Trasporti, l’esempio spagnolo e il “caso Calabria”: il pendolarismo attende risposte

  • Postato il 17 gennaio 2026
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Il Quotidiano del Sud
Trasporti, l’esempio spagnolo e il “caso Calabria”: il pendolarismo attende risposte

Mentre l’Europa lancia abbonamenti unici economici per i trasporti, il pendolarismo in Calabria soffre per carenze infrastrutturali e la mancanza dell’Alta Velocità dedicata.


La recente proposta lanciata dal presidente del consiglio dei ministri spagnolo su un unico abbonamento per i trasporti pubblici ha fatto molto discutere anche in Italia. Sanchez ha difatti dichiarato che il costo mensile per l’uso di treni e bus nell’intera nazione sarà di 60€. In Italia la notizia è stata accolta con sorrisi amari da parte di studenti, lavoratori e pendolari che quotidianamente devono sorbirsi il ricorso a biglietti e abbonamenti fra treni e bus, in svariati casi senza poter neppure ricorrere alla formula dell’abbonamento integrato.

TRASPORTI E PENDOLARISMO IN CALABRIA

Eppure dovrebbe essere una questione che amministratori e politici dovrebbero ben considerare, visto che in Italia il pendolarismo è un fenomeno rilevante. Oltre la metà della popolazione impegnata a lavoro o a scuola è difatti pendolare. Secondo i dati Instat sul Rapporto Pendolarismo 2023 questo numero rappresenta quasi il 25% dell’intera popolazione italiana!

Ciò significa che sostanzialmente 1 italiano su 4 fa ricorso a spostamenti per rincorrere quotidianamente luoghi di lavoro e di istruzione. In rapporto a questi numeri appare evidente come se non si prevedono mezzi pubblici utili a garantire corse e coincidenze, ci si ritrova costretti ad impiegare vetture private. Da qui congestione di strade ed innalzamento degli agenti inquinanti, fra cui non ultimo quello acustico di non certo secondaria importanza.

TRASPORTI E PENDOLARISMO: COMPETENZE AMMINISTRATIVE E LA MAPPA FERROVIARIA IN CALABRIA

La materia dei trasporti in Italia è regolata in modo tale che lo Stato ha competenza esclusiva per norme riguardanti la rete ferroviaria, stradale, portuale ed aeroportuale, ma si demanda per materia concorrente alle Regioni, poteri amministrativi ad esempio nel regolare servizi ferroviari regionali, reti urbane ed extraurbane di pullman, metropolitane, tram e filobus, con un ruolo attivo gestionale da parte di enti locali quali Province e Comuni, per competenza territoriale.

La situazione calabrese prevede per la linea ferrata una dorsale principale che è la Tirrenica, la quale grossomodo corre fiancheggiando la Statale 18, con una dorsale secondaria che è la Jonica, anch’essa ripercorrente per larghi tratti la strada carrabile a “scorrimento veloce”, ovvero la Statale 106. Insistono poi bretelle secondarie ad unire i due mari: il tracciato Paola – Cosenza – Sibari e quello Lamezia terme centrale – Catanzaro lido.

IL PARADOSSO DELLA LINEA TIRRENICA E IL NODO DELL’ALTA VELOCITÀ

Ora, fra queste, la linea Tirrenica è quella più sollecitata dal traffico ferroviario, in quanto vi grava una maggiore concertazione di treni, fra cui quelli dell’Alta Velocità. Proprio la mancanza di una linea dedicata all’AV ha reso inoperose parecchie stazioni, che nel tempo sono state prima sottoutilizzate, per essere poi ad oggi in gran parte abbandonate.

Il motivo è peraltro comprensibile, perché la commistione di treni a lunga percorrenza come gli Intercity, unitamente a Regionali e Alta Velocità non permette tratte canoniche come quelle dei treni Regionali operativi in stazioni secondarie, che pure servivano nel garantire servizi essenziali ai viaggiatori. L’effetto tappo che questi treni causerebbero è una problematica che opportunamente spinge a non oberare una linea già di per sé sovraccarica. Per questo motivo avere una linea ferrata dedicata all’Alta Velocità si rende giorno dopo giorno sempre più necessario. Riguardo al luogo in cui allocare la linea AV influenzano vari fattori quali conformazione geografica, erosione costiera, sviluppo e congestionamento urbano, i quali sono tutti temi ampiamente dibattuti, su cui soprattutto per la carenza di argomentazioni tecniche dello scrivente, è giusto accennare ma non scandagliare in questa fase.

SVILUPPO SOSTENIBILE E LE OPERE DI MODERNIZZAZIONE

Il punto dirimente è difatti che in Calabria una linea per i treni super veloci serve, ed anche presto! Da qui si potrebbe tornare a guardare ad un trasporto ferrato che sappia accompagnare il territorio regionale verso quello sviluppo turistico e sostenibile che tanto si impegna ad inseguire. Si potrebbe così tornare ad avanzare proposte programmatiche per affiancare ad Intercity, Interregionali e Regionali Veloci anche i classici Regionali, treni necessari per abbattere il ricorso alle autovetture per pendolari e turisti, abbassando così notevolmente costi logistici nella manutenzione viaria carrabile, anch’essa particolarmente stressata.

Le opportune opere portate avanti per elettrificare la linea Jonica, così come l’ammodernare ed elettrificare la bretella fra Sant’Eufemia ed il golfo di Squillace, unitamente al raddoppio della galleria Santomarco che passa sotto la dorsale Costiera sono di fondamentale importanza. La congestione evidenziata sulla Tirrenica porta pure ad una manutenzione certosina e costante. Il tutto aggrava l’incastro fra lavori e corse, facendo saltare coincidenze e portando alla disperazione studenti e lavoratori, proprio coloro che sono la spina dorsale di una Calabria che prova a rincorrere il riscatto, persone operative e operose.

ESEMPI EUROPEI E LA NECESSITÀ DI SERVIZI NOTTURNI

A tal proposito non già solo alla Spagna, ma governo nazionale e giunta regionale farebbero bene a guardare agli esempi virtuosi di Austria e Germania, dove esistono già abbonamenti mensili modici; 49€ nel caso tedesco e 91€ in quello austriaco, con quest’ultimo che oltre ai trasporti su tutti i bus, treni e traghetti regionali e locali, garantisce l’accesso finanche ai treni a lunga percorrenza! D’altronde anche in Italia ed in Calabria il trasporto pubblico gestito dai privati vede un grosso intervento di fondi pubblici.

Il dramma è che mentre c’è un’Italia che viaggia comunque sull’AV ed un Europa che guarda ed opera in tutela di carovita e contrasto al surriscaldamento globale, c’è una Calabria dove le corse dei treni Regionali vengono ad essere ridotte, con mancanze maggiori di servizi negli orari proprio di giorni festivi e prefestivi. Ciò anche nel caso dei collegamenti bus, che non fa guardare al mezzo pubblico come valida alternativa alla vettura. Eppure servirebbe davvero poco: più treni e bus anche negli orari notturni, per garantire a giovani e non di vivere con la dovuta libertà svago e fruizione di servizi ricreativi in aree limitrofe, ahinoi non raggiungibili senza l’utilizzo oggi di mezzi privati.

Emanuele Carnevale, esperto in progettazione culturale per l’innovazione del territorio e la cittadinanza attiva

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