Torino: confermata la condanna per madre che offriva la figlia minorenne online
- Postato il 19 marzo 2026
- Cronaca
- Di Quotidiano Piemontese
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TORINO – La Corte di Appello di Torino, II Sezione Penale, ha confermato la condanna a quattro anni e dieci mesi di reclusione nei confronti di una donna che metteva in rete le “prestazioni” sessuali della figlia minorenne in cambio di denaro.
Il caso era stato inizialmente portato all’attenzione delle autorità dall’associazione nazionale anti-pedofilia “La Caramella Buona”, che ha svolto un ruolo attivo nel seguire il procedimento legale. Successivamente, la vicenda è stata raccontata anche dalla trasmissione televisiva “Le Iene”, che aveva documentato le modalità con cui la madre sfruttava la figlia.
“Siamo soddisfatti della decisione della Corte di Appello, che conferma quanto già stabilito nei precedenti gradi di giudizio e quanto da noi sostenuto – ha commentato il presidente dell’associazione Roberto Mirabile. “Avevamo segnalato questo caso alle autorità alcuni anni fa e oggi finalmente si può scrivere la parola fine su una vicenda gravissima, non solo per il coinvolgimento di una minore, ma anche perché il crimine è stato commesso da chi avrebbe dovuto proteggerla.”
L’associazione, assistita dall’avvocato Antonio Radaelli, si era costituita parte civile nel processo, supportando la vittima e contribuendo all’emersione del reato.
Le motivazioni complete della sentenza della Corte di Appello saranno rese note entro 90 giorni, fornendo ulteriori dettagli sul procedimento e sulle valutazioni della giustizia.
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