Tommaso Montesano: "Governeremo decenni", l'orgoglio di Trump

  • Postato il 23 febbraio 2025
  • Di Libero Quotidiano
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Tommaso Montesano: "Governeremo decenni", l'orgoglio di Trump

Donald Trump non si smentisce. Sul palco sale in anticipo rispetto alla scaletta diffusa dalla Conservative Political Action Conference. Il presidente degli Stati Uniti, attesissimo, prende la parola dopo il videocollegamento di Giorgia Meloni. E come primo passo rivendica, a poco più di un mese dal suo ritorno alla Casa Bianca, di aver già centrato l'obiettivo: «Stiamo finalmente liberando il Paese, stiamo mantenendo le nostre promesse». Un riferimento alle misure varate dal giorno del suo insediamento allo Studio ovale. Misure destinate a cambiare in profondità gli Usa. L'obiettivo, ambizioso, è quello di costruire una maggioranza che «guiderà il Paese per generazioni».

Sottinteso: la mia eredità politica, quel “popolo Maga” che lo osanna, sopravviverà alla fine della sua esperienza a Washington alla fine del mandato presidenziale. Magari passando il testimone al suo vice, J.D. Vance, che la scorsa settimana, a Monaco, ha sferzato l'Europa. «Gli elettori ci hanno dato un mandato clamoroso per cambiare le cose a Washington e nel Paese e lo useremo.Abbiamo vinto anche il voto popolare e questo perché siamo il partito del buon senso», aggiunge The Donald, che poi ringrazia Meloni e, indicando verso la platea, il suo omologo argentino Javier Milei: «Stai facendo un grande lavoro, è un onore averti qui».

Il presidente argentino è quello che si prende la scena prima del capo della Casa Bianca e di Meloni. «Che il cielo ci accompagni! Viva la libertà!». Urla, Milei, alla fine del suo discorso. Le luci si spengono, la musica sale. Milei, insieme alla premier italiana, è l'ospite d'onore della giornata conclusiva del meeting conservatore di National Harbor, in Maryland, quest'anno rivitalizzato dalla vittoria elettorale. Il “popolo Maga”, i conservatori votati alla causa del Make America Great Again, lo interrompe invocando il suo nome - «Milei! Milei!» - quando lui dal palco si scaglia contro «la tirannia del partito delle élite» e il «globalismo».

Il presidente argentino parla per una trentina di minuti. E delinea lo scenario in cui si muove una galassia conservatrice destinata a varcare l'Atlantico, come testimonia anche l'intervento del primo ministro slovacco, Robert Fico, e della stessa Meloni. «Dobbiamo organizzare l'alleanza delle nazioni libere», scandisce Milei riprendendo idealmente il manifesto politico lanciato a metà dicembre a Buenos Aires in occasione della visita di Meloni. Un'alleanza contro i «burocrati», che veicoli il messaggio del «mondo libero» per un'«umanità prospera»: «L'era dello Stato onnipresente è terminata». Il presidente con la motosega parla la stessa lingua di Trump. Donald, del resto, «è un outsider, come me». La stella polare è la rivolta contro lo statalismo, contro il governo che ti segue “dalla culla alla tomba” e «che pretende di regolare ogni aspetto della vita della gente».

E qui Milei manda in cortocircuito la sinistra, visto che per far capire bene al popolo Maga di cosa stia parlando, ricorda «una delle massime di Benito Mussolini: tutto dentro lo Stato, nulla fuori dallo Stato e nulla contro lo Stato». Argentina e Stati Uniti targati Trump, ribadisce, «hanno una stessa missione: rimuovere il potere del “partito dello Stato” per consegnarlo alla società». Milei evoca una seconda “guerra di indipendenza” per i due Paesi: «La prima ci liberò dal potere delle monarchie europee, la seconda ci libererà dalla tirannia del potere dello Stato. Stiamo combattendo una battaglia cruciale per il futuro dell'umanità». E qui si torna alla motosega consegnata venerdì ad Elon Musk, il direttore del dipartimento per l'efficienza governativa americano (Doge): «Il nostro metodo è simile: revisione ufficio per ufficio, conservare ciò che serve e funziona e scartare il resto.

Per questo serve la motosega». Nel primo pomeriggio, ora italiana, era stato il premier slovacco, Fico, a prendere la parola. Fico è l'anello di congiunzione con un mondo originariamente lontano (il partito Smer, Direzione socialdemocrazia, non nasce certo a destra), ma ora schierato con Trump in nome dell'avversione al globalismo e a posizioni simili su immigrazione, guerra in Ucraina e interventismo occidentale. «Il vostro presidente sta rendendo un grande servizio all'Europa», ha detto il numero uno di Bratislava. Fico ha parlato per 15 minuti, citando il cambio di passo nella gestione della crisi ucraina come esempio di inversione di tendenza: «L'energia e la determinazione con cui il vostro presidente è entrato nel processo di pace in Ucraina sono ammirevoli. Sta riportando la verità e, speriamo tutti, la pace in Europa».

 

 

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Libero Quotidiano

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