Tra sentieri di corallo e sale a Stocking Island, paradiso nelle profondità delle Exumas
- Postato il 9 febbraio 2026
- Idee Di Viaggio
- Di SiViaggia.it
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C’è un arcipelago, alle Bahamas, che si compone di ben 365 cays e isole sparse tra l’Atlantico e il Mar dei Caraibi, meravigliose terre emerse dalle acque color zaffiro. Il suo nome è Exumas e da decenni attira turisti provenienti da ogni parte del mondo. Tra queste ce n’è una, Stocking Island, lunga appena 5 chilometri, in cui sopravvive un ecosistema unico, fatto di dune sabbiose e macchia tropicale resistente al vento.
Separata da Great Exuma da un tratto d’acqua breve, ma denso di traffico nautico, funge da porto naturale, al punto da determinare lo sviluppo dell’insediamento principale e rendere possibile l’ancoraggio di centinaia di imbarcazioni. Messa così potrebbe sembrare un posto caotico, in cui quasi non esiste più il piacere della scoperta.
Ma la più pura verità è che in zona gli abitanti si contano sulle dita di due mani, tanto che il visitatore riesce a sperimentare un senso di connessione profonda con l’ambiente, arrivando a far sua la quiete che permea l’isola intera. Certo, non mancano velisti, pescatori, viaggiatori giornalieri, gestori di piccoli punti di ristoro e personale dei resort, ma quando tutto è avvolto in un’atmosfera di avventura eco-consapevole, qualsiasi tipo di brusio passa in secondo piano.
Cosa vedere a Stocking Island
Se il bagnasciuga è la dimostrazione tangibile che i paradisi tropicali ancora esistono (e resistono) nel nostro pianeta, la parte interna di Stocking Island rivela una complessità strutturale che affascina da sempre geologi e appassionati di misteri subacquei.
Il Beacon di Stocking Island
Di primo impatto potrebbe sembrare solo una massiccia colonna in cemento, ma nei fatti è un vero e proprio pezzo di storia: per anni è stato il punto di riferimento per i naviganti, quando ancora non era il momento del GPS. Il Beacon di Stocking Island è quindi una specie di faro bianco che si erge sulla punta della cima più alta dell’isola, costruito su una duna alta circa 30 metri.
Alla sua base appaiono nomi composti con pietre, pezzi di legno e conchiglie. No, non è incuria o maleducazione, perché sono segni lasciati da equipaggi provenienti da tutto il mondo. Una sorta di archivio spontaneo che racconta decenni di passaggi. La vista da lassù è preziosa, con lo sguardo che riesce ad abbracciare l’intero porto di Elizabeth Harbour, con George Town di fronte e le imbarcazioni ancorate in file irregolari.
Hurricane Hole
Un vero e proprio abisso (quasi) circolare che si apre sul fondale della baia protetta noto come “Hurricane Hole“. Scende per decine di metri in profondità ed è una sorta di sogno che si avvera per i subacquei esperti che qui possono esplorare gli abissi tra pareti incrostate di coralli.
Soddisfazioni le può avere anche chi preferisce la superficie, da dove osservare pesci pappagallo azzurri che sfrecciano intorno all’orlo. Ma non è solo questo a renderlo speciale: racconta una relazione antica tra geografia e necessità umana, perché la forma della costa ha salvato imbarcazioni, vite e stagioni di lavoro (come del resto ci insegna il nome, che può essere tradotto in “Rifugio sicuro per gli uragani”).
Mystery Cave di Jacques Cousteau
Jacques Cousteau, il pioniere dell’esplorazione oceanica, secondo la tradizione si spinse qui negli anni Settanta per indagare su questa misteriosa cavità sottomarina. E lo fece versando del colorante rosso durante la marea calante, scoprendo che riemergeva due miglia al largo. Un piccolo esperimento che lo portò a confermare la presenza di un tunnel naturale con connessioni verso il mare.
La Mystery Cave, dunque, è una specie di portale verso un sistema di tunnel allagati sotto la superficie di Stocking Island, con una rete di grotte calcaree formatesi durante le ere glaciali, quando il livello del mare risultava decisamente inferiore rispetto ad ora.
I sentieri naturalistici interni
Una serie di percorsi attraversa questa straordinaria isola delle Bahamas da nord a sud. Lungo il tragitto compaiono panchine, targhette botaniche e punti di osservazione. Le specie vegetali locali vengono identificate con attenzione, e il visitatore avverte la sensazione di solcare un passaggio che è anche una lezione a cielo aperto.
Questi tracciati, infatti, aiutano a comprendere la struttura dell’isola, la differenza tra lato protetto e lato atlantico e la funzione delle dune sabbiose.
Gli Stromatoliti antichi
Sul versante esposto all’oceano, Stocking Island vanta formazioni che sono tra le più rare al mondo, strati fossilizzati di batteri che precedono la storia umana. Sono gli Stromatoliti e, pur presentandosi come semplici pietre tondeggianti, rappresentano una rarità biologica che si trova in pochissimi altri luoghi del nostro pianeta.
Accanto si estendono dune sabbiose modellate dal vento oceanico, che danno vita a un contrasto tra delicatezza visiva e importanza scientifica assolutamente emozionante.
Le spiagge più belle
Toglietevi dalla testa le immagini di “semplici” depositi di sabbia, perché le spiagge di questo lembo di terra delle Exumas sono il risultato di una continua triturazione di organismi marini e carbonato di calcio. Le rive, tra le altre cose, cambiano quasi completamente tra il lato porto e quello aperto.
- The Spit: lingua di sabbia chiara che emerge vicino a Hurricane Hole, in cui il mare cambia colore in base alla profondità. Le barche ancorano a breve distanza e il fondale resta basso per lunghi tratti.
- Gaviota Bay: incantevole insenatura riparata utilizzata spesso dalla comunità nautica. Durante la bassa marea appare un passaggio verso il lato oceanico e la presenza di razze aggiunge un elemento di interazione naturale.
- Coconut Beach: area ampia sul lato del porto, scelta frequente per soste lunghe. L’acqua in zona è calma, al punto da favorire permanenze prolungate.
- Side Beach: da queste parti la costa è aperta e quindi le onde sono più energiche, mentre la sabbia è modellata dal vento. È lo scenario ideale per osservare la forza dell’oceano e comprendere la funzione protettiva dell’isola.
- Starfish Beach: tratto di costa che vede la presenza occasionale di grandi stelle marine color arancio che stazionano sui fondali bassi e sabbiosi. La limpidezza del bacino idrico consente di ammirare queste creature nel loro habitat (no, non vanno toccate).

Come arrivare
L’accesso principale passa da George Town, località raggiungibile tramite aeroporto internazionale con collegamenti da Nassau, Florida e Stati Uniti. Dal molo cittadino partono taxi d’acqua e piccoli traghetti diretti a Stocking Island, con traversata di circa 10 minuti.
Il periodo più adatto per raggiungere l’isola coincide con la stagione secca, ovvero quella che va da dicembre ad aprile. Anche se, ad essere del tutto onesti, il clima è praticamente sempre caldo.