Tariffe dell’acqua, Fca sconfitta in giudizio
- Postato il 2 aprile 2025
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Il Quotidiano del Sud
Tariffe dell’acqua, Fca sconfitta in giudizio
Fca perde in giudizio: per i giudici non andava interpellata per forza prima dell’adozione del nuovo piano di tariffe dell’acqua
POTENZA – Fca, che oggi si chiama Stellantis, non può lamentarsi di non essere stata interpellata in merito all’adeguamento delle tariffe per «il servizio di distribuzione acqua e collettamento e depurazione dei reflui industriali» nella zona industriale di Melfi, dove ha sede il suo principale stabilimento italiano. Perché lo sono stati due enti rappresentativi delle realtà produttive del territorio come Confapi e Confindustria, da cui la compagnia automobilistica è uscita nel 2016.
E’ quanto si legge nella sentenza depositata ieri mattina dal Consiglio di Stato.
I giudici di Palazzo Spada hanno bocciato il ricorso presentato da Fca Italy contro il decreto con cui nel 2021 l’Ente di governo per i rifiuti e le risorse idriche della Regione Basilicata (Egrib) aveva confermato le tariffe per il servizio di distribuzione acqua e collettamento e depurazione dei reflui industriali, nei termini già disposti dal Consorzio Asi di Potenza nel 2018.
Il collegio presieduto da Vincenzo Neri ha ribadito che la competenza per la definizione delle tariffe fino al 2021 è stata del Consorzio industriale. Quando quest’ultimo è stato messo in liquidazione, però, una legge regionale ha riassegnato quella competenza all’Egrib, che l’ha legittimamente esercitata approvando il nuovo piano tariffario in un’assemblea partecipata dalla maggioranza dei suoi soci. Vale a dire i sindaci del 131 comuni lucani.
«Quanto agli effetti discriminatori sulle tariffe ed alla mancata concertazione – scrivono i giudici del Consiglio di Stato – oltre quanto già rilevato sopra, l’appellante non fornisce alcuna prova se non una generica critica».
I giudici hanno smentito la lamentata assenza di uno studio sui costi reali del servizio idrico industriale alla base della tariffazione.
«Occorre rilevare – si legge in sentenza – che la censura non coglie nel segno atteso che emerge dall’atto impugnato che vi è stata una verifica preliminare circa la copertura dei costi per il tramite della tariffa; peraltro non va trascurato che si tratta di una determinazione provvisoria e che da quanto emerge dagli atti di causa dovrà procedersi all’approvazione definitiva che avrà valore retroattivo a far data dal 12 marzo 2021».
Le tariffe per il servizio idrico industriale erano state già impugnate dal Fca nel 2018, e l’anno dopo il Tar Basilicata aveva dato ragione alla compagnia stabilendo che la competenza per la loro definizione fosse già allora di Egrib e a un livello superiore dell’Autorità di regolazione per le energie, reti e ambiente (Arera).
In attesa dell’esito degli appelli su questa sentenza il Consorzio era corso ai ripari, nel 2019, approvando delle nuove tariffe provvisorie. Ne erano seguiti un ulteriore ricorso della casa automobilistica, e un’ulteriore sentenza del Tar Basilicata che le dava ragione.
Quando il Consiglio di Stato riaffermò la competenza del Consorzio industriale, però, era stata già disposta la sua messa liquidazione. Ed era appena passata in giudicato la seconda sentenza del Tar sulle tariffe approvate nel 2019, per cui si era reso necessario il decreto di riapprovazione delle tariffe 2018 dell’Egrib.
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