“Trenta brani a Sanremo 2026 sono troppi? Ho preso quello che le discografiche mi offrivano per il bouquet. Non ho fatto calcoli sui Big, ho lavorato per chi verrà il prossimo anno”: così Carlo Conti

  • Postato il 26 gennaio 2026
  • Televisione
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Al termine degli ascolti di oggi alla sede Rai di Milano in Corso Sempione è balzato subito un dubbio: ma era necessario aumentare il numero dei Big da 26 (come da regolamento iniziale), poi 28 e infine 30?

Carlo Conti, presente negli studi dove si registrano trasmissioni come “TvTalk”, ha subito messo le mani avanti e ha risposto a FqMagazine: “Ho preso quello che le discografiche mi offrivano per il bouquet musicale più possibile variegato, non a caso c’è il country, c’è il pop, il rap e tanto altro”. Ma il dubbio è se Conti era certo entrasse qualche Big che poi si è sfilato all’ultimo, lasciandolo col cerino in mano e la promessa dei 30 Big: “No, escludo questa ipotesi”, ha risposto.

“La scelta delle canzoni è la cosa più difficile e ogni direttore artistico sente la responsabilità di questo”, ha continuato Conti. Facciamo notare che lui stesso ha detto al podcast Pezzi la frase “lavoro per chi verrà il prossimo anno”. “È vero che l’ho detto – ha risposto -, ma era riferito al fatto che molti artisti avevano altri impegni, altri non potevano, altri ancora magari non erano a disposizione. Quindi ho cercato di fare del mio meglio, finché c’è orecchio (ride, ndr)”.

I titoli delle cover scelte dai 30 Big per la serata dedicata arriveranno presto: “Li chiuderò entro questa settimana e sicuramente faremo l’annuncio al Tg1, come di consueto“.

Ma adesso la parola passa allo show vero e proprio. Ufficializzata la presenza alla co-conduzione di Laura Pausini, c’è ancora da capire chi arriverà sul palco dell’Ariston, stavolta per comporre il bouquet televisivo di Rai Uno.

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Il Fatto Quotidiano

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