Tassa sui crocieristi, il monito e i dubbi dell’Autorità portuale: “Servono misure condivise”
- Postato il 31 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Savona. All’indomani del workshop dedicato al valore dell’industria crocieristica, l’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale richiama l’attenzione sulla necessità che “eventuali interventi di natura fiscale sul comparto siano oggetto di un adeguato coordinamento e non possono prescindere da un confronto con il settore, al fine di preservare la competitività di un sistema che oggi genera rilevanti ricadute economiche e occupazionali per il territorio e per il Paese”.
Nel mirino della Port Authority ligure la contestata tassa sui crocieristi che dopo il caso genovese irrompe ancora nel dibattito sulla portualità ligure e savonese.
I dati presentati nel corso dell’incontro restituiscono con chiarezza la dimensione del fenomeno: nei porti di Genova e Savona, nel 2025, il comparto crocieristico ha generato un impatto economico diretto pari a 346 milioni di euro, con almeno 2.700 occupati diretti senza contare la parte occupazionale indiretta. Di questo valore, 255 milioni – pari al 73% – sono riconducibili alle attività di home port, che rappresentano la componente a maggiore valore aggiunto, grazie a una più ampia attivazione di servizi e a una permanenza più lunga dei passeggeri sul territorio.
“Gli importanti investimenti in corso – sottolinea il presidente Matteo Paroli – richiedono un quadro di riferimento stabile e coerente. Parliamo di un settore che, nei porti di Genova e Savona, genera centinaia di milioni di euro di impatto economico diretto e sostiene migliaia di posti di lavoro lungo una filiera articolata, con una componente di home port a maggiore valore aggiunto. È un risultato costruito nel tempo, grazie a una collaborazione strutturata tra pubblico e operatori privati e a un percorso di sviluppo sostenuto da investimenti infrastrutturali e ambientali rilevanti, che oggi contribuiscono a rafforzare ulteriormente il posizionamento competitivo dei nostri scali”.
“In questo contesto, interventi che non tengano adeguatamente conto di questi equilibri rischiano di incidere su un sistema che produce benefici concreti e misurabili. Il crocierismo opera in un mercato globale altamente competitivo, nel quale le scelte delle compagnie sono influenzate dalla stabilità e dalla prevedibilità del quadro complessivo. Dobbiamo pertanto continuare a esprimere contrarietà ad ogni misura fiscale territoriale che non sia preventivamente valutata in modo condiviso, anche con il cluster portuale, tenendo conto delle ricadute economiche, occupazionali e industriali che il settore è in grado di generare e della necessità di non compromettere un percorso di sviluppo faticosamente costruito nel tempo i cui risultati ieri sono stati ampiamente illustrati”.
“Solo attraverso un approccio coordinato è possibile continuare a sostenere la crescita del comparto e il contributo che esso offre al sistema portuale e al Paese” conclude Paroli.