Torinese bloccato a Doha con la famiglia: “Dico alle mie figlie che sono fuochi d’artificio”

  • Postato il 8 marzo 2026
  • Cronaca
  • Di Quotidiano Piemontese
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DOHA – Sono ancora diversi gli italiani bloccati a Doha dopo i bombardamenti iraniani che hanno colpito il Qatar nelle ultime settimane. Tra loro c’è anche Andrea S., imprenditore torinese di 45 anni, rimasto nella capitale con la moglie e le due figlie di 7 e 10 anni mentre stavano rientrando da un viaggio a Sydney.

“Ogni notte vediamo la contraerea qatarina abbattere i missili e i droni iraniani. Per tenere tranquille le mie bimbe racconto che c’è una festa e che quelli che vedono sono fuochi d’artificio”.

La famiglia era partita il 28 febbraio con un volo diretto in Italia con scalo a Doha. Il viaggio però si è interrotto poco dopo il decollo.

“Il 28 febbraio, dopo lo scalo a Doha il nostro volo è ripartito alla volta dell’Italia, ma dopo solo un’ora ho notato che l’aereo cambiava rotta e il comandante ci ha annunciato il rientro in aeroporto – ha spiegato l’uomo raggiunto al telefono – Abbiamo dormito una notte in aeroporto nella speranza di ripartire presto ma poi anche lo scalo è stato evacuato perché pezzi di droni abbattuti erano caduti sulla pista. A quel punto abbiamo preso una stanza in hotel”.

Da allora la famiglia è rimasta bloccata nella capitale qatariota. Secondo quanto racconta l’imprenditore, le autorità locali hanno garantito assistenza ai passeggeri rimasti a terra.

“Il governo qatarino si è fatto carico di ogni spesa e qui l’organizzazione è buona al di là di ogni aspettativa. Siamo in contatto con l’ambasciata italiana e anche loro stanno cercando ogni possibilità per farci rimpatriare – ha proseguito – Una soluzione sarebbe stata quella di affrontare un viaggio di 7 ore nel deserto per raggiungere Riad in bus ed essere imbarcati da là verso l’Italia, molti connazionali lo hanno fatto e ci hanno raccontato di essere stati scortati dai carabinieri ma con due bimbe piccole non me la sono sentita e con mia moglie abbiamo preferito aspettare la riapertura dello scalo di Doha”.

Intanto gli attacchi continuano, soprattutto durante la notte. Secondo le informazioni ricevute dai residenti, l’obiettivo principale sarebbe una base militare statunitense situata fuori dalla città.

“I missili iraniani continuano a cadere, soprattutto di notte, l’obiettivo pare essere una base Usa poco fuori dalla città: “Ci hanno detto che è la più grande di tutto il Medioriente e che i droni sono diretti là e non in città. In effetti qui cadono solo i detriti dei velivoli abbattuti dalla contraerea e in città la gente continua a fare la vita di tutti i giorni. Mentre parlo, di fronte a me ci sono degli operai che lavorano su un ponteggio e gente che mangia il gelato e anche se le autorità consigliano di stare al coperto durante gli attacchi, noi non siamo mai andati nei rifugi”, ha concluso l’imprenditore.

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Quotidiano Piemontese

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