Torino capitale del riscatto: la XXXI Giornata della Memoria e l’incessante “fame di verità”

  • Postato il 18 marzo 2026
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  • Di Quotidiano Piemontese
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TORINO – Vent’anni dopo la storica assemblea del 2006, il capoluogo piemontese ospiterà, il 21 marzo, la XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno promossa da Libera. Sarà un grido collettivo che nasce da una ferita ancora aperta. Secondo i dati di Libera, infatti, oltre l’80% dei familiari delle vittime non conosce ancora la verità sulla morte dei propri cari.

La memoria come impegno, non come rito

La scelta di Torino non è casuale. Il Piemonte è una terra che ha visto nascere esperienze cruciali di resistenza civile (come la rivista Narcomafie nel 1993), ma è anche un territorio dove le mafie oggi cercano di insinuarsi nelle fragilità sociali. Come sottolineato durante la conferenza stampa di presentazione, la memoria non può essere un “inno” confinato a una data sul calendario, ma deve farsi memoria viva.

L’ispirazione creativa di quest’anno richiama la formica, simbolo già apparso nel 2006. Un insetto piccolo, ma capace di un lavoro collettivo immenso. La formica evoca la necessità di restare umili e operosi, ricordandoci che la lotta alla criminalità organizzata non è il compito di un singolo eroe, ma un impegno condiviso che unisce storie, nomi e vite spezzate.

Il richiamo di Don Luigi Ciotti: «Diritto alla conoscenza»

Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera che sul tema si era già espresso nelle scorse settimane, ha riportato al centro del dibattito la parola chiave: Verità. Non una ricerca astratta, ma una vera e propria “fame”.

“Bisogna reclamare il diritto alla conoscenza, alla verità di ciò che accade attorno a noi per poter parlare di giustizia e di democrazia”, ha ribadito, citando il monito di Carlo Azeglio Ciampi sull’esempio delle vittime come bussola per l’uguaglianza.

La genesi di questa giornata d’altronde nasce proprio da un vuoto: il dolore di una madre che, dopo la strage di Capaci, piangeva il figlio agente di scorta il cui nome non veniva mai citato. Da quel grido è nato l’impegno di leggere, ogni anno, l’elenco dei nomi: quest’anno saranno 1117, di cui 16 nuovi inserimenti e 5 minori.

La politica e il territorio: un argine comune

Alla presentazione è intervenuto anche l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Maurizio Marrone, che ha sottolineato come la lotta all’antimafia sia e debba essere un terreno di assoluta unità istituzionale: “Quando si tratta di affermare la vittoria dello Stato, la politica non conosce separazioni”. Ed è proprio tra quelle poltrone che il contrasto alle mafie può e deve attuarsi, passando dai diritti che si affermano contro il lavoro nero, l’usura, la corruzione e lo sfruttamento dei più deboli. La vulnerabilità sociale è il varco in cui l’economia criminale si infiltra; dunque, costruire comunità inclusive e non lasciare indietro nessuno è, di fatto, la prima forma di prevenzione antimafia.

Il programma in sintesi

La città si prepara operativamente ad accogliere l’onda della legalità da Venerdì 20 marzo con l’Assemblea Nazionale alla Cavallerizza Reale e Veglia ecumenica in Duomo. Il giorno seguente, Sabato 21 marzo, il grande corteo partirà alle ore 9:00 da Piazza Solferino per giungere in Piazza Vittorio, dove avverrà la lettura solenne degli 1117 nomi.

Un momento in cui Torino ribadirà che la libertà non è fare ciò che si vuole, ma impegnarsi per liberare chi ancora non lo è.

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Quotidiano Piemontese

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