Tassa sui passeggeri di crociere e traghetti, il cluster marittimo minaccia un ricorso al Tar
- Postato il 5 febbraio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Muro contro muro, ma il Comune di Genova è intenzionato a non fare alcun passo indietro sull’introduzione di un’addizionale di 3 euro per ogni passeggero di traghetti e crociere in porto.
Mercoledì 4 febbraio l’ultimo incontro tra la sindaca Silvia Salis, il vicesindaco Alessandro Terrile e i referenti del cluster marittimo interessato dalla questione – Assarmatori, terminalisti, Confitarma, Stazioni Marittime e Autorità portuale – si è concluso con la presa d’atto che le posizioni sono opposte.
Non solo. Gli armatori hanno fatto capire chiaramente di essere pronti a presentare un ricorso al Tar contro la delibera del Comune di Genova che a fine novembre a stabilito l’introduzione della tassa.
Il Comune, d’altronde, ha già inserito gli introiti previsti a bilancio: per il 2026 l’amministrazione Salis vuole introdurre l’addizionale da giugno, per non gravare sui biglietti già emessi, e quindi introitare 3,5 milioni. Dal 2027 la misura avrà un valore di 5,7 milioni.
In base all’incontro di ieri però la situazione è congelata. Il regolamento del Comune stabilisce che l’addizionale potrà essere applicata solo in seguito a una “convenzione di servizio da sottoscrivere con il soggetto incaricato della riscossione”, individuato in Stazioni Marittime oppure attraverso le compagnie di navigazione.
Ma questa convenzione non sarà semplice da sottoscrivere. Resta il fatto che l’amministrazione comunale è convinta di dover a ogni costo applicare la tassa in nome di un accordo firmato nel 2002 dalla giunta di centrodestra con il governo, e in base al quale – se non scatterà l’addizionale – Genova rischia di perdere 25 milioni di euro di finanziamenti statali, alcuni dei quali già versati.