Traffico di rifiuti calabresi in Grecia, interdetto l’imprenditore cosentino e indagati 4 funzionari della Regione
- Postato il 3 marzo 2026
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Traffico di rifiuti calabresi in Grecia, interdetto l’imprenditore cosentino e indagati 4 funzionari della Regione

Sequestrata la ditta dell’imprenditore cosentino Marchese per traffico di rifiuti in Grecia, 6 indagati tra cui 4 funzionari della Regione
CATANZARO – Avrebbe smaltito illecitamente in Grecia migliaia di tonnellate di rifiuti calabresi. Per questo la Guardia Costiera di Bari ha sottoposto l’imprenditore cosentino Giosè Marchese, titolare della Servizi ecologici con sedi a Tarsia e Santa Sofia d’Epiro, alla misura interdittiva del divieto di esercitare l’attività imprenditoriale per dodici mesi. I militari hanno anche sequestrato l’azienda, operante nel campo della raccolta, trattamento e gestione dei rifiuti. Con Marchese sono indagati il responsabile tecnico della ditta, Pasqualino Caparrotta, e quattro funzionari della Regione Calabria. Tra loro Gianfranco Comito, dirigente del dipartimento Ambiente, Gabriele Alitto, Clementina Torchia e Claudia Russo. L’ipotesi di reato è quella di attività organizzata di traffico di rifiuti.
SMALTIMENTO ILLECITO IN GRECIA
La misura cautelare si inquadra nell’ambito di una complessa indagine della Procura di Bari su un traffico internazionale di rifiuti speciali. L’attività investigativa ha avuto origine nel novembre 2021. Durante i controlli nel porto del capoluogo pugliese, fu individuata una nuova tipologia di “merce” in transito verso la Grecia mediante trailers. Rifiuti mai visti transitare in precedenza, tecnicamente definititi con il codice CER 191212: “altri rifiuti (compresi materiali misti) prodotti dal trattamento meccanico dei rifiuti”.
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LA CORTE DI GIUSTIZIA UE
La comparsa delle spedizioni si collocava temporalmente in concomitanza con la pronuncia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, emessa proprio in quei giorni. Pronuncia con la quale veniva affermato il principio secondo cui i rifiuti urbani non differenziati classificati come “191212”, dopo un trattamento meccanico per recupero energetico, che non ha alterato le loro proprietà iniziali, devono essere considerati come rifiuti urbani differenziati provenienti dalla raccolta domestica. Conseguentemente, l’Autorità competente può opporsi alla loro spedizione, in base ai principi di autosufficienza e di prossimità stabiliti dalla normativa comunitaria.
CLASSIFICAZIONE ALTERATA
Le indagini avrebbero consentito di ricostruire l’illecito smaltimento di ingenti quantitativi di rifiuti derivanti dal ciclo urbano, formalmente classificati come rifiuti speciali mediante procedure ritenute irregolari e successivamente esportati verso impianti della ditta greca Ecoreset. Gli inquirenti ritengono di aver smantellato un’organizzazione stabile e strutturata. Un’organizzazione volta a conseguire un ingiusto profitto mediante il risparmio dei costi connessi alle corrette procedure di gestione previste dalla normativa ambientale nazionale ed europea. Sarebbe stata alterata la classificazione dei rifiuti, elusa la tracciabilità delle operazioni di trattamento e movimentazione in origine. E sarebbero state simulate operazioni di recupero finale.
GESTIONE ILLECITA
L’esportazione di rilevanti quantitativi di rifiuti sarebbe avvenuta in violazione dei principi di prossimità territoriale e autosufficienza nella gestione dei rifiuti. Per l’accusa, sarebbe stata violata la disciplina che regolamenta le spedizioni transfrontaliere tramite certificazioni ritenute non veritiere, funzionali anche allo svincolo di garanzie fidejussorie connesse alle spedizioni dei rifiuti. L’ingente stoccaggio dei “residui di scarto” – CER 191212 – movimentato dalla impresa non si generava, esclusivamente, dal processo interno di valorizzazione (preselezione e triturazione) dei rifiuti speciali e/o urbani in entrata. Ma anche da ulteriori conferimenti della stessa tipologia di CER 191212, “tal quali”, provenienti da impianti di selezione della Ekrò Scarl, società consortile del gruppo Vrenna di Crotone, e da impianti fuori regione, come Asia Ecologia di Gioia del Colle e Eco Logistic di Milano.
APPALTI NEL COSENTINO E NEL CROTONESE
La ditta, una delle principali aziende calabresi che si occupano della raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani nei comuni della provincia di Cosenza ma che ha appalti anche nel Crotonese, è stata affidata ad un amministratore giudiziario. Tra le esigenze cautelari ravvisate dalla gip di Bari Chiara Maglio, il fatto che il volume d’affari sia in aumento. Anche il numero dei dipendenti, circa 120, conferma la crescita dell’impresa. La gip menziona l’aggiudicazione di un appalto per la raccolta differenziata dei rifiuti porta a porta e trasporto e smaltimento aggiudicato nel novembre 2023 dal Comune di Cutro. Un appalto da sette milioni che portò a un rincaro consistente della Tari nel centro del Crotonese.
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