Termovalorizzatore in Valbormida? La protesta entra nel vivo in occasione della visita di Bucci alle Funivie

  • Postato il 23 febbraio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Funivie di Bragno

Valbormida. Si preannuncia una giornata intensa, quella di oggi, 23 febbraio, in previsione della visita pomeridiana del governatore della Liguria Marco Bucci all’impianto delle Funivie. Dopo le indiscrezioni sulle manifestazioni di interesse per realizzare il termovalorizzatore da parte di Italiana Coke (che segue quelle dei colossi energetici Ecoeridania, Acea, Iren, A2A, Hera e EniRewind) i timori per l’ipotesi, sempre più concreta, di un impianto in Valbormida, a Cairo o a Cengio, stanno crescendo e sale la mobilitazione per dire “no”.

Il fronte contrario ha organizzato, a partire dalle 14.30, una dimostrazione di protesta in corso Stalingrado, a Bragno, davanti all’ingresso delle Funivie. Lo slogan che molti cittadini lanciano al Presidente della Regione è “Con l’ospedale si vive, con l’inceneritore si muore”, e l’appello è quello di partecipare per far sentire la voce della Valbormida.

Per quanto riguarda l’iter del bando regionale, proprio sabato scorso, 21 febbraio, scadevano i termini per la presentazione delle manifestazioni di interesse che ora saranno valutate ed entro un paio di settimane ci dovrebbe essere una prima indicazione sul futuro impianto. Se il consenso del Comune ospitante restasse vincolante, da Cairo il sindaco Paolo Lambertini ribadisce il suo no per le ragioni espresse finora che riguardano l’impatto ambientale.

“Bene la visita, ma il territorio chiede risposte concrete: ripristino Funivie, completamento dell’Aurelia Bis, riapertura del punto nascita di Pietra Ligure e dei punti di primo intervento H24 a Cairo Montenotte e Albenga. Promesse ad oggi non mantenute. Il Savonese merita atti concreti”, affermano dalla Cgil Savona.

Ma non solo. A preoccupare i sindacati è anche la proposta di Italiana Coke di riconvertire la produzione, ovvero passare dal carbone (il cui futuro non è affatto roseo) alla chiusura del ciclo dei rifiuti. Operazione che richiederebbe anni di interventi e anche per il fronte occupazionale si stanno alimentando non pochi timori, che si aggiungono a quelli di vedere la cokeria trasformata in un termovalorizzatore da parte di chi non accetta un impianto simile in Valbormida.

Autore
Il Vostro Giornale

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