Teana, contestato trasferimento pazienti Casa Vallina

  • Postato il 29 marzo 2026
  • Casa Vallina
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Il Quotidiano del Sud
Teana, contestato trasferimento pazienti Casa Vallina

Familiari e amministratori denunciano il trasferimento dei pazienti di Casa Vallina a Teana. «Struttura non idonea, serve trasparenza e rispetto della dignità». Sindacati impegnati anche a difendere i posti di lavoro a rischio


Sono amministratori di sostegno e familiari a firmare una lettera aperta nella quale denunciano ciò che accadrà ai loro assistiti e familiari, pazienti psichiatrici, dall’1 aprile. Malati fragili a cui, spiegano, non si può infliggere una situazione di questo tipo.

CASA VALLINA, LA LETTERA APERTA

Nella nota firmata da Michele Missanelli, Giuliano Stefano Auricchio, Agnese Propato, Spagnuolo Mari Rosa, Giuseppe Ciancia, Maria Corrado, Carmine Latorraca, Concetta Vasca si legge: «I nostri cari – dicono – sono ospiti della struttura riabilitativa “Casa Vallina”, di Teana, ma il 25 marzo abbiamo ricevuto una comunicazione che dispone il loro trasferimento dall’1 aprile in un’altra struttura, sprovvista dei requisiti fondamentali di autorizzazione e accreditamento previsti dalla legge. Trasferire un paziente da una struttura che può seguirlo con professionalità a un luogo che non rispetta gli standard sanitari, organizzativi e umani necessari significa rischiare di minare concretamente la sua salute. Problemi che si aggiungono – scrivono ancora – al già complicato cambio di ambiente per chi vive una condizione di fragilità come la loro».

I PAZIENTI DI CASA VALLINA «NON POSSONO ESSERE SPOSTATI COME PACCHI»

I firmatari, annunciando che in mancanza di risposte si rivolgeranno alle autorità, proseguono: «Pur comprendendo che possa esserci la necessità di un trasferimento, vogliamo evitare che possano essere spostati come pacchi da una struttura all’altra, per poi essere spostati nuovamente in una idonea. Non si tratta di un dettaglio burocratico, si tratta di offrire le garanzie minime! Come amministratori di sostegno e familiari abbiamo il dovere di opporci a decisioni che possano arrecare loro danno. Abbiamo quindi chiesto con urgenza che siano forniti gli atti che dimostrino la regolarità della struttura di destinazione e le motivazioni cliniche di un trasferimento così delicato».

«LA DIGNITÀ UMANA NON DEVE ESSERE SUBORDINATA A LOGICHE ORGANIZZATIVE»

La dignità umana – precisa ancora – non può essere subordinata a logiche organizzative, economiche o di mera opportunità. Ogni persona, indipendentemente dalla propria condizione, ha diritto a cure adeguate, a continuità terapeutica e a essere considerata prima di tutto come individuo, non come un numero da spostare. Interrompere percorsi costruiti nel tempo significa anche spezzare relazioni, abitudini, equilibri che per queste persone rappresentano un punto di riferimento essenziale. È una questione che coinvolge l’intera nostra comunità, perché misura il grado di civiltà con cui scegliamo di trattare chi è più fragile. Ci auguriamo – concludono – che far conoscere questa vicenda possa contribuire a ristabilire la trasparenza che è sempre auspicabile in questi casi, a fare emergere le responsabilità e restituire il rispetto dovuto a chi non ha voce per difendersi da solo».

LA NOTA DEI SINDACATI SUL TEMA OCCUPAZIONALE


Sul caso intervengono con una nota anche Fp Cgil, Cisl Fp, Fisascat Cisl, Uil Fpl che affrontano il tema occupazionale: «Un accordo estremamente complesso e reso ancor più complicato dall’assenza di una delle ditte uscenti (Auxilium) e della committente (Asp) – scrivono – presente solo nelle primissime fasi di un confronto protrattosi sino a tarda serata sottoscritto per senso di responsabilità nei confronti di lavoratori e pazienti psichiatrici. Bene avrebbe fatto l’Asp, che ha ribadito in maniera chiara che il servizio sarebbe dovuto partire l’ 1 aprile senza alcuna proroga tecnica, seppur breve, come da noi richiesto, a stare sul tavolo in quanto committente, l’unica ad avere un quadro chiaro del servizio da rendere in base all’offerta tecnica delle aziende subentranti».

CASA VALLINA, IL FUTURO DEL PERSONALE

La complessità del passaggio – si legge ancora – che riguarda 12 strutture della provincia, era connaturata nella scelta di trasformare le case alloggio psichiatriche della provincia di Potenza da socio – riabilitative a socio assistenziali. La riduzione del monte ore è drastica, con immaginabili conseguenze sulle retribuzioni. Né è stato possibile discutere del futuro prossimo del personale non qualificato che non potrà rientrare immediatamente in servizio sino ad una sua riqualificazione e che dovrà essere riassorbito, in una fase successiva. Incerto anche il destino dei coordinatori, che non sono stati assorbiti nel passaggio e sul quale non si è potuta intavolare alcuna discussione».

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