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Trump minaccia l’Iran: “Centrali e ponti nel mirino se salta l’accordo”

  • Postato il 20 aprile 2026
  • Di Panorama
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Trump minaccia l’Iran: “Centrali e ponti nel mirino se salta l’accordo”

Prosegue non senza difficoltà il processo diplomatico tra Stati Uniti e Iran. La Casa Bianca ha confermato che JD Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner si recheranno in Pakistan per tenere una nuova tornata di colloqui con Teheran martedì. Tuttavia, secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim (che è collegata ai pasdaran), la Repubblica islamica non avrebbe ancora deciso se prendere parte o meno a questo round negoziale.

“Sono in corso negoziati con gli iraniani e, nonostante quello che si sente dire in pubblico, credo che stiano effettivamente andando bene”, ha dichiarato, domenica, il segretario all’Energia statunitense, Chris Wright. “Credo che avremo una conclusione positiva di questo conflitto”, ha aggiunto.

L’ultimatum di Trump e la minaccia alle infrastrutture

Tuttavia, poco prima, Donald Trump aveva accusato l’Iran di aver violato il cessate il fuoco, che dovrebbe scadere mercoledì. “Stiamo offrendo un accordo molto equo e ragionevole, e spero che lo accettino perché, se non lo faranno, gli Stati Uniti metteranno fuori uso ogni singola centrale elettrica e ogni singolo ponte in Iran. Basta con il signor bravo ragazzo!”, aveva tuonato il presidente americano su Truth.

Nel frattempo, Teheran è tornata a criticare il blocco navale decretato dagli Stati Uniti ai porti della Repubblica islamica. “Il cosiddetto ‘blocco’ imposto dagli Stati Uniti ai porti e alle coste iraniane non solo viola il cessate il fuoco mediato dal Pakistan, ma è anche illegale e criminale”, ha affermato il ministero degli Esteri iraniano.

Lo stallo su Hormuz e il dossier uranio

Insomma, la situazione complessiva resta incerta. L’11 aprile, i negoziati di Washington e Teheran a Islamabad si erano incagliati su due questioni: Hormuz e l’uranio iraniano. Per quanto riguarda il primo punto, l’Iran aveva riaperto inizialmente lo Stretto a seguito del cessate il fuoco tra Israele e Libano. Tuttavia gli ayatollah lo hanno successivamente richiuso, lamentandosi del fatto che Trump non abbia revocato il blocco ai porti iraniani: un blocco che il presidente americano vuole lasciare in vigore fino a che Teheran non accetti un accordo con Washington.

Anche sul secondo punto si registra non poca incertezza. La Casa Bianca vuole che l’Iran consegni le sue scorte di uranio arricchito: una richiesta che finora la Repubblica islamica ha tuttavia rispedito al mittente.

La spaccatura interna al regime khomeinista

Uno dei problemi principali risiede nella spaccatura in seno al regime khomeinista, che è diviso tra un’ala dialogante (che fa principalmente capo al presidente iraniano Masoud Pezeshkian) e un’altra, capitanata dai pasdaran, che preme per boicottare i negoziati e mantenere la linea dura nei confronti di Washington.

Le Guardie della rivoluzione sono intenzionate a puntare i piedi, ritenendo che lo stallo avrà impatti politici deleteri per Trump, soprattutto per quanto riguarda le Midterm di novembre. Pezeshkian è invece spaventato dalla pressione economica americana sul regime khomeinista ed è per questo che auspicherebbe un’intesa con la Casa Bianca. Nel mezzo, il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, fa sempre più fatica a trovare una sintesi tra queste due linee contrapposte.

Autore
Panorama

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