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Turismo, commercio e terziario, la denuncia della Filcams-Cgil savonese: “Il 90% dei contratti è precario”

  • Postato il 15 aprile 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Turismo, commercio e terziario, la denuncia della Filcams-Cgil savonese: “Il 90% dei contratti è precario”

“La Filcams Cgil Savona denuncia con forza una situazione ormai non più tollerabile: nella provincia si sta consolidando un modello economico fondato sulla precarietà strutturale, sulla compressione dei salari e su condizioni di lavoro sempre più insostenibili”.

Lo afferma il segretario provinciale del sindacato di categoria Giovanni Tiglio.

“Il Savonese rappresenta oggi in maniera evidente gli effetti di una transizione da un’economia industriale a una economia dei servizi poveri, dove la ricerca della massima produttività al minor costo ricade interamente sulle spalle delle lavoratrici e dei lavoratori. Turismo, commercio e terziario/servizi rappresentano circa il 40% delle imprese locali e oltre il 30% dell’occupazione complessiva, ma questa crescita quantitativa non si traduce in qualità del lavoro, bensì in una sua progressiva svalutazione.

“I dati sulla struttura contrattuale fotografano una realtà allarmante e non più giustificabile: negli ultimi 12 mesi soltanto il 9,5% degli occupati ha avuto accesso a un contratto a tempo indeterminato, il restante 90% è composto da forme di lavoro precario, con il 28% con contratti stagionali, il 34,4% a termine, il 17% intermittente, il 3,5% in apprendistato e l’8% in somministrazione. Numeri che non descrivono una fase temporanea, ma un vero e proprio modello consolidato di precarietà diffusa” aggiunge il segretario provinciale Filcams.

E le proiezioni per il 2026 peggiorano ulteriormente il quadro: “Nel secondo trimestre la quota di contratti stabili scende al 5,6%. Questo dato certifica un crollo della qualità occupazionale e salariale nel Savonese, già oggi inferiore alle medie regionali, del Nord-Ovest e nazionali. Non si tratta solo di meno stabilità, ma di lavoro sempre più povero”.

“Le conseguenze sociali sono già evidenti e drammatiche. Nel solo 2024, 345 giovani tra i 18 e i 39 anni hanno lasciato la provincia di Savona, con un aumento del 40% in un solo anno. In dieci anni, l’emigrazione giovanile è triplicata. È una fuga dalla precarietà e dall’assenza di prospettive, che svuota il territorio delle sue energie migliori e ne compromette lo sviluppo futuro”.

“Nel turismo, nel commercio e in tutto il terziario, la competitività viene scaricata sui lavoratori: salari bassi, carichi di lavoro sempre più pesanti, turnazioni gravose e difficoltà crescente nel conciliare vita e lavoro. Il part-time involontario e l’instabilità contrattuale sono diventati la normalità. Questo modello non è solo ingiusto, è economicamente miope e socialmente distruttivo” spiega ancora Tiglio.

“È evidente che questo sistema non è sostenibile. I giovani lo hanno già espresso chiaramente, anche attraverso la loro partecipazione e il loro voto su temi legati al lavoro e alla precarietà”.

“Non è accettabile che interi settori si reggano su lavoro povero e precario. Non è accettabile che ai giovani venga offerto come unica prospettiva un futuro fatto di incertezza. E non è accettabile che il territorio venga progressivamente impoverito senza una reazione adeguata”.

La Filcams Cgil Savona chiede un cambio di rotta immediato e concreto: “Servono politiche che favoriscano il lavoro stabile e di qualità, investimenti veri nella formazione e nella qualificazione del settore, il contrasto all’abuso dei contratti precari e il rafforzamento delle tutele. È necessario rimettere al centro il lavoro dignitoso, non il massimo ribasso”.

“Se non si interviene ora, il rischio è quello di un declino strutturale del Savonese, fatto di desertificazione sociale, perdita di competenze e ulteriore impoverimento economico. Un rischio che non possiamo permetterci di ignorare” conclude l’esponente sindacale.

Autore
Il Vostro Giornale

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