Tutte le anticipazioni su gallerie e capolavori della fiera TEFAF Maastricht 2026
- Postato il 4 marzo 2026
- Fiere
- Di Artribune
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Il MECC di Maastricht si prepara a celebrare ancora una volta 7.000 anni di storia dell’arte con una nuova edizione della fiera delle meraviglie: TEFAF Maastricht. Dal 14 al 19 marzo 2026 (con preview il 12 e 13) e con la partecipazione di 276 gallerie e mercanti d’arte da 24 nazioni e tutti i continenti, la prestigiosa rassegna organizzata da The European Fine Art Foundation torna a trasformare la città dei Paesi Bassi affacciata sulla Mosa nella destinazione per eccellenza di collezionisti privati, istituzioni museali, professionisti del mercato dell’arte e appassionati di arte antica, moderna e contemporanea, alta gioielleria, arti decorative e design, libri rari e tutti i collezionabili rari e preziosi. Il luogo in cui il mercato dell’arte incontra e incrocia la ricerca e la conoscenza sugli oggetti artistici.
Il programma di appuntamenti e conferenze di TEFAF Maastricht 2026
Ad affiancare le proposte delle gallerie e ad approfondire la complessità e la varietà dell’arte e del suo collezionismo, TEFAF Maastricht orchestra anche un programma curato di conferenze, eventi, seminari, come le Collector Talks, dedicate al collezionismo istituzionale, o TEFAF Meet the Experts, con gli espositori a raccontare opere e ricerche significative. E c’è poi, in calendario, la terza edizione del TEFAF Summit, organizzato in collaborazione con la Commissione per l’UNESCO dei Paesi Bassi e che, il 16 marzo 2026, sarà dedicato al tema Beyond Economic Impact, per analizzare il valore sociale, culturale e sanitario delle arti e la loro crescente rilevanza nelle politiche pubbliche, oltre, appunto, l’impatto economico.
Su tutto torneremo, più in dettaglio e a tempo debito. Ma intanto, per avere in anteprima un’idea della quantità e qualità della proposta che sempre definisce l’identità di TEFAF Maastricht, ecco alcuni degli highlight e delle opere più significative tra le migliaia e migliaia che vedremo in mostra tra pochi giorni.

Pittura, gioielli, libri rari, arti decorative: tutti i collezionabili di TEFAF a Maastricht
Si può, ad esempio, scoprire come dipingeva da ragazzo Claude Monet, nello stand di Gallery 19C, che propone un paesaggio realizzato dal maestro dell’impressionismo quando aveva circa vent’anni, Paysage-Usines, del 1858-’61: un piccolo olio su tavola che raffigura un paesaggio industriale a tinte scure, come le fabbriche che si stagliano, insieme agli alberi spogli, contro un cielo plumbeo.
È ritratta, invece, in un giardino luminoso Jeanne Fourmanoi, la modella preferita di Berthe Morisot, nel suo dipinto tardo Jeune fille au chien [Ragazza con cane], presentato dalla galleria M.S. Rau, del 1892, l’anno segnato dalla sua prima retrospettiva monografica, ma anche dalla morte del marito e sostenitore Eugène Manet.
Più indietro nel tempo, di metà Settecento, ma sempre sul versante della pittura, Lo studio del pittore di Giuseppe Bonito, da Galerie Canesso: una scena di bottega, in cui il pittore, in posa davanti al cavalletto, dà sfoggio della sua arte davanti a un pubblico attento.
Ma non di sola pittura vivremo a TEFAF Maastricht, che, come ogni wunderkammer che si rispetti, sarà ricca anche di oggetti di design – come il Raro mobile a doppio corpo con vetrina di Carlo Zen da Rossella Colombari – e di libri preziosi – da Peter Harrington c’è un’edizione Kelmscott del 1893 di The Poems of William Shakespeare rilegata con una sontuosa copertina realizzata dai celebri legatori Sangorski & Sutcliffe – come di oggetti rari e curiosi – lo è un bassorilievo modellato in cera, l’unico mai modellato dall’orafo, medaglista e ceroplasta Matthäus Carl, del 1597, alla galleria Kunstkammer Georg Laue.
