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Termovalorizzatore, Scarone (M5s): “Al fianco di cittadini e amministratori contro un nuovo impianto”

  • Postato il 21 maggio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Termovalorizzatore, Scarone (M5s): “Al fianco di cittadini e amministratori contro un nuovo impianto”

“La Regione Liguria continua a considerare la Val Bormida come un territorio sacrificabile. Prima si parla di localizzare qui l’inceneritore; poi emerge perfino l’ipotesi di portare i rifiuti fuori regione. In ogni caso, manca ancora una risposta seria sulla vera domanda: perché non investire davvero su riduzione, riciclo ed economia circolare? Ricordiamo che la Val Bormida ha già pagato per decenni un prezzo altissimo in termini ambientali e sanitari. Pensare oggi di imporre un nuovo impianto di combustione dei rifiuti significa ignorare la storia di questo territorio e le preoccupazioni espresse con chiarezza da cittadini, associazioni e amministratori locali: la contrarietà dei 19 sindaci della Valle è un fatto politico importante e non può essere aggirato”.

Così, la coordinatrice provinciale del M5S Savona Stefania Scarone sul progetto per il nuovo impianto di chiusura del ciclo rifiuti.

“Continuiamo inoltre a sentire parlare di “termovalorizzazione” come se fosse una soluzione moderna e sostenibile. I dati ufficiali degli impianti esistenti raccontano invece altro: l’inceneritore del Gerbido di Torino nel 2016, ad esempio, ha trattato oltre 439mila tonnellate di rifiuti producendo più di 113mila tonnellate di scorie, ceneri e residui speciali da smaltire. Questo significa che i rifiuti non spariscono: vengono trasformati in emissioni e ceneri. Anche il modello di Copenaghen, spesso citato come esempio virtuoso, oggi viene ridimensionato dalla stessa Danimarca, che ha deciso di ridurre la capacità di incenerimento entro il 2030 perché gli impianti producono CO₂ e necessitano perfino di importare rifiuti per restare economicamente sostenibili”.

“Crediamo che il futuro della Val Bormida debba essere un altro: bonifiche vere, valorizzazione ambientale, turismo, agricoltura di qualità, innovazione e filiere del riciclo. Non un’economia fondata sull’arrivo di rifiuti da altre province o regioni. La mobilitazione dei cittadini sta già producendo risultati importanti. Se oggi si parla apertamente di difficoltà politiche e territoriali sul progetto, è perché la Valle si è unita. E questa unità dovrà continuare”, conclude Scarone.

Autore
Il Vostro Giornale

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