“Torture e pestaggi anche con forbici ed estintore nel carcere minorile di Casal del Marmo”, l’inchiesta dei pm di Roma su 10 agenti
- Postato il 13 marzo 2026
- Giustizia
- Di Il Fatto Quotidiano
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Schiaffi, pugni, colpi con sedie e mazze di ferro, fino all’uso di un estintore. È il quadro che emerge dall’inchiesta della Procura sulle presunte violenze avvenute tra febbraio e novembre dello scorso anno all’interno dell’istituto penale minorile di Istituto penale minorile di Casal del Marmo. Dieci agenti di polizia penitenziaria risultano iscritti nel registro degli indagati con accuse che, a vario titolo, vanno dalla tortura alle lesioni fino al falso ideologico. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le aggressioni avrebbero avuto come vittime tredici giovani detenuti, tutti stranieri tra i 15 e i 19 anni. Gli episodi, stando alle testimonianze raccolte, si sarebbero verificati spesso di notte e in zone dell’istituto non coperte dalle telecamere di sorveglianza.
Tra i casi più gravi contestati dalla Procura c’è quello che riguarda gli agenti Tony Ruotolo e Agostino Piccioni, accusati di tortura. Come si legge nell’ordinanza di incidente probatorio, i due avrebbero procurato “acute sofferenze fisiche” a un detenuto di appena quindici anni. Secondo l’accusa, prima Piccioni gli avrebbe tirato un pugno all’occhio, poi il ragazzo sarebbe stato portato in infermeria dove sarebbe stato sottoposto a ulteriori violenze. Per la pubblico ministero Rosalia Affinito e il procuratore aggiunto Giuseppe De Falco, Ruotolo lo avrebbe anche minacciato di “tagliargli i testicoli”, pungendone uno con una forbice fino a far uscire sangue e provocandogli lesioni.
Oltre a loro, altri cinque agenti sono accusati di lesioni aggravate in concorso e continuate. Dalle indagini emerge un quadro di violenze ritenute sistematiche: calci, pugni e colpi con oggetti metallici che avrebbero colpito i detenuti “frequentemente di notte, in zone non coperte dal sistema delle telecamere e per ragioni futili”. In alcuni casi, secondo gli atti, gli agenti avrebbero infierito sui ragazzi anche quando erano già a terra, arrivando a colpirli all’interno dell’infermeria. Le presunte aggressioni sarebbero state accompagnate anche da minacce pesanti. In un episodio, secondo i racconti raccolti, un agente avrebbe urlato ai detenuti: “Vi porto sopra e vi faccio come carne macinata”.
A far emergere il caso è stato un esposto presentato a luglio dall’associazione Associazione Antigone, che ha raccolto le testimonianze dei giovani detenuti. “Calci e pugni sferzati contro giovani inermi, colpi alla testa per mezzo di un pesante estintore, minacce, violenze agite di fronte allo sguardo sbalordito del personale medico (che si è unito alla denuncia), a riprova del senso di onnipotenza e di impunità che caratterizza gli agenti di polizia penitenziaria coinvolti negli eventi”, afferma Susanna Marietti. Secondo Marietti si tratta di “un carcere pieno di segnali di tensione che nulla ha a che vedere con la missione educativa che dovrebbe appartenere a qualsiasi istituzione pubblica che si occupa di minorenni”.
La prossima settimana i tredici giovani indicati come persone offese saranno ascoltati da un giudice nell’ambito dell’incidente probatorio. Alcuni di loro si trovano ancora nell’istituto romano, mentre altri sono stati trasferiti in diverse strutture detentive o comunità del Lazio e di altre regioni. Non si esclude che, dopo le loro testimonianze, l’inchiesta possa allargarsi. Alcuni detenuti avrebbero infatti riferito di aver visto agenti operare sotto l’effetto di alcol o droghe.
Sul piano amministrativo è intervenuto il capo del Dipartimento per la giustizia minorile Antonio Sangermano, che ha spiegato come l’indagine penale tragga origine da “reiterate denunce” presentate dallo stesso Dipartimento all’autorità giudiziaria. Sangermano ha inoltre precisato che l’ispezione amministrativa nell’istituto è stata disposta solo dopo il nullaosta della magistratura. Al termine dell’attività ispettiva sono stati trasferiti quattro agenti verso altre sedi operative e all’istituto è stato assegnato un direttore facente funzioni, vista la temporanea assenza del titolare dell’incarico. Intanto l’associazione Antigone, già parte offesa nel processo per le violenze nel carcere minorile Beccaria di Milano, ha annunciato che chiederà di costituirsi parte civile anche nel procedimento romano. Anche il segretario di Radicali Italiani, Filippo Blengino, ha annunciato che nei prossimi giorni tornerà in visita all’istituto.
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