un limite da non oltrepassare“, ha aggiunto la fonte. Ad esempio “non condannare l’Ucraina alla neutralità perpetua“, un riconoscimento “ufficiale” dei territori occupati e “limiti” alla fornitura di armi.
Un messaggio all’amministrazione Trump arriva anche dal fronte russo. A proposito dell’Ucraina “prendiamo molto sul serio i modelli e le soluzioni proposte dagli americani, ma non possiamo nemmeno accettare tutto questo così com’è”, ha detto il vice ministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov, in un’intervista al magazine russo International Affairs. Nei giorni scorsi il presidente degli Stati Uniti aveva espresso disappunto per la mancata risposta di Mosca ai suoi inviti a trovare una soluzione al conflitto.
“Non abbiamo sentito da parte di Trump un segnale a Kiev per porre fine alla guerra. Tutto ciò che esiste oggi è un tentativo di trovare un qualche tipo di schema che ci permetta di raggiungere inizialmente un cessate il fuoco, come lo immaginano gli americani. Per poi passare ad altri modelli e schemi, nei quali, per quanto possiamo giudicare, non c’è posto per la nostra principale richiesta di oggi, ossia la risoluzione dei problemi associati alle cause profonde di questo conflitto. Questo aspetto è completamente assente e deve essere superato”, ha dichiarato Ryabkov.
Russia e Stati Uniti proseguono i contatti per una risoluzione in Ucraina, ma le questioni in discussione sono “molto complesse” e richiedono “molti sforzi aggiuntivi“, ha confermato in mattinata il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, rispondendo alle minacce Usa di imporre sanzioni all’industria petrolifera russa in caso di insufficienti progressi per la pace in Ucraina.
Nel frattempo Mosca rinsalda la principale alleanza tra quelle coltivate nello scacchiere geopolitico. Vladimir Putin, riceverà nel pomeriggio al Cremlino il ministro degli Esteri cinese Wang Yi, che Mosca considera “un vecchio buon amico”. Pechino, ha detto quest’ultimo prima di un incontro con la sua controparte Serghei Lavrov nella capitale, è pronta a svolgere un “ruolo costruttivo” per porre fine alla guerra in Ucraina, difendendo al contempo i “diritti” di Mosca.
Sul terreno, intanto, con 240 km quadrati conquistati nel marzo 2025 l’avanzata delle forze russe in Ucraina ha rallentato per il quarto mese consecutivo, secondo l’analisi dell’Afp sui dati forniti dall’American Institute for the Study of War (Isw). Sul territorio russo, tuttavia, le forze di Mosca hanno quasi completamente cacciato gli ucraini dalla regione di Kursk: al momento le forze di Kiev sono presenti solo in una sacca di 80 km quadrati, pari al 6% dell’estensione massima dell’offensiva ucraina in Russia. Iniziata nell’agosto 2024, aveva raggiunto circa 1.300 km quadrati in due settimane.
Quella di ieri per l’Ucraina è stata la prima notte, dal dicembre dello scorso anno, senza dover contrastare la minaccia rappresentata dai droni lanciati dal territorio russo. Lo segnala l’Aeronautica militare ucraina, denunciando comunque il lancio da parte della Russia di due missili da crociera, entrambi intercettati e abbattuti. Secondo i dati forniti da Kiev, da inizio anno sono stati fatti partire dal territorio russo più di 10.700 droni d’attacco e droni-esca. Più di 4.200 solo a marzo.
La Russia, da parte sua, accusa le forze armate ucraine di “continuare quotidianamente ad attaccare unilateralmente gli impianti energetici russi”, nonostante un’intesa di massima trovata nelle scorse settimane prevedeva lo stop a questo tipo di attacchi. Mosca accusa Kiev di aver colpito ieri coi droni una stazione elettrica a Novogoryevka, nella regione di Zaporizhzhia in parte occupata dalle truppe russe, provocando blackout in due centri abitati, e un’altra infrastruttura nella regione russa di Belgorod causando interruzioni nelle forniture elettriche a “1.200 utenti”.
Kiev risponde utilizzando la medesima argomentazione: “Questa mattina, un altro attacco russo ha danneggiato una centrale elettrica a Kherson, lasciando 45.000 residenti senza elettricità“, ha detto il ministro degli Esteri ucraino, Andriy Sybiga, durante una conferenza stampa.
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