Test Barcellona, il giorno dopo della Ferrari: Leclerc e Hamilton prudenti, e Lewis mette già in riga la squadra
- Postato il 31 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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Per la Ferrari c’è una indicazione abbastanza confortante riguardo la SF-26 che debutterà in questa stagione nel Mondiale di F1 dal rinnovato regolamento tecnico: la monoposto, dopo i tre giorni di test svolti sul circuito del Montmelò a Barcellona, si è rivelata sufficientemente affidabile. Se è vero che Mercedes per il momento detiene la palma di vettura che più potrebbe impensierire il resto della concorrenza, Maranello in questi giorni incassa dei primi riscontri positivi sul lavoro riversato sulla monoposto 2026 tale da aver sacrificato gli sviluppi della precedente SF-25 (con conseguenti avari risultati in pista).
- Ferrari solida, ma Mercedes sembra un passo avanti rispetto a tutte
- Vasseur: "Presto per saltare a delle conclusioni"
- Leclerc: "Siamo solo all'inizio, ora sarà importante il simulatore"
- Hamilton lancia un messaggio alla Ferrari
Ferrari solida, ma Mercedes sembra un passo avanti rispetto a tutte
Intanto, in vista delle due sessioni da tre giorni ciascuna dei test in Bahrain di febbraio, il primo obiettivo sul circuito catalano era quello di macinare quanti più giri e chilometri possibili, in modo da ottenere un buon numero di informazioni sulla vettura dall’aerodinamica rinnovata e dalle novità di una power unit con un maggior peso prestazionale della componente elettrica. Nell’ultima giornata di test la Ferrari, con Lewis Hamilton a bordo, ha registrato il miglior tempo di tutti e cinque gli shakedown privati di Barcellona, ma Mercedes con la sua W17 resta comunque il punto di riferimento di questi primi approcci su pista delle nuove monoposto.
George Russell e Andrea Kimi Antonelli hanno messo a referto assieme 500 giri per un totale di 2.328,5 km nei tre giorni di test a loro disposizione. Va detto che le prove catalane non servivano a mettere in risalto e cercare la prestazione pura, ma a capire se le vetture potessero essere anzitutto affidabili: risposta nettamente positiva da parte delle Frecce d’Argento, che però sono al centro del chiacchiericcio a causa del controverso rapporto di compressione delle loro power unit che, sfruttando le pieghe del regolamento, potrebbe superare il limite di 16:1 precisato per questo nuovo ciclo normativo. Che, detto in soldoni, potrebbe garantire decimi di secondi guadagnati in pista, e quindi migliori prestazioni.
Vasseur: “Presto per saltare a delle conclusioni”
Comunque, Ferrari come abbiamo visto ha dimostrato per il momento una certa solidità. Ma nessuno si adagia sugli allori: il team principal Frédéric Vasseur ha spiegato che, al di là dei riscontri positivi di questi primi test dati dai molti giri percorsi “sia sul bagnato che sull’asciutto”, la concentrazione è rivolta alle sessioni sul circuito di Sakhir. “Non abbiamo riscontrato particolari problemi, altro aspetto senz’altro importante e positivo, ma è presto e dobbiamo analizzare ancora molti dati per poter migliorare”, ha concluso Vasseur.
Leclerc: “Siamo solo all’inizio, ora sarà importante il simulatore”
Parlando con i canali ufficiali della F1 Charles Leclerc ha affermato che, nonostante le difficoltà delle prime sessioni su pista bagnata e con una vettura radicalmente nuova, alla fine l’esperienza è stata positiva con alcuni riscontri positivi per il futuro, “in particolare per quando correremo su bagnato”. Promossi gli altri due giorni, svolgendo “tutto ciò che avevamo in mente”, il monegasco ha aggiunto che al di là del clima elettrico nella scuderia per la nuova era bisogna comunque concentrarsi su aspetti cruciali come la gestione dell’energia in pista: “Siamo solo all’inizio, a Maranello lavoreremo sui dati raccolti e faremo tanto simulatore in vista del Bahrain”, dove ci potrà essere il raffronto dei dati.
Hamilton lancia un messaggio alla Ferrari
La sessione al simulatore sarà quindi un altro appuntamento cruciale per affinare la SF-265. Intanto, per Lewis Hamilton non bisogna farsi illusioni, perché al di là dell’entusiasmo che si respira pure per lui “c’è ancora molto lavoro da fare”, indicando quanto fatto dalla sua ex scuderia, la Mercedes, ma anche Red Bull, dotata di un power train praticamente in proprio (in collaborazione con Ford) e Haas. “Ancora non sappiamo a quale punto ci troviamo, ma è stata una prima settimana positiva e dobbiamo partire da qui. Lo sviluppo sarà fondamentale ma – e qui il britannico pare lanci un avvertimento alla propria scuderia – non dobbiamo tralasciare alcun dettaglio ed essere chiari e concisi nelle comunicazioni tra di noi e nelle decisioni che prenderemo”. Fortuna che nel frattempo gli hanno cambiato l’ingegnere di pista di riferimento…