Dall’antichità all’arte moderna e al design, gli highlight da TEFAF Maastricht 2026
La galleria londinese Stuart Lochhead Sculpture, presenza di rilievo e habitué della fiera, presenterà il Vaso dell’Imperatore Nerone (37-69 d.C.), commissionato per la residenza imperiale romana. In granito egiziano, questo manufatto lapideo riappare sul mercato per la sola seconda volta in quasi due millenni, dopo il rinvenimento intorno al 1721 e la collocazione presso il celebre Castle Howard. In dialogo con questo capolavoro antico sarà presentato un nucleo di quattro erme architettoniche di epoca rinascimentale francese, eseguite per il Château d’Oiron e raffiguranti Bacco, Venere, Marte e Fauno, insieme ad affondi nella scultura rinascimentale, nella stagione simbolista e nella pittura europea moderna, da Tommaso Righi e Auguste Rodin a Giuseppe Zocchi.
Per la sua prima partecipazione a TEFAF Maastricht, nella sezione Showcase, la galleria di Anversa Van Herck–Eykelberg cuce un dialogo a due voci tra i pittori Léon Spilliaert e James Ensor, con un catalogo pubblicato per l’occasione. Per illuminare un passaggio poco noto, nella modernità belga, e la coesistenza, nello stesso momento, di due visioni e sensibilità differenti, due sguardi, sul mondo esterno e quello interiore, giustapposti per meglio definirsi a vicenda, in un confronto serrato nei 12 mq riservati agli espositori di Showcase.
È, invece, interamente dedicato a FormaFantasma, il duo italiano di design fondato nel 2009 da Andrea Trimarchi e Simone Farresin, lo stand della galleria Friedman Benda di New York, che mette a valore l’esperienza dello studio nella progettazione espositiva e la sua capacità di rivelare le qualità più contemporanee di opere provenienti da discipline ed epoche differenti, per esplorare gli archetipi dell’arredo quotidiano e il nostro rapporto mutevole con gli oggetti domestici.
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La meraviglia e il neoclassicismo in mostra da Brun Fine Art a TEFAF Maastricht
In occasione di TEFAF Maastricht 2026, il progetto espositivo della galleria italiana Brun Fine Art rilegge il collezionismo europeo e ne suggerisce una continuità di gusto attraverso due ambiti cronologici e culturali distinti. Il primo, la tradizione delle arti decorative tra XVII e XVIII secolo, evoca la cultura dello studiolo e della Wunderkammer, con oggetti di virtù e opere in pietre dure che rimandano al piacere della scoperta e della rarità, alla meraviglia. Un secondo nucleo guarda, invece, alla cultura neoclassica e a quella figurativa dell’Ottocento, attraverso la scultura: dal Bacco di Giuseppe Maria Mazza (Bologna, 1653-1741) e gli Angeli in terracotta dorata di Angeli di Giuseppe Mazzuoli alla Ragazza che gioca con gli uccelli (1819) del tedesco Rudolph Schadow (1786-1822).
L’arte e le gallerie italiane in fiera a Maastricht
Dai fondi oro della cultura tardogotica tra Venezia e Firenze fino alle più audaci interpretazioni del Novecento, dal Ritratto della signora Fernande Costa-Torro (1911) di Gino Severini ai Concetti spaziali di Lucio Fontana, un filo rosso tiene insieme, all’insegna della preziosità fuori da ogni divisione cronologica, la proposta di Matteo Salamon sulla pittura italiana, a dimostrare, come segnala il gallerista di Milano, “cosa è centrale nel lavoro che svolgo: stato di conservazione, provenienza e precisione scientifica”. Apre, invece, “una mostra nella mostra”, Antonacci Lapiccerella di Roma, con un focus dedicato ai pittori svedesi di inizio Novecento – Gustaf Fjæstad, Oskar Bergman, Helmer Hertzhoff, Jacob Olof Magnus Thunman, Axel Gabriel Zachrisson – e la fascinazione dei paesaggi nordici e della loro luce, che trasfigura l’ordinario in un’esperienza contemplativa.
Si torna a viaggiare nella storia della pittura italiana con la galleria di Bologna Fondantico di Tiziana Sassoli, che a TEFAF Maastricht alternerà, tra le diverse opere, una tavoletta giovanile con la Fuga in Egitto di Giovanni Francesco Barbieri, detto il Guercino (1615 circa) alla Maddalena penitente di Artemisia Gentileschi del 1630 a poco tempo di distanza dal record d’asta da $5,7 milioni messo a segno da Christie’s a New York lo scorso febbraio.
Cristina Masturzo
L’articolo "Tutte le anticipazioni su gallerie e capolavori della fiera TEFAF Maastricht 2026" è apparso per la prima volta su Artribune®.