'Think tank vicino al Labour spiava i reporter', Starmer ancora sotto pressione
- Postato il 16 febbraio 2026
- Estero
- Di Agi.it
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'Think tank vicino al Labour spiava i reporter', Starmer ancora sotto pressione
AGI - Il premier britannico Keir Starmer si trova ad affrontare una nuova ondata di polemiche che rischia di indebolire ulteriormente la sua leadership. Dopo le controversie legate ai rapporti tra l’ex ministro Peter Mandelson – scelto da Starmer come ambasciatore a Washington – e il finanziere americano Jeffrey Epstein, ora l’attenzione si concentra su presunte attività di dossieraggio contro giornalisti critici.
Al centro della vicenda c’è Labour Together, centro studi vicino all’area del New Labour che fa riferimento all’eredità politica di Tony Blair e che ha avuto un ruolo rilevante nel consolidare la leadership di Starmer negli ultimi anni. In passato la struttura è stata guidata da Morgan McSweeney, già influente capo dello staff del primo ministro, dimessosi recentemente per le sue relazioni con Mandelson.
Le accuse di dossieraggio
Secondo quanto emerso, Labour Together avrebbe stanziato circa 30mila sterline per incaricare la società di consulenza APCO Worldwide di raccogliere informazioni sulla redazione del The Sunday Times. L’obiettivo sarebbe stato identificare le fonti di un’inchiesta che segnalava presunti finanziamenti non dichiarati a sostegno della campagna elettorale laburista del 2024.
Le reazioni politiche e le richieste di accertamento
La ministra della Tecnologia Liz Kendall, intervenuta pubblicamente, ha promesso accertamenti interni, ma le opposizioni parlano di una risposta tardiva. Per Kevin Hollinrake, figura di spicco dei Conservatori, l’episodio rappresenta un attacco alla libertà di stampa. Anche lo Scottish National Party è intervenuto chiedendo la rimozione del ministro Josh Simons, che all’epoca dei fatti guidava il think tank e oggi ricopre il ruolo di vice coordinatore dell’Ufficio di Gabinetto.
La posizione di Starmer e le prossime sfide
Pur non essendoci al momento segnali di una sfiducia interna immediata, la posizione del premier appare meno solida di quanto dichiarato pubblicamente. Starmer ha ribadito l’intenzione di restare in carica fino alle prossime elezioni generali previste per il 2029, ma molto dipenderà dall’esito delle amministrative di maggio, dove i sondaggi indicano possibili difficoltà per il Labour.
Possibili scenari futuri e alternative
Un primo test potrebbe arrivare già con l’elezione suppletiva del 26 febbraio in un collegio del nord dell’Inghilterra tradizionalmente favorevole ai laburisti. Intanto iniziano a circolare ipotesi su possibili alternative alla guida del partito: tra i nomi menzionati dalla stampa figura quello del ministro della Difesa John Healey, ritenuto una possibile figura di equilibrio tra le diverse anime del movimento.
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