Tre classi di gravità, peso corporeo e compatibilità. I fattori principali che valuteranno gli esperti per il bimbo con il cuore “bruciato”

  • Postato il 18 febbraio 2026
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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Il caso del bimbo a cui è stato trapiantato un cuore danneggiato, “bruciato dall’uso di ghiaccio secco, oggi potrebbe avere un primo punto fermo. I medici – tutti esperti nel campo – dell’Heart team dovranno valutare le condizioni di un paziente di due anni e 4 mesi, tenuto in vita dal 23 dicembre scorso dall’utilizzo dell’Ecmo. I chirurghi – provenienti da Roma, Torino, Padova e Bergamo – daranno il loro parere sulla trapiantibilità.

Tre i fattori principali, sulla base dei protocolli sul trapianto di organi dl Centro nazionale trapianti, vengono esaminati per decidere l’assegnazione di un organo da trapiantare e la fattibilità del trapianto. Il tempo trascorso in lista d’attesa d’urgenza, il peso corporeo e la compatibilità del gruppo sanguigno Nel caso del piccolo di due anni e mezzo – ricoverato al Monaldi di Napoli dopo un trapianto di un cuore risultato danneggiato – a pesare è però innanzitutto la condizione generale in cui versa a circa due mesi dal primo intervento e dopo il lungo periodo di circolazione extracorporea Ecmo cui è stato sottoposto.

Se fosse stabilito che il bambino è nelle condizioni cliniche di poter ricevere un nuovo trapianto grazie alla disponibilità di un nuovo organo, allora entrerebbero in gioco altri fattori determinanti, dal momento che ci sono anche altri bambini in lista per lo stesso cuore resosi disponibile nella tarda serata di ieri. Il primo criterio da valutare per l’assegnazione dell’organo sarebbe, sulla base dei protocolli in vigore, il tempo per il quale i piccoli pazienti sono stati nella lista urgente di attesa per un trapianto. Esistono infatti tre classi di gravità.

Nella classe 1, definita di ‘emergenza nazionale’, sono compresi i pazienti ricoverati con almeno uno dei seguenti dispositivi: forme di assistenza ventricolare a breve termine (pompa centrifuga extracorporea, pompa meccanica, Ecmo); assistenza ventricolare sinistra con complicazioni legate al supporto quali tromboembolismo, infezioni del device, disfunzione meccanica e/o aritmie ventricolari (con instabilità emodinamica); assistenza biventricolare; cuore artificiale totale; dipendenza da ventilazione meccanica. Il piccolo rientra appunto in questa classe, essendo sottoposto ad Ecmo.

Il secondo criterio riguarda il peso corporeo: più simile è a quello del donatore dell’organo, maggiore è la compatibilità per il trapianto. Il terzo criterio è la compatibilità del gruppo sanguigno: anche se il gruppo sanguigno di donatore e ricevente non fosse identico, la compatibilità è comunque possibile in molti casi, così come nelle trasfusioni di sangue. Dal momento che l’ospedale Monaldi ha ufficializzato la disponibilità di un cuore, ciò implica che il criterio della compatibilità sanguigna nel caso del piccolo Domenico è assodato, così come per gli altri piccoli che potrebbero eventualmente ricevere lo stesso organo. Il nodo sarà dunque valutare le condizioni generali di Domenico e – se queste fossero compatibili con l’esecuzione del trapianto – stabilire quale dei piccoli pazienti in attesa risponda al meglio ai criteri per un esito positivo del trapianto stesso, stante che tutti rientrano comunque in una condizione di urgenza.

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Il Fatto Quotidiano

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