Tunnel subportuale, l’uscita di via Madre di Dio si farà: ora progetto e copertura economica
- Postato il 23 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. L’uscita intermedia del futuro tunnel subportuale di Genova su via Madre di Dio, che collegherà l’infrastruttura al centro cittadino e quindi quest’ultimo agli svincoli di A7 e A10, si farà.
È quanto emerso questa mattina in un tavolo di confronto tra struttura commissariale, Comune di Genova e Aspi, tenuto a Genova dopo il dibattito sollevato nelle ultime settimane su alcune incertezze su questo aspetto della grande opera. Il confronto era stato fortemente voluto sia dal subcommissario De Simone sia dalla sindaca Salis.
Il collegamento Madre di Dio era stato oggetto di approvazione sia da parte del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che all’interno del Paur, il procedimento autorizzativo regionale, ma non era incluso nel quadro economico e quindi nelle lavorazioni a gara.
La struttura commissariale, che ha come commissario Marco Bucci e sub Carlo De Simone, ha proposto al Comune di Genova due opzioni, una con l’uscita via Madre di Dio – e con la contestuale rimozione delle rampe attuali della sopraelevata, per costruire quelle di accesso al tunnel – e una senza. Palazzo Tursi, rappresentato al confronto dalla sindaca Salis e dagli assessori Terrile e Ferrante, ha deciso per la prima opzione: con il collegamento Via Madre di Dio.
Le rampe saranno comunque eventualmente demolite solo una volta che il tunnel entrerà in esercizio tra la Lanterna e viale Brigate Partigiane. Successivo, inoltre, sarà l’eventuale dibattito sul futuro della sopraelevata.
L’amministrazione comunale, in una nota, precisa di aver “confermato ufficialmente la richiesta di mantenere il progetto del Tunnel subportuale nella sua configurazione originale, ovvero con la realizzazione dell’uscita intermedia per il centro città, attraverso le rampe di via delle Casaccie e via Madre di Dio, senza alcuna previsione di demolizione a priori della Sopraelevata”.
La variante al progetto sarà presentata da Aspi al Consiglio superiore dei lavori pubblici e i costi saranno a carico del concessionario autostradale. Sempre al tavolo Autostrade per l’Italia, presente con l’ad Arrigo Giana, ha assicurato che rispetterà gli accordi.
Ricordiamo che il tunnel subportuale rientra nell’accordo del 2021 per il risarcimento a Genova e al territorio in seguito al crollo del ponte Morandi ed è l’intervento più pesante, con oltre un miliardo e 100 milioni di costi (destinati, a questo punto, a salire ulteriormente).
Attualmente resta aperta la gara per realizzare il lotto B, le due canne principali tra San Benigno e la Foce, per una lunghezza complessiva di circa 3,4 chilometri.
“Abbiamo portato dati, analisi e soluzioni, non opinioni – le parole del commissario alla Ricostruzione Marco Bucci – il confronto da parte nostra è sempre stato aperto”.
“Il destino della Sopraelevata sarà deciso esclusivamente attraverso un percorso partecipato con la cittadinanza – si legge in una nota del Comune di Genova – tale confronto verrà avviato solo dopo l’entrata in esercizio del Tunnel subportuale nella sua interezza, quando sarà possibile analizzare con dati certi i nuovi flussi della viabilità e l’impatto dell’opera sul traffico cittadino”.
Durante l’incontro è stato affrontato, lato Comune, anche il tema dei fondi necessari per completare le ispezioni e i monitoraggi di ponti e impalcati, come richiesto dalle attuali normative nazionali. L’obiettivo è garantire la massima sicurezza e programmare gli eventuali interventi di ripristino necessari.
I presenti hanno accolto la proposta del Comune di Genova di reperire parte delle risorse necessarie attingendo dall’Accordo di risarcimento per la città siglato in seguito al crollo di Ponte Morandi. Per formalizzare questo passaggio, sarà redatto nei prossimi giorni un apposito addendum tecnico all’accordo esistente.