Taranto, sindacati: «All’ex Ilva voragine lungo la strada interna»

  • Postato il 8 marzo 2026
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 Taranto, sindacati: «All’ex Ilva voragine lungo la strada interna»

Voragine nell’ex Ilva di Taranto: i sindacati denunciano l’apertura di una voragine lungo la strada interna, chiedendo interventi urgenti per la sicurezza dei lavoratori.


TARANTO – La sicurezza all’interno dello stabilimento ex Ilva di Taranto torna prepotentemente al centro del dibattito, scuotendo nuovamente gli animi dei lavoratori. Una profonda voragine si è aperta durante il turno notturno lungo la strada interna che costeggia i reparti Treno Nastri 2 (TNA2) e Deposito Bramme 2 (DBS2), un’area ad alto transito di mezzi pesanti e personale. L’episodio, avvenuto a pochi giorni dalla tragica scomparsa dell’operaio Loris Costantino, ha innescato l’immediata segnalazione da parte dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) di Fim, Fiom, Uilm e Usb. Nel documento ufficiale inviato ai vertici aziendali, si denuncia un “significativo cedimento del manto stradale”.

La gravità della situazione è acuita da un elemento tecnico di non poco conto: nella zona interessata dal cedimento sarebbe presente una tubazione interrata. Gli RLS hanno sottolineato come l’evento “avrebbe potuto compromettere seriamente l’incolumità dei lavoratori e la sicurezza dei mezzi in transito”, trasformandosi in una potenziale tragedia evitata solo dal caso.

VORAGINE NELL’ARTERIA STRADALE INTERNA DELL’EX ILVA DI TERANDO, LE RICHIESTE DEL SINDACATO: TRASPARENZA E INTERVENTI

I rappresentanti sindacali non si limitano alla segnalazione, ma pretendono risposte urgenti: Il piano dettagliato degli interventi di messa in sicurezza già attuati. Un’analisi tecnica esaustiva sulle cause che hanno generato il dissesto. Il monito è chiaro: in assenza di riscontri tempestivi, i sindacati si rivolgeranno agli enti di controllo esterni per verificare le condizioni di agibilità delle infrastrutture dello stabilimento. Piero Vernile, RSU Uilm, non usa mezzi termini per commentare lo stato dell’impianto: “Come possono essere tranquilli i lavoratori? C’è bisogno di investimenti reali e veloci, non di tecnici che mettono solo parole su carta. In una fabbrica dove le manutenzioni – né ordinarie né straordinarie – non esistono più dai tempi dei Riva, la serenità è un miraggio”.

Vernile rilancia inoltre la richiesta di una “nazionalizzazione a tempo” per evitare che lo stabilimento subisca il destino dell’era ArcelorMittal, invocando una legge speciale che metta fine a una gestione che, secondo il delegato, grava esclusivamente sulle spalle dei lavoratori. La vicenda della voragine diventa così l’ennesimo simbolo di un’infrastruttura industriale che, tra carenze manutentive e incertezza sul futuro, continua a interrogare sulla sicurezza di chi ogni giorno vive la fabbrica.

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