Torna alla Carcarese dopo 8 anni di Genoa e segna subito. Marco Ferraro: “No, restare nei dilettanti non sarebbe una sconfitta”
- Postato il 13 gennaio 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Muove i primi passi nella Carcarese, poi passa al Cengio. Si mette in mostra e approda nel settore giovanile del Genoa, dove gioca fino all’Under 18. Poi, il ritorno ai colori biancorossi e alla prima da titolare con la prima squadra subito un goal nella vittoria per 5 a 0 sul campo della Golfoparadiso. Rete di particolare importanza perché ha sbloccato la gara. Marco Ferraro non è di quei ragazzi che si montano la testa e l’abbandonare una maglia pesante come quella del Grifone per un futuro fatto di gavetta non gli fa paura. Anzi, l’entusiasmo che traspare dalle sue parole ha il sapore della maturità nonostante sia un classe 2008.
Come nasce il ritorno al Corrent?
Al Genoa non ho trovato molto spazio e non c’erano grandi possibilità di andare in Primavera l’anno prossimo. Ho scelto la Carcarese perché alcuni miei compagni di classe mi hanno parlato molto bene dell’ambiente.
Cosa ti aspetti dalla prima stagione con i grandi?
Penso di poter apprendere molto. Ci sono giocatori esperti che possono dare consigli su come comportarsi dentro e fuori dal campo.
Giocare nel Genoa alimenta di certo il sogno di una carriera dai pro. Questa tappa nei dilettanti ti spaventa un po’? Magari il timore di non rientrare più nel giro…
Non lo temo. So quanto è difficile andare nei professionisti. Io punto ad arrivare più in alto, ma non snobbo l’idea di rimanere nel calcio dei dilettanti. Lo reputo un grande calcio. Molti mi dicevano che era meglio provare la Serie D e che l’Eccellenza non è di buon livello. Non mi pare che sia così vedendo partite ed allenamenti. Non temo di rimanerci, non sarebbe una sconfitta perché vorrebbe semplicemente dire che c’è stato qualcuno più bravo di me o ha sfruttato meglio le occasioni.
Cosa lascia il settore giovanile del Grifone? C’è qualche mister che ti ha lasciato
Il settore giovanile del Genoa in questi otto anni mi ha fatto crescere sia come persona sia come giocatore. Mi ricorderò per sempre mister Mimmo Criscito nell’Under 17. Mi ha dato tantissimi consigli per migliorare la fase difensiva ma ringrazio ovviamente tutti gli allenatori che ho avuto.
Prime impressioni su mister Michele Battistel?
Battistel è un grande mister anche se è giovane. L’età non conta. Mi piace la sua idea di andare a prendere uomo a uomo gli avversari. Anche io imposterei la fase di non possesso così se fossi allenatore.
E sul gruppo?
Mi sono trovato subito benissimo nel gruppo. Mi hanno fatto sentire uno di famiglia.
Prima partita e primo goal…
Le sensazioni dopo il goal sono state indescrivibili. Al Genoa facevo il difensore centrale, quindi di goal ne ho fatti pochi. Non mi aspettavo di segnare alla prima partita, un’emozione indescrivibile.
Su cosa pensi di dover migliorare?
Devo migliorare la fase offensiva visto che il ruolo di quinto l’ho fatto poche volte